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Il divieto del tacito rinnovo nell’Assicurazione Danni

In Parlamento si sta discutendo in questi giorni il testo del disegno di legge conosciuto come “DDL Concorrenza”, che ha subìto di recente alcune modifiche fra le quali quella dell’art. 12, ovvero: “Le polizze assicurative Ramo Danni di ogni tipologia alla loro scadenza non potranno essere rinnovate con il metodo del tacito rinnovo”. Personalmente, mi sento di dire che l’abolizione del tacito rinnovo per tutti i contratti di assicurazione danni (e non solo per quelli RC auto) costituisca un provvedimento in favore del cliente e, nello stesso tempo, una opportunità per il mercato assicurativo.
Come già successo nel campo della RC Auto, infatti, il cliente ad ogni ricorrenza annuale, potrà continuare con il medesimo Assicuratore oppure orientarsi verso un'altra compagnia di Assicurazione che offra garanzie più adatte al proprio profilo e/o a condizioni economiche più favorevoli, senza trovarsi limitato (per non dire ingabbiato) dal vincolo della disdetta nei tempi stabiliti dalle clausole di tacito rinnovo presenti nei contratti.

Sicuramente in tale circostanza l’intervento dell’intermediario è decisivo nella scelta e nella costruzione del prodotto migliore e che più risponde alle esigenze del cliente.

Tuttavia non si deve pensare che il “non tacito rinnovo” delle polizze possa costituire un grave problema per l’assicurato e un pesante impatto nella gestione quotidiana delle società di intermediazione. E’ indubbio che l’intermediario dovrà preoccuparsi, in un tempo adeguato , prima della scadenza dei contratti di contattare il proprio cliente e con lui verificare insieme lo status della polizza e delle eventuali modifiche sia di contenuto che di assicuratore.

Alcuni, infatti, sostengono che l’introduzione di questa regola porterebbe seri problemi agli assicurati sostenendo che gli stessi potrebbero rimanere scoperti se non tempestivamente avvisati. Ritengo che ciò sia un falso problema in quanto come e’ noto a tutti, sia gli assicuratori che gli intermediari provvedono per tempo ad informare il proprio cliente attraverso tutti gli strumenti tecnologici a sua disposizione. Ovviamente se il cliente non riceve l’avviso di rinnovo in tempo utile forse e’ meglio fare qualche riflessione sul servizio che gli viene erogato.

A mio avviso questa scusante non dovrebbe inficiare lo spirito della nuova norma che viceversa ritengo carico di un’importante finalità: la possibilità di aprire ad un mercato diverso e più ampio capace di proporre nuove opportunità.

Con tale iniziativa, si inviterebbero sia gli intermediari, ma ancora di più la clientela ad una presa di coscienza sui contratti assicurativi che si hanno in essere o che si potrebbero avere per meglio soddisfare le proprie necessità ampliando, come detto, la ricerca nella pluralità delle compagnie disponibili sul mercato ad offrire prodotti concorrenziali e adatti ad ogni situazione. Finalmente l’Italia si adegua agli altri paesi europei dove l’assicurato è libero di esaminare, analizzare, modificare, seguire il mercato, guidato dai suggerimenti e dai consigli del proprio intermediario, che conoscendo la sua posizione assicurativa, potrà prospettargli differenti occasioni e possibilità di accedere a prodotti vantaggiosi e con migliori condizioni: certamente un beneficio per il cliente.

Solo in questo modo, infatti, credo che il cliente possa essere seguito e consigliato al meglio e da professionisti sempre più indipendenti e, nel frattempo, sono convinto che molti broker potrebbero avere un proficuo e profittevole dialogo diretto con le imprese Assicurative perché anche quest’ultime dovranno prendere atto che l’intermediario Broker costituirà una risorsa importante per tutte loro.

Noi siamo dei professionisti e come tali dobbiamo comportarci strutturando le nostre aziende per gestire nel miglior modo possibile la nostra clientela ed offrire il servizio che il cliente si aspetta e che deve ricevere a fronte di una consulenza specialistica. Solamente in questo modo si potrà contribuire alla crescita professionale della categoria a conferma che gli intermediari sono il vero supporto e sostegno del cliente che lo tutelano e che contribuiscono con la loro assistenza alla sicurezza e tranquillità del suo patrimonio.

Usciamo dai nostri confini e facciamo in modo che il comparto assicurativo sia al pari degli altri paesi europei più evoluti, diamo il nostro contributo alla innovazione e al cambiamento che sono i temi rilevanti e da consolidare del 2016.

