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Nasce la APP ACB - Una APP gratuita non solo per gli associati

Il progetto della "APP ACB" è stato presentato in occasione dell’ultima tappa del Road Show ACB 2016 , che ha avuto luogo a Milano lo scorso 13 Ottobre allo Starhotels Business Palace di fronte ad un' ampia platea di associati e di ospiti convenuti per celebrare un importante momento istituzionale e conviviale.

La tecnologia, che ormai e’ diventata una risorsa strategica delle nostra società, diventa uno strumento fondamentale per una comunicazione di successo.

ACB APP è un’applicazione “unica” per iPhone, iPad, Smartphone e Tablet Android, totalmente gratuita, che avvisa tutti gli utenti registrati e autenticati ogni volta che viene emessa una nuova circolare o una comunicazione dell’Associazione, l’informazione di un evento a cui non si può mancare, le notizie relative ai corsi di formazione e di aggiornamento, una news importante dalle Istituzioni del settore, oltre a poter consultare le pubblicazioni più recenti. APP come aggiornamento costante e continuo dell’essere informati .

Un nuovo modo di vivere la comunicazione per accedere alle informazioni in modo chiaro, rapido e innovativo che ormai fa parte del cambiamento avvenuto nelle nostre abitudini. Uno strumento facile, veloce ed estremamente conveniente per pubblicare automaticamente le notizie tra l’associazione ed i suoi associati, migliorando le proprie capacità comunicative. Tutte le aziende che hanno una APP avvalorano il fatto di essere strutture dinamiche e moderne, e questo contribuisce senza dubbio a valorizzare e potenziare l’autorevolezza del loro Brand.

Il mondo della tecnologia ci ha offerto nuovi scenari che abbiamo imparato a conoscere, acquisire ed affrontare in un periodo temporale brevissimo . Migliorare la conoscenza dei meccanismi e delle recenti tecnologie digitali, offre l’opportunità di utilizzare un nuovo mezzo per esprimere modi diversi di comunicazione, oltre a rappresentare un’importante risorsa in ambito lavorativo.

Come sempre l’Associazione esorta tutti noi a vivere da protagonisti il cambiamento e ad essere tecnologicamente dinamici e presenti, e offre questo strumento come grande opportunità di confronto con tutto il mondo assicurativo, non solo per i suoi associati, ma per tutti coloro che sono interessati al mondo assicurativo ed alle sue sfaccettature e desiderano essere sempre “updated”.

Quindi…"Scarica la nostra App per restare aggiornato"

Per ulteriori informazioni rivolgersi alla Segreteria o visitare il sito www.acbbroker.it .

Cinzia Rovida
Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa ACB


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ACB ROAD SHOW 2016 - IL RESOCONTO

Le tappe del Road Show 2016 : Padova 27 Aprile , Napoli 25 Maggio, Roma 16 Giugno,Catania 22 Settembre e l’appuntamento finale a Milano il 13 Ottobre .
Partito lo scorso mese di Aprile e giunto al termine nei primi giorni di Ottobre, il Road Show ACB ha raggiunto anche quest’anno il suo obiettivo quale la creazione di interazione e di sinergie tra tutti i suoi associati.

Il Road Show e’ , da sempre , l’evento che raggruppa tutte le azioni territoriali, che portano a momenti di aggregazione organizzati sul territorio , e quindi più empatici per i partecipanti , e che all’interno della pianificazione dei suoi eventi , ACB promuove per essere a fianco degli associati e consolidarne il rapporto, oltre che per dare la possibilità ad Aziende e Compagnie, di entrare in contatto con gli associati presenti sul territorio.

La manifestazione, che viene programmata annualmente, ha come obiettivo l’incontro degli Associati per affrontare temi dedicati alle loro esigenze e necessità territoriali oltre che a temi specifici di interesse associativo.

Anche quest’anno le tappe nelle diverse regioni ci hanno fatto incontrare un importante numero di aziende che hanno partecipato agli incontri con grande interesse e attenzione , rivelando un significativo apprezzamento e soddisfazione da parte di tutti gli intervenuti per gli argomenti presentati e condivisi .

Gli associati, protagonisti indiscussi delle giornate di lavoro, hanno collaborato attivamente alla riuscita degli incontri, portando a conoscenza dei presenti ed a testimonianza della loro esperienza, i loro case history e l’approccio per arrivare ad un risultato positivo e di grande apprezzamento da parte del cliente finale.

Argomenti comuni a tutte tappe sono stati la necessità di informazione sulle ultime novità normative e legislative e l’offerta di nuovi prodotti, la ricerca di nuovi interlocutori e l’esigenza di nuovi rapporti economici per accrescere il proprio portafoglio clienti, l’opportunità ormai inderogabile di fare rete e condividere le proprie esperienze, in aggiunta all’innovazione e all’utilizzo della digitalizzazione nella quotidianità.

L’utilizzo infatti delle risorse del web e’ ormai fondamentale tra tutti gli associati ACB , oltre che per le notizie, anche per individuare mercati inesplorati, aumentando così le potenzialità e le occasioni di collaborazione.

La novità dell’edizione del 2016 e’ stata la presenza delle 5 delegazioni istituite da ACB, 5 rappresentanze dell’Associazione suddivise in macro aree, per migliorare e razionalizzare la partecipazione a piani di lavoro che possano interagire tra di loro con la supervisione di 5 delegati.

In modo ancor più decisivo in questa edizione, la loro presenza e il loro lavoro di relazione diretta con il territorio, che ha portato al coinvolgimento omogeneo di tutti gli associati a livello nazionale, e che ha evidenziato la consapevolezza dell’importanza di condividere obiettivi comuni per lo sviluppo e per la crescita, , piuttosto che quelli di dissomiglianza.

Giunti al termine del Road Show 2016 una riflessione profonda e’ doverosa.
L’Associazione ha lavorato con impegno ed energia per preparare i contenuti delle diverse tappe e spera di aver lasciato con i suoi incontri, una traccia durevole e un arricchimento per tutti coloro che sono intervenuti

ACB come sempre e’ al servizio dei suoi associati portando il suo contributo ad ogni appuntamento ma, allo stesso tempo, volendo creare anche un forte senso di appartenenza che fa di un’associazione una “voce” forte nel proprio ambito , e che con soddisfazione lavora compatta per il raggiungimento dei propri obiettivi.

Una "mission" che per ACB si rinnova nelle diverse attività associative per rafforzare le potenzialità della figura del Broker .

Cinzia Rovida
Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa ACB


ROADSHOW 2016

  • Padova 27 Aprile 2016
  • Napoli 25 Maggio 2016
  • Roma 16 Giugno 2016
  • Catania 22 Settembre 2016
  • Milano 13 Ottobre 2016



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L’IVASS gioca d’anticipo sull’implementazione del POG

L’art.25 della direttiva IDD impone una serie di nuovi adempimenti in capo ai realizzatori di prodotti assicurativi (imprese di assicurazione e manufacturer de facto), che consistono nella istituzione, gestione e controllo di un processo di governo e controllo del prodotto assicurativo denominato Product Oversight Governance, meglio conosciuto con l’acronimo POG.

In estrema sintesi l’obiettivo di tale processo è quello di fare in modo che per ciascun prodotto sia individuato un mercato di riferimento (target market), che tutti i rischi di tale mercato di riferimento siano stati analizzati, che la strategia di distribuzione prevista sia coerente con il mercato di riferimento stesso e adotti misure ragionevoli per assicurare che il prodotto assicurativo sia distribuito al mercato di riferimento individuato.

Nell’ambito di tale processo, anche i distributori dei prodotti assicurativi che non realizzano i prodotti, debbono adottare opportune disposizioni per ottenere le informazioni di cui sopra e per comprendere le caratteristiche e il mercato di riferimento individuato di ciascun prodotto assicurativo.

Lo stesso art.25 della IDD prevede inoltre che la Commissione adotti atti delegati (ossia la normativa di dettaglio) per meglio precisare gli adempimenti del POG anche in applicazione di criteri di proporzionalità in relazione ai tipi di prodotto ed alle tipologie di distributori interessati.