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Il nuovo Broker 2.0 - Un percorso evolutivo verso un nuovo broker

ACB da sempre sostiene l’innovazione che genera risorse per migliorare la quotidianità.
Innovazione e adeguamento tecnologico che portano verso nuovi modelli distributivi, nuovi prodotti e servizi, erogati tramite la digitalizzazione e quindi broker digitali e non broker analogici.
Migliorare la conoscenza dei meccanismi e delle nuove tecnologie digitali, offre l’opportunità di utilizzare un canale in più per esprimere nuovi modi di comunicazione e di socialità oltre a rappresentare un’importante risorsa di collaborazione in ambito lavorativo.

Le nuove tecnologie e l’innovazione che si sono sviluppate in questi anni hanno puntato molto a stabilire un consolidamento di strategie comuni, l’ottimizzazione dei costi operativi e un conseguente aumento dei risultati produttivi ed alcune società di brokeraggio hanno fatto proprie queste opportunità, creando centri di servizi.

Tramite strumenti che ormai fanno parte di noi come smartphone, computer portatile e tablet, siamo costantemente connessi con il mondo e grazie alle nuove tecnologie in continua trasformazione, siamo testimoni ed allo stesso tempo protagonisti di un’evoluzione che ha cambiato radicalmente il nostro stile di vita e i nostri bisogni.

Il mondo del Web ci ha offerto nuovi scenari che abbiamo imparato a conoscere e ad acquisire, ad affrontare e superare in un periodo temporale brevissimo.

Nel mondo Web 1.0 le informazioni erano statiche senza alcuna interazione, ed oggi, ancora la maggior parte degli utenti è ancora abituato a questo tipo di navigazione.

Il mondo Web 2.0 e’ la tipologia di web che dà grande importanza all’ abilità dell’uso delle informazioni e al modo di condividere i contenuti ma soprattutto di creare collaborazione tra gli individui, creare networking e accrescere la propria conoscenza.

“Jacob Nielsen”, che viene considerato il principale studioso dell’usabilità del web, definisce l’usabilità "come la misura della qualità dell’esperienza dell’utente nell’interazione con qualcosa, sia esso un sito web o un’applicazione software tradizionale o qualsiasi altro strumento con il quale l’utente può operare”.

La scarsa cultura digitale, e quindi l’inadeguato utilizzo della risorsa, devono essere bandite : tutti noi dobbiamo essere perfettamente in grado di utilizzare al meglio gli strumenti che ci vengono proposti.

E questa e’ la ragione per cui gli associati ACB devono essere, auspicabilmente, broker digitali e non analogici e utilizzare la formazione come strumento di crescita.
Intermediari in grado di usare risorse digitali per velocizzare la preparazione di tutta la documentazione e la modulistica necessaria alle proposte per i loro clienti, oltre che il loro invio tramite strumenti in tempo reale, intermediari che si avvalgono delle proprie conoscenze utilizzando efficacemente internet per gestire con più produttività il loro tempo.

L’utilizzo dei “social network” e’ un esempio della nuova tipologia di tecnologie, che permettono un dialogo immediato e in tempo reale, sviluppando un confronto e uno scambio di idee che possono portare a nuove opportunità di business.

Ma se da un lato e’ irrinunciabile essere digitali, e’ altresì indispensabile la presenza di “un valore aggiunto” nell’offerta dei servizi al cliente, valore aggiunto che può essere individuato in un nuovo approccio alla trattativa e un miglioramento nella qualità della relazione, ascoltando le esigenze del cliente, ponendo delle domande, fornendo competenze e conoscenze, contenuti e consigli , e naturalmente affiancandosi al cliente per trovare soluzioni vincenti alle problematiche che possono sembrare insuperabili.

L’esortazione di ACB è di vivere da protagonista il cambiamento perché essere evoluti e differenziarsi rispetto ai propri competitor e’ una legge di natura per la sopravvivenza: l’evoluzione quindi e’ la sopravvivenza del più forte.

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L’ OFFICINA DEL SAPERE – Il calendario dei Corsi di Formazione e Aggiornamento per il nuovo anno 2016 – 2° Semestre

Anche per il secondo Semestre di quest’anno, L' Officina del Sapere offre ai suoi Associati un calendario di Corsi preparati sui temi più importanti e di attualità del mondo assicurativo , senza tralasciare l'aggiornamento per gli addetti ai lavori .
Per ulteriori informazioni si prega di contattare la segreteria ACB: Tel. 02 – 89058102 info@acbservices.it

Formazione

Luglio 2016
06 LuglioIl ramo perdite pecuniarie e il ramo credito e cauzioni - 4 ore
13 LuglioIl ramo responsabilità civile, rc prodotti, rc professionale - 4 ore
20 LuglioIl ramo trasporti - 4 ore
27 LuglioElementi di tecniche di analisi dei rischi - 2 ore
27 LuglioElementi tariffari - 2 ore
Settembre 2016
07 SettembreElementi di contabilità - 2 ore
07 SettembreCiclo operativo ed economico delle imprese di assicurazione e riassicurazione. - 2 ore
14 SettembreProcedure e modalità assuntive e distributive adottate dall’impresa - 4 ore
21 SettembreIl ramo vita. Trattamento fiscale dei vari tipi di polizze vita e pensionistiche - 2 ore
21 SettembreProgrammazione, analisi e controllo di gestione dell’intermediario assicurativo - 2 ore
28 SettembreLa gestione dei sinistri - 4 ore
Ottobre 2016
05 OttobreGestione dei rapporti con il cliente - 2 ore
05 OttobreMarketing e tecniche di comunicazione - 2 ore
12 OttobreStrumenti di Office Automation. - 4 ore
19 OttobreIMPRESA DI ASSICURAZIONE-CONDIZIONI DI ACCESSO E DI ESERCIZIO. REGIME DI OPERATIVITÀ DELL’IMPRESA (STABILIMENTO E LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI). INTERMEDIAZIONE ASSICURATIVA. CONDIZIONI DI ACCESSO E DI ESERCIZIO. REGOLE GENERALI DI COMPORTAMENTO. - 4 ore
Novembre 2016
03 NovembreContratto di assicurazione e riass. Tutela del consumatore e codice del consumo. Antiriciclaggio - 4 ore
09 NovembreClassificazione dei rami di attività. Principali tipologie di coperture assicurative - 4 ore
16 NovembreIl ramo infortuni e malattia - 2 ore
16 NovembreIl ramo tutela legale e assistenza - 2 ore
23 NovembreIl ramo RC auto e i rischi accessori - 4 ore
Dicembre 2016
06 DicembreIl ramo responsabilità civile, rc prodotti, rc professionale - 4 ore
13 DicembreIl ramo trasporti - 4 ore

Aggiornamento

Luglio 2016
07 LuglioLa normativa sulla privacy - 2 ore
07 LuglioLa normativa sull’antiriciclaggio e lotta al terrorismo - 2 ore
Settembre 2016
15 SettembreRegolamento sui reclami. Nuovi obblighi in tema di semplificazione - 4 ore
22 SettembreLe polizze del settore turistico - 4 ore
29 SettembreI cyber risk - 4 ore
Ottobre 2016
06 OttobreIl cambiamento - 2 ore
06 OttobreNegoziazione eccellente - 2 ore
Novembre 2016
10 NovembreLe polizze D&O - 4 ore
15 NovembreLe polizze del ramo trasporti - 4 ore
22 NovembreLa normativa sull’antiriciclaggio e lotta al terrorismo - 4 ore
24 NovembreLe coperture della pubblica amministrazione - 4 ore
Dicembre 2016
01 DicembreIl ramo perdite pecuniarie e il ramo credito e cauzioni - 4 ore

ROADSHOW 2016

  • Padova
  • Napoli
  • Roma
  • Catania
  • Milano
  • 27 Aprile 2016
  • 25 Maggio 2016
  • 16 Giugno 2016
  • 22 Settembre 2016
  • 13 Ottobre 2016
Vai

ASSEMBLEA ANNUALE ACB

22 GIUGNO 2016 – ORE 10.00

HOTEL NHOW, VIA TORTONA 35 – MILANO


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La clausola “claims made” all’esame delle Sezioni Unite: si naviga ancora “a vista”

Come noto la questione della validità della clausola claims made è stata di recente affrontata dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione nella sentenza n. 9140 del 6 maggio 2016, la quale, tuttavia, solo in apparenza sembra dirimere la questione in senso positivo per i fautori della validità della clausola stessa, lasciando invece sul terreno numerosi aspetti irrisolti e questioni aperte.

Per riassumere i nuclei essenziali della decisione in commento si può dire che le Sezioni Unite hanno affermato che:

  • a) la clausola claims made c.d. “mista” o “impura” è di per sé valida in quanto non vessatoria, ma tesa semplicemente a delimitare l’oggetto del contratto di assicurazione della responsabilità civile;
  • b) il fatto che la claims made non sia vessatoria, però, non esclude che, trattandosi di una pattuizione atipica, seppure inserita in un contratto di assicurazione della responsabilità civile, la stessa possa venir sottoposta dal giudice ad una valutazione di ‘meritevolezza’ in presenza di certe condizioni; con la precisazione che, nel caso in cui la clausola sia considerata in concreto non meritevole di tutela, la stessa andrà considerata nulla con conseguente sostituzione della medesima con il regime legale dettato dall’art.1917 c.c. ai sensi dell’art.1419, 2 co. c.c.;
  • c) qualora poi la clausola claims made fosse inserita in un contratto con il consumatore, la stessa non potrebbe sfuggire ad una valutazione di vessatorietà in quanto è di per sè idonea a provocare squilibri in danno del contraente debole;
  • d) la clausola claims made, infine, in quanto può comportare diverse aree di scopertura, sarebbe certamente inidonea a coprire la responsabilità dei professionisti ed in particolare degli esercenti le professioni medico-sanitarie una volta che essi siano gravati dell’obbligo di munirsi di assicurazione a copertura della propria responsabilità professionale.