Senonchè EIOPA, nell’aprile 2016 ha pubblicato delle Linee Guida preparatorie in materia le quali dovrebbero anticipare i contenuti dei predetti atti delegati chiedendo agli stati membri se intendessero implementare tali regole in via anticipata al fine di preparare il mercato all’adozione dell’art.25 della IDD e dei relativi atti delegati la quale è prevista per il 2018.

IVASS, diversamente da quanto hanno deciso la gran parte delle altre autorità di vigilanza in ambito europeo, ha risposto che intende implementare le Linee Guida preparatorie di EIOPA mediante l’emissione di una lettera al mercato previa pubblica consultazione.

Ora, sebbene in generale non sia da respingere un approccio progressivo verso l’adattamento alle novità della nuova normativa – similarmente a quanto è accaduto per Solvency II – tuttavia tale modo di procedere rischia di generare disfunzioni ed inutili costi amministrativi in una situazione in cui il contenuto delle regole da implementare (gli atti delegati) potrà essere significativamente diverso rispetto alle Linee Guida e soprattutto quando le regole da anticipare non riguardano solo questioni organizzative interne, ma sono destinate ad avere un impatto sull’ambito di responsabilità delle imprese e degli intermediari nei rapporti con la clientela.

In ogni caso, a prescindere da ogni considerazione astratta, il dato reale è che IVASS ha la ferma intenzione di procedere nel proprio progetto di implementazione anticipata degli adempimenti del POG così come descritti nelle Linee Guida preparatorie di EIOPA ed a questo fine ha chiesto l’opinione e i suggerimenti delle associazioni di categoria degli intermediari, fra cui ACB, riguardo ad alcuni punti critici e le associazioni hanno già inviato il proprio documento confidando che l’Autorità elimini le maggiori incongruenze.

Per avere contezza dei singoli rilievi delle associazioni rimando ai documenti che si potranno trovare nei siti delle associazioni di categoria, mentre in questo intervento mi limito ad evidenziare alcuni degli aspetti che maggiormente andranno ad incidere sulla operatività dei broker e rispetto ai quali si auspica che l’IVASS voglia recepire i suggerimenti provenienti dal mercato.

La prima è più importante questione che va ad incidere sull’intero impianto del ruolo istituzionale dell’intermediario al punto vendita e delle tutele poste in atto a protezione del cliente è costituita dall’introduzione dell’obbligo, per l’intermediario, di allinearsi alle direttive elaborate dal realizzatore del prodotto assicurativo e contenute nel POG in relazione al singolo contratto da distribuire. Detto in soldoni, se sino ad ora la verifica dell’adeguatezza del prodotto in concreto era un adempimento affidato alla professionalità dell’intermediario al punto vendita, con l’avvento del POG l’intermediario, nella valutazione di adeguatezza, sarà tenuto a rispettare le valutazioni fatte in via generale ed astratta (riferite alle caratteristiche di un mercato target) dal realizzatore del prodotto.

A dire il vero, dall’ “explanatory text” alle Linee Guida preparatorie emerge come EIOPA si sia curata di avvertire che, in casi eccezionali, il distributore può collocare il prodotto ad un cliente anche se non rientrante nel target market individuato qualora egli sia in grado di giustificare e dimostrare che il prodotto risponde in modo adeguato all’interesse del cliente e tenga traccia di una simile analisi. Ci si augura quindi che, nel declinare le predette linee Guida preparatorie, IVASS disciplini in modo espresso la facoltà per l’intermediario di discostarsi dalle indicazioni del POG qualora ritenga che il prodotto sia comunque adeguato alle necessità del singolo cliente, anche se non rientrante nel target market previsto dall’impresa.

Qualora ciò non avvenisse, l’intermediario sarebbe esposto al rischio di essere ritenuto responsabile per inadempimento ogniqualvolta egli si avventurasse a tralignare dalle indicazioni di target market delineate nel POG, spingendo così gli stessi intermediari a sviluppare tecniche di “distribuzione difensiva” (in analogia con quanto accade nella professione medica per c.d. “medicina difensiva”) in base alle quali, piuttosto si rifiuta di collocare un prodotto in concreto adeguato pur di non andare in contrasto con le indicazioni del POG. La qual cosa finirebbe per limitare ingiustificatamente l’offerta di prodotti assicurativi in favore della clientela.