Orbene, a fronte di queste affermazioni, e con riserva di procedere in altra sede ad un’analisi più tecnica e approfondita della predetta importante pronuncia, come prima reazione mi sento di fornire agli operatori alcuni commenti minimali oltre a qualche indicazione per orientarsi nel variegato scenario che si presenta ora per l’interprete.

In particolare, sulla affermazione di cui alla lettera a) la soluzione appare condivisibile, seppure a condizione che la formulazione della clausola sia chiara nel porre quale oggetto della garanzia le conseguenze pregiudizievoli nel patrimonio dell’assicurato, conseguenti alla proposizione di un reclamo in cui si contesti la responsabilità civile di quest’ultimo. Diversamente, se cioè la formulazione della claim è contenuta solo nella pattuizione relativa alla durata della garanzia, allora gli spazi per indagare se vi sia una limitazione dell’ambito della responsabilità che sia già sorta in virtù delle previsioni contrattuali sembrano aumentare.

L’affermazione di cui alla lettera b) è la più criptica e difficile da gestire a livello operativo. In primo luogo il concetto di meritevolezza degli interessi perseguiti dalle parti negoziali compare nell’art.1322 c.c., che espressamente è diretto a disciplinare fattispecie non nominate di negozi il cui contenuto viene formato liberamente dalle parti e non fattispecie tipiche di contratti previste dal codice civile seppure con pattuizioni derogatorie rispetto allo schema legale.

E’ inoltre arduo condividere il principio enunciato dalle Sezioni Unite secondo il quale lo scrutinio di meritevolezza possa e debba essere fatto nel caso concreto di volta in volta dal giudice. In contrario, dall’esame della stessa giurisprudenza delle sezioni singole resa in tema di claims made, sembra trarsi l’insegnamento che quando si parla di meritevolezza di un negozio atipico, si tende a rendere un giudizio generale sullo schema astratto risultante dai patti negoziali stipulati dalle parti. Se si persegue l’orientamento propugnato dalle Sezioni Unite sembra aprirsi la strada a soluzioni giurisprudenziali che tendano a riconoscere la meritevolezza della clausola ogniqualvolta il reclamo sia coperto e a disconoscerla quando il reclamo, per effetto della speciale conformazione della claim rispetto al caso concreto, appaia non in copertura.

Il rilevo di cui alla lettera c) è un mero esercizio di stile posto che la claim è quasi sempre inserita in contratti stipulati da professionisti e non da consumatori.

Le considerazioni di cui alla lettera d) sono un fuor d’opera e sono chiari sintomi di una non perfetta linearità del percorso argomentativo adottato dalle Sezioni Unite per ‘sdoganare’ la tesi della non vessatorietà della clausola claim. Innanzitutto l’esame della idoneità o meno delle coperture con clausola claims made per assolvere all’obbligo di assicurazione della responsabilità professionale degli esercenti le professioni medico-sanitarie in genere, non sembra rilevante ai fini del decidere. In secondo luogo, una volta assodata la validità e non vessatorietà di tali clausole, non si capisce per quale motivo i contratti di assicurazione della RC professionale che le contengano non debbano essere considerati idonei e soprattutto non si comprende chi sarebbero stati i destinatari di una siffatta pronuncia riguardante ipotesi meramente ipotetiche, future e per nulla necessarie ai fini del decidere la controversia devoluta alla cognizione delle Sezioni Unite.

Ciò detto, se si vogliono trarre le fila del discorso, crediamo che anche a seguito della pronuncia n.9140/1916 delle Sezioni Unite, i soggetti interessati a far valere la invalidità delle clausole claims made (di tipo misto) dispongano ancora di buoni argomenti per insistere nelle loro tesi difensive.

Dall’altro lato, chi voglia confidare nella possibilità di opporre validamente la claims made ha due strade: (i) formulare la clausola in modo che sia chiaro che l’evento dedotto in rischio sia il reclamo del terzo danneggiato e sulla base di questo dato commisurare il premio, oppure (ii) curare che la clausola claims made sia specificamente approvata con doppia sottoscrizione dal contraente.

Milano, 24.5.2016
Avv. Carlo Galantini
Studio Legale Galantini Heilbron e Associati

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Novità fiscali in tema di contratti di assicurazione vita

L’Agenzia delle Entrate si è recentemente pronunciata con la circolare n. 8/E del 1 aprile 2016 in merito alle problematiche relative alla tassazione dei capitali percepiti in caso di morte in dipendenza di contratti di assicurazione vita fornendo chiarimenti in ordine alle modifiche introdotte dall’art. 1 legge 23 dicembre 2014 n. 190 (legge di stabilità 2015).

In particolare, le disposizioni contenute nei commi 658 e 659 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2015, riscrivendo il quinto comma dell’articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, hanno limitato, a decorrere dall’entrata in vigore della medesima legge (1° gennaio 2015), l’esenzione dall’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) ai soli capitali percepiti, in caso di morte dell’assicurato, a copertura del rischio demografico, dai beneficiari di assicurazioni sulla vita.

In base alla previgente normativa, i capitali percepiti in caso di morte dell’assicurato dai beneficiari di contratti di assicurazione sulla vita erano del tutto esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’esenzione dalla tassazione operava con riferimento all’intera somma che risarciva il verificarsi dell’evento morte, a prescindere dalla natura finanziaria di parte della prestazione corrisposta ai beneficiari dell’assicurazione sulla vita per il caso di morte dell’assicurato.

Per i proventi percepiti a decorrere dal 1° gennaio 2015 (anche qualora l’evento morte sia avvenuto anteriormente a tale data) la legge di stabilità 2015 ha limitato l’esenzione dall’imposta ai capitali erogati, in dipendenza di contratti assicurativi per caso morte, a copertura del rischio demografico percepiti dai beneficiari e non anche ai relativi rendimenti di natura finanziaria.

E’ dunque ora fondamentale distinguere le caratteristiche contrattuali alla base delle polizze assicurative. Nel caso di contratti di assicurazione “temporanea caso morte”, vale a dire polizze di “puro” rischio i cui premi sono finalizzati interamente alla copertura del rischio demografico, si applica la totale esenzione dall’IRPEF di quanto corrisposto ai beneficiari. Diversamente, nel caso delle cosiddette polizze vita “miste”, caratterizzate anche da una componente finanziaria, è esente dall’IRPEF il capitale erogato a copertura del “rischio demografico” mentre la parte restante della prestazione corrisposta è imponibile in capo ai beneficiari quale “reddito di capitale”, ai sensi della lettera g-quater), articolo 44, comma 1, DPR 917/1986 (TUIR), e viene assoggettata all’imposta sostitutiva di cui all’articolo 26-ter DPR 600/1973.

Nello specifico, l’ammontare della prestazione imponibile è individuato dall’articolo 45, comma 4 del TUIR e corrisponde alla differenza fra il “valore di riscatto” riconosciuto all’assicurato, determinato al momento individuato sulla base delle condizioni contrattuali, e l’ammontare dei premi pagati al netto di quelli corrisposti per la copertura del rischio morte.

Qualora, a seguito dell’evento morte, il valore di riscatto così determinato sia superiore a quanto effettivamente percepito dai beneficiari, la tassazione avviene con riferimento alla differenza fra l’importo globale della prestazione “caso morte” erogata ai beneficiari e il totale dei premi pagati dall’assicurato riferibili alla sola componente finanziaria.

Qualora invece non sia possibile determinare il valore di riscatto (si pensi, ad esempio, ai casi in cui il decesso dell’assicurato si verifichi in un momento in cui il contratto assicurativo non prevede ancora la possibilità di riscatto), l’Agenzia raccomanda di assumere, in sostituzione di tale dato, la riserva matematica rilevata alla data del decesso – valore ritenuto il più idoneo a fornire una rappresentazione attendibile della componente finanziaria del capitale liquidato.

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Cybercrime, un rischio inaccettabile

Così è stato definito il rischio Cyber dagli esperti del CLUSIT nel presentare il proprio Rapporto 2016*, il quale riporta dati sempre più allarmanti: crescita del 30% del Cybercrime rispetto all’anno precedente, con un particolare incremento di fenomeni quali l’estorsione informatica e l’Espionage. Tra i settori più colpiti le infrastrutture critiche, i servizi online e Cloud, i settori dell’informazione e del gioco, l’Automotive. Nel mirino dei criminali informatici ci sono anche il settore Ricerca ed Educazione e, per la prima volta, il settore dell’Ospitalità.

Si può tranquillamente affermare che ogni attività economica è a rischio, dalle più grandi alle più piccole.
Un esempio: migliaia sono le Partite IVA danneggiate nei loro dati da attacchi con Criptolocker.

La linea “Maginot” dell’informatica

Lo sviluppo tumultuoso delle interconnessioni (tendenti alle iper-connessioni) nelle aziende e tra le aziende, ha completamente stravolto i concetti di sicurezza informatica precedenti: la nozione di “perimetro” (cioè il fortino da difendere dalle intrusioni esterne) sulla quale erano basate le concezioni di difesa informatica solo fino a pochi anni fa (2013-14) si è rivelata anacronistica e inconsistente di fronte alle attuali minacce informatiche. Il numero di aziende italiane che hanno una visione inadeguata dei pericoli e degli investimenti necessari per reagire con prontezza a questa nuova “era” è molto alto: la forbice tra la percezione dei rischi “cyber” e la realtà, tra la pericolosità di questi rischi e l’efficacia delle contromisure messe a disposizione, si è ulteriormente allargata.