Altro tema – per nulla secondario – è quello relativo alla individuazione degli elementi in presenza dei quali un intermediario debba ritenersi anch’esso “realizzatore” del prodotto unitamente all’impresa. Su questo tema il documento di consultazione sul Technical Advice di EIOPA pubblicato 4.7.2016 sembra fornire qualche spiegazione in più, ma il nodo interpretativo non sembra sciolto.

Il rischio è che venga qualificato “realizzatore” anche l’intermediario che propone all’impresa la creazione o la modifica di un prodotto allo scopo di meglio soddisfare i bisogni di una certa categoria di clienti quando ancora essi non sono in concreto individuati (cosa che accade per gli affari c.d. di “affinity”).

In proposito credo che i criteri suggeriti da EIOPA non siano sufficientemente chiari e, più che altro, non siano né idonei né sufficienti a individuare le situazioni in cui si verificano ipotesi di “realizzatori di fatto” di prodotti assicurativi. A mio avviso sarebbe auspicabile che il discrimine non sia individuato nel fatto che il testo del contratto sia in tutto o in parte suggerito dall’intermediario, ma piuttosto la circostanza che il supposto intermediario proponga lui lo studio attuariale ed il prezzo del prodotto e l’impresa si limiti a recepire passivamente tali elementi.

Altre criticità possono nascere dall’applicazione pratica degli adempimenti del POG nelle situazioni in cui la distribuzione sia svolta in collaborazione orizzontale tra più intermediari di prima fascia ed in particolare quando, come accade di frequente nella realtà del mercato italiano, i broker intrattengono rapporti di libera collaborazione con gli agenti delle imprese anziché direttamente con esse.

Ebbene in questi casi sarà bene chiarire se gli obblighi del broker relativi all’ottenimento delle direttive del POG possano ritenersi adempiuti solo interloquendo con l’agente oppure se si debba rivolgere specifiche richieste direttamente all’impresa.

Altre possibili criticità potrebbero nascere nei casi in cui i broker non legati da accordi preventivi di libera collaborazione (i broker indipendenti) vorranno ottenere i documenti del POG per meglio consigliare la propria clientela. Ed invero, già la tendenza delle imprese è quella di delegare agli agenti i rapporti con i broker quando questi offrono la copertura di un rischio, è verosimile attendersi una certa “sordità” rispetto alle richieste di informativa preventiva che provengano da broker nemmeno legati da rapporti di libera collaborazione e che vogliano solo orientarsi prima di avere contatti con la clientela.

Non resta quindi che sperare in un approccio progressivo e collaborativo dell’Autorità di Vigilanza non solo nella elaborazione delle nuove regole anticipatorie, ma anche nella valutazione dei comportamenti degli intermediari almeno sino alla emanazione degli atti delegati da parte della Commissione UE.

Avv. Carlo F. Galantini
Studio Legale GHEA

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Pillole Tributarie: quali spese è possibile dedurre?

Non vi è dubbio che la materia tributaria e fiscale è tra le più complesse e meno intuitive, ma alcune indicazioni possono essere utili per lo svolgimento dell’attività quotidiana. In riferimento alle spese deducibili in capo al broker vi è il costo sostenuto per il collaboratore titolare di partita IVA (comprensivo di compenso, provvigioni ed eventuali rimborsi spese addebitati in fattura).
Tale costo è integralmente deducibile dal reddito del broker, purché le prestazioni svolte dal collaboratore siano inerenti all’attività del broker.

La deduzione avviene con il criterio di competenza economica, indipendentemente dal momento di pagamento delle competenze del collaboratore. Più complessa appare invece l’individuazione del corretto trattamento fiscale delle spese sostenute dai collaboratori dei broker assicurativi, che passa attraverso l’imprescindibile esame della situazione soggettiva di ogni singolo collaboratore.

La deducibilità fiscale dei costi in capo al collaboratore è infatti strettamente correlata alla tipologia di contratto stipulato ma soprattutto all’attività effettivamente e prevalentemente svolta dal collaboratore stesso.