Il nuovo regolamento sui Dati

L’Unione Europea ha lavorato in questi anni per recuperare il tempo perduto: è stato varato il Regolamento Europeo dalle commissioni tecniche e il 14 aprile il Parlamento Europeo ha approvato il testo definitivo del Regolamento Privacy UE (GDPR), che sarà pubblicato nei prossimi giorni sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e sarà direttamente applicabile in tutti i 28 Stati Membri dell’Unione Europea.
Le principali novità introdotte sono:

  • - obbligatorietà del Data Protection Officer per alcune tipologie di trattamento e per la P.A.;
  • - diritto all’oblio, in particolar modo per i dati on-line;
  • - previsione di un consenso chiaro ed inequivocabile;
  • - i dati genetici e biometrici sono considerati dati sensibili;
  • - maggiori informazioni sul periodo di conservazione dei dati;
  • - sanzioni fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale totale annuo del trasgressore;
  • - one stop shop;
  • - data breach notification;
  • - previsione di Data Privacy Impact Assessment (DPIA) e di registri del trattamento;
  • - codice di condotta e schemi di certificazione Privacy.

Molto probabilmente il termine ultimo per l’applicazione piena a tutte le attività e aziende coinvolte sarà la fine del 2018.

La ciambella di salvataggio per le aziende Italiane

Assicurarsi e in che modo? Quest’anno il CLUSIT ha aperto un capitolo del proprio rapporto sulla sicurezza ICT anche su questo argomento, con il contributo di Cesare Burei (Margas) e Riccardo Scalici (Cyber Unit Chubb), personaggi del mondo assicurativo Italiano con lunga esperienza in questo campo. Il tema assicurativo include alcuni “focus on”, tra cui un approfondimento sulle coperture assicurative e il trasferimento del rischio informatico.

Proprio su questo tema si è incentrato l’evento organizzato da Chubb il 16 marzo scorso nell’ambito del Security Summit “Le coperture assicurative ai tempi del cyber spazio”. Di fronte a questo rischio così invasivo, l’assicurazione si presenta infatti come una soluzione tecnica ed economica sia per le PMI che per le grandi aziende. Sono stati trattati i principali aspetti del rischio: dalla situazione attuale del paese Italia e delle aziende, al nuovo regolamento europeo sulla protezione delle informazioni, alle misure da prendere e i vantaggi del trasferimento del rischio, per poi analizzare l’evoluzione delle polizze offerte da Chubb e le coperture specifiche applicate ai vari settori merceologici. Altissimo l’interesse dei 170 broker presenti, che hanno animato l’ultima parte dell’evento con numerose domande e scambi di opinione.

• Il rapporto CLUSIT 2016 dove abbondano le statistiche che hanno dato origine alle sopraindicate considerazioni, è consultabile e scaricabile gratuitamente www.clusit.it

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GENIAS amplia l’offerta con l’integrazione del preventivatore per le compagnie online e tradizionali

Aumenta la tua redditività velocizzando i processi di preventivazione attraverso il tuo sito internet

Siamo immersi nell’era del digitale e ognuno di noi possiede strumenti elettronici che sono ormai diventati parte della vita quotidiana. Un esempio emblematico è lo smartphone che rispetto al suo “antenato”, il cellulare, svolge non solo funzioni vocali, ma tramite la connessione internet, attiva funzioni multimediali (foto, video e musica), funzioni sociali (social network e scambio dati), funzioni gestionali (mail, calendario eventi, documenti) oltre a funzioni di utilità generale (navigatore satellitare, GPS, bussola). Le dimensioni e la potenza elaborativa degli smartphone tende a rimpiazzare addirittura il PC e si arricchisce ogni giorno di funzionalità utili e performanti; le applicazioni mobili, conosciute con l’abbreviazione “app”, ne sono un esempio e ci accompagnano nella vita quotidiana.

Il mercato assicurativo sta attraversando, anche se in modo meno veloce rispetto ad altri settori, questa trasformazione. La home insurance, sta entrando nelle case, permettendo ai clienti di verificare, in autonomia, la propria situazione assicurativa. L’utente è sempre più attento ai costi ed è perennemente collegato ad internet, da cui scarica ogni tipo di informazione utile per ottenere sconti.

L’intermediario può “sfruttare” i nuovi strumenti offerti dal digitale, indirizzando le loro potenzialità a suo favore. Come? Per esempio utilizzando in modo proattivo il proprio sito internet, per offrire alla rete dei collaboratori e dei clienti l’opportunità di effettuare una richiesta di preventivo auto e moto, direttamente e velocemente, senza attendere risposte dall’ufficio. Oggi purtroppo sono ancora pochi i professionisti che hanno percepito le potenzialità del proprio sito web e lo trattano come se fosse solo un cartellone pubblicitario, una raccolta di informazioni, di indirizzi o telefoni fine a se stessa. Il sito web deve trasformarsi in un “consulente aggiuntivo”, deve essere in grado di colloquiare velocemente con la controparte e soprattutto deve dare la risposta “giusta”, nel modo “giusto”, alla sempre più grande richiesta di prodotti assicurativi che inevitabilmente sta passando sui canali di comunicazione.

Sito web, social network e preventivatore . Sono queste le parole chiave del successo, che, se utilizzate in modo professionale nella propria struttura, potranno aumentare visibilità e redditività. Diventa quindi di fondamentale importanza, concepire la presenza in rete della figura di intermediario, con l’obiettivo primario di fornire un servizio, una consulenza, una intermediazione, in altre parole l’arte di assicurare e di rassicurare il cliente. In questo contesto, il proprio sito web è la base di partenza obbligatorio. La richiesta inizia dal prodotto più semplice: l’auto, passando dai rami elementari, arrivando fino alle richieste più specifiche e settoriali.

Negli ultimi anni la remuneratività di alcuni prodotti assicurativi è diminuita in modo significativo, in particolare le polizze auto e moto hanno avuto una riduzione delle provvigioni, importante. Nel contempo i clienti sono diventati molto più esigenti ed attenti alle tariffe, che ricercano con attenzione in internet, utilizzando i siti di comparazione gratuiti. Oggi chi visita un sito assicurativo, ha in testa una sola parola: risparmiare! Subito dopo, dopo che il cliente ha chiesto un preventivo, si deve velocemente rispondere, con una risposta vera, sentita, personale, non con un risponditore automatico.

Oggi GENIAS, con la gamma di preventivatori a corredo, è in grado di offrire questo, e di valorizzare enormemente la figura dell’intermediario tradizionale che sfrutta i canali di comunicazione attuali e restituisce al cliente finale oltre al prodotto richiesto, il valore umano e professionale inequivocabile che fa la differenza e fidelizza il cliente.

Automatizzando i processi, anche la rete dei propri collaboratori ne trarrà beneficio e si potranno trasferire i risultati della comparazione sul proprio gestionale, con un significativo risparmio di tempo ed evitando fastidiosi errori di trascrizione. La figura dell’intermediario che utilizza canali web professionali, diventa un elemento per contrastare i preventivi online utilizzati dai clienti, ma soprattutto permette di trovare un giusto bilanciamento tra la consulenza tradizionale e l’utilizzo dei nuovi sistemi di mobile avanzato.

Per informazioni contattare Nicola Tonegato 045 - 6209711

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INFODRIVE – IL SOCCORSO STRADALE

Definito l’Accordo per Soluzioni e Servizi di Assistenza legati al mondo dell’Automobile a favore di tutti gli Associati ACB.
La collaborazione scaturita nei primi mesi del nuovo anno 2016, tra ACB e Infodrive vede l’azienda al fianco dell’Associazione nelle attività di servizi che vengono erogati agli associati a livello nazionale .

Abbiamo individuato ACB come un Partner per l’inizio di una collaborazione che speriamo di lunga durata . ACB e’ stata scelta per la tipologia dei suoi associati e per la sua presenza a livello nazionale ed insieme al presidente Viganotti abbiamo creato un’offerta dedicata per alcuni dei nostri Servizi di Assistenza Automotive - spiega Franco Costanza, fondatore di Infodrive e artefice della sua crescita .

Aiutare il Cliente nella gestione e nell’assistenza della propria automobile in tutte le circostanze offrendo sempre la soluzione ad ogni problema : questa è la mission di Infodrive . Una mission che ha una similitudine con il supporto che ACB offre ai suoi associati e che ci è sembrata di buon auspicio per iniziare una collaborazione tra le nostre realtà .

Infodrive, società operante nel settore dei Servizi Automotive a livello nazionale, ha sottoscritto un accordo con ACB per offrire a tutti gli associati una “Card Glass” dedicata, che contiene una serie di servizi tra cui il servizio cristalli.

Infodrive propone inoltre il servizio di soccorso stradale, convenzioni con officine e autocarrozzerie, tariffe riservate per cambio pneumatici e ricambi meccanici.