Se il collaboratore titolare di partita IVA svolge la medesima attività del broker, caratterizzata quindi dal codice Ateco 66.22.01 (codice che deve essere comunicato in Camera di Commercio ed in Agenzia delle Entrate quale codice attività prevalente), non vi è dubbio che conseguirà un reddito di impresa (tassato dunque per competenza e non per cassa) e dovrà soggiacere alle medesime regole e limitazioni di deducibilità dei costi tipiche dei broker e degli agenti assicurativi, che vengono nel seguito riassunte:

  • • I ricavi ed i costi sono rispettivamente tassati e dedotti con il criterio di competenza economica, indipendentemente dal momento del loro effettivo incasso e pagamento;
  • • Le spese legate alle autovetture sono deducibili nel limite dell’80% (in luogo del 20% applicato per le altre tipologie di attività);
  • • Le spese telefoniche (consumi e apparecchiature di telefonia sia fissa che mobile) sono deducibili nel limite dell’80% del costo sostenuto;
  • • Le spese di vitto e alloggio (anche se di rappresentanza) sono deducibili nella misura del 75% del costo sostenuto;
  • • Gli omaggi e le spese di rappresentanza sono deducibili in dipendenza dei ricavi conseguiti (solitamente nel limite del 1,3% dei ricavi).

Se invece il collaboratore titolare di partita IVA svolge prevalentemente un’attività differente dal brokeraggio o caratterizzata da un codice attività non riconducibile all’attività di broker, agente o rappresentante di commercio (es: attività di consulenza), dovranno essere applicate le regole proprie dell’attività da esso svolta. In particolare:

  • • Se viene svolta un’attività riconducibile all’attività di impresa, i ricavi ed i costi sono rispettivamente tassati e dedotti con il criterio di competenza (indipendentemente da incasso e pagamento);
  • • Se viene svolta un’attività riconducibile all’attività di lavoro autonomo, i ricavi ed i costi sono rispettivamente tassati e dedotti con il criterio di cassa (rilevano nell’esercizio in cui sono incassati/pagati), indipendentemente dalla loro competenza;
  • • Le spese legate alle autovetture sono deducibili nel limite del 20% (solo agenti, rappresentanti di commercio e broker possono infatti dedurre l’80% dei costi sostenuti per le autovetture);
  • • Le spese telefoniche, le spese di vitto e alloggio e alle spese di rappresentanza soggiacciono alle medesime limitazioni precedentemente descritte.

Valentina Consonni
Studio 3 A Commercialisti

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Condivisione e Conservazione digitale a norma - Parole chiave che migliorano il lavoro

Per poter migliorare le prestazioni all’interno dell’ufficio, è importante condividere le informazioni con i propri collaboratori che lavorano a stretto contatto con i clienti. Per questo motivo il programma GENIAS può diventare un importante strumento di aiuto, perché propone funzioni di promemoria e aggiornamenti sullo stato dei clienti e dei prospect, oltre al caricamento dei preventivi e all’invio di e-mail promozionali.

Per sfruttare appieno questi importanti elementi, è senza dubbio indispensabile utilizzare strumenti di lavoro in mobilità, che permettono la visualizzazione e il controllo delle informazioni relative allo stato del cliente. Con GENIAS si può accedere al proprio portafoglio per condividere i dati e i documenti tra l’ufficio e la propria rete commerciale. Sarà così molto apprezzata la gestione delle trattative, che potranno essere caricate dal collaboratore quando si trova di fronte al cliente, e verranno inviate successivamente al proprio ufficio per essere rielaborate ed eventualmente trasformate in polizza. Sempre da remoto il collaboratore potrà visionare tutti i documenti collegati alle trattative aperte e verificarne lo stato.

Tra le funzioni importanti di GENIAS, che facilitano l’attività quotidiana, non dobbiamo dimenticare la possibilità di effettuare quietanzamenti automatici e sostituzioni, oltre alle funzioni di analisi multidimensionale dei dati, meglio conosciuta come Business Intelligence, che riveste un ruolo fondamentale nella gestione organizzativa dell’ufficio.

Altro importante elemento che, oltre a far risparmiare, può migliorare l’organizzazione di un ufficio assicurativo è la Conservazione digitale a norma, che non deve essere confusa con la semplice archiviazione ottica inserita ormai in tutti i software.