Infodrive, che lavora tramite una centrale operativa attiva 24h24, ha sviluppato la sua struttura su tre aree logistiche, a livello nazionale per una presenza importante nell’assistenza Automotive , sviluppando innovazione tecnologica e professionalità, vista la crescente domanda di servizi personalizzati e la necessità di soluzioni alle problematiche del consumatore finale, in questo caso l’automobilista.

ACB, sempre attenta alla necessità dei suoi associati, e particolarmente vicina al mondo dell’utente finale, ha valutato positivamente la creazione di una sinergia con Infodrive, società certificata UNI EN ISO 9001-2008, per la prestazione di un servizio di grande utilità e che la vedrà a fianco dell’associato ogni volta che si presenterà una situazione di soccorso.
Una copertura di servizi finalizzati a svolgere un’attività di informazione sull’assistenza che l’associato ACB potrà quindi richiedere, in caso di necessità e contattando la centrale operativa, fornendo il numero di tessera, e usufruendo di tutti i servizi indicati sulla Card.

La crescente domanda di servizi personalizzati e l’assistenza alle problematiche degli utenti finali nell’ambito del soccorso stradale, spinge le aziende leader del settore a cogliere le attuali opportunità di sviluppo dei nuovi modelli distributivi e nuovi servizi che diventeranno sempre di più “essenziali” per ogni automobilista.

Nel caso di Infodrive, il mercato di riferimento del gruppo è rappresentato per la quasi totalità da una clientela consumer (91%) , mentre per la commercializzazione dei propri prodotti e servizi, la società ha adottato una strategia di distribuzione multicanale, collaborando con importanti broker, agenzie assicurative, autoriparatori.

Per ogni ulteriore informazione visitare il sito www.infodrive.it oppure contattare il numero 06 – 21116090 citando “Convenzione ACB”

NEWS IN BREVE

APPALTI PUBBLICI E BROKERAGGIO ASSICURATIVO: LA RECENTE SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

Negli appalti che hanno per oggetto la prestazione di servizi intellettuali svolti nei locali dell’impresa appaltatrice, l’omessa indicazione degli oneri della sicurezza aziendale non può comportare l’esclusione della gara. E’ questo il principio affermato dal Consiglio di Stato con la Sentenza n. 1051 del 16 marzo 2016.

IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE E IL SETTORE ASSICURATIVO

Il settore assicurativo è sempre più importante all’interno del sistema finanziario e rappresenta un rischio crescente.
Le grandi compagnie di assicurazione, dice il Fmi, sono fonte rilevante di rischi patrimoniali di lungo termine per l’economia reale e la crisi finanziaria ha messo il settore assicurativo sotto i riflettori come fonte di possibili rischi finanziari sistemici.

LE AUTO A GUIDA AUTOMATICA TRASFORMERANNO IL SETTORE ASSICURATIVO

In un rapporto della società di rating Moody’s, che analizza l’impatto delle “self-driving car”, è emerso che le auto a guida automatica permetteranno un crollo degli incidenti stradali, ma anche il tradursi in un secco calo dei premi per le compagnie assicurative.
Resta la prospettiva che nel mondo futuribile, in cui le self-driving car saranno di uso comune, la frequenza degli incidenti stradali si abbasserà drasticamente, traducendosi in premi più bassi e quindi in minori utili per le compagnie del ramo auto. Nel lungo termine l’impatto sul settore potrebbe essere drammatico visto che l’Rc auto è la linea di business principale nel danni in molti Paesi. Questo obbligherà le assicurazioni a ripensare il modello di business, ad innovare e diversificare per restare competitive in un mercato più stretto.

PROCEDURE DI RISARCIMENTO DIRETTO: LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE n. 11154/2015

Nella procedura di risarcimento diretto, la domanda giudiziale di risarcimento proposta prima dei 60 giorni previsti dal Codice delle Assicurazioni, è improponibile e ciò è rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio.

POLIZZE AGRICOLE: SCATTA LA SEMPLIFICAZIONE

Con la firma del Decreto Mipaaf lo scorso 8 marzo, gli agricoltori potranno assicurarsi (contro danni da maltempo a colture, impianti e serre, malattie degli animali, mancati redditi e altre avversità) in modo più semplice e funzionale.
Scegliendo – singolarmente o attraverso i Consorzi di difesa – le polizze più idonee alle loro esigenze e ottenere un contributo pubblico per la copertura dei costi assicurativi che può arrivare al 65% della spesa ammessa. E per i nuovi assicurati sono pure previsti sgravi contributivi per tre anni.

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COORDINATORE RESPONSABILE: LUIGI VIGANOTTI

HANNO COLLABORATO:

CARLO GALANTINI

CINZIA ROVIDA

FRANCO COSTANZA

INSURANCE CONNECT

LAURA GORLA

LUIGI VIGANOTTI

MARIA TERESA PAROLI

PERGROUP

RICCARDO SCALICI

VALENTINA CONSONNI

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