Tutte le aziende, chi più, chi meno, hanno la necessità di conservare per anni documenti cartacei di vario tipo, ma pochi si sono chiesti quanto costa lo stoccaggio dei documenti. Un documento in formato cartaceo viene mediamente duplicato (fotocopie, scansioni, allegati e-mail ecc) dalle 9 alle 11 volte, sommando i costi di produzione del documento originale con quelli associabili alla produzione delle sue repliche, si arriva a far sì che il documento originale arrivi a costare circa 18,00 euro a chi lo deve gestire.

Tali costi medi non tengono conto della durata del costo di archiviazione dei documenti. Il costo per recuperare le informazioni contenute in questi documenti è stato stimato in diverse decine di euro per ogni documento. Pochi sanno anche che il 5% dei documenti archiviati viene perduto ed il 3% viene archiviato erroneamente.

Negli anni sono stati effettuati diversi studi, ad esempio nel 2010, Il Sole 24 Ore ha calcolato che il 40% del costo della gestione cartacea è costituito dal costo del personale. L’Osservatorio sulla fatturazione elettronica del Politecnico di Milano ha calcolato (stima del 2007) che il risparmio del passaggio alle procedure digitali relative al document management oscilla dal 67% all’82% dei costi totali della gestione cartacea. Il 30% della carta stampata è cestinata (fonte INPS, 2002). Il 25% dei documenti cartacei sono archiviati e non possono essere riutilizzati (Fonte D&T 2003).

Con il processo di Conservazione digitale a norma, i documenti prodotti in modo digitale informatico, che siano di tipo fiscale o di business, vengono catalogati, archiviati e conservati per i tempi previsti dalla norma senza mai subire la trasformazione in cartaceo. Grazie anche alla marcatura temporale ed alle particolari procedure impiegate, il sistema di conservazione garantisce autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità e reperibilità dei documenti informatici, come previsto dalle norme nazionali del CAD e richiamate dai regolamenti IVASS.

Anche le tradizionali fotocopie di documenti originali da trattenere in azienda a supporto delle pratiche assicurative, potrebbero essere, non solo scansionate ed archiviate nel documentale, ma anche conservate a norma, garantendone così l’integrità e la data di riproduzione.

Il processo può essere attivato direttamente all’interno del prodotto GENIAS per i documenti assicurativi, oppure può essere collegato ad altri programmi, valutandone di volta in volta la fattibilità.

Per ulteriori informazioni e dimostrazione visitare il sito www.genis.org e www.hitsignup.it.

Maria Teresa Paroli
Amministratore Delegato HIT

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CONVEGNO INTERMEDIARI Una giornata dedicata agli intermediari per sviluppare le future competenze

Riuniti a Villa Castelbarco a Vaprio d’Adda (MI), lo scorso venerdì 15 Luglio, alcuni tra i principali esponenti del mondo associazionistico del settore assicurativo (agenti, broker, risk manager, compagnie assicurative e aziende di servizi) hanno dato vita a un’accesa tavola rotonda sul ruolo dell’intermediario oggi e il suo possibile sviluppo in un futuro molto prossimo.

Il dibattito, organizzato dal gruppo per di fronte a una nutrita platea, ha messo a confronto opinioni spesso in forte contrasto, richieste di sostegno dall’una o dall’altra parte, esperienze di buona gestione del cliente e consigli per una più attenta “customer satisfaction” ma, soprattutto, è stata l’occasione dell’ incontro a tu per tu tra realtà che, pur lavorando a contatto ogni giorno, anche al servizio dello stesso cliente, stentano a trovare momenti di vero scambio e proficua collaborazione.

Su un punto le voci erano concordi, e da quello hanno preso le mosse via via tutti gli interventi: il ruolo dell’intermediario come mero venditore di polizze non avrà lunga vita e dovrà quindi modificare, e migliorare, il suo approccio al consumatore. Una richiesta e un’esigenza avanzata dagli stessi clienti, per i quali non è più sufficiente avere un referente che gli proponga la copertura assicurativa al prezzo minore e il rimborso più alto in caso di sinistro. Oggi e’ necessaria una figura di “consulenza” che sappia aiutare l’impresa a risolvere le problematiche del complesso mondo assicurativo, che comprenda i processi aziendali e sappia identificare i principali rischi da trasferire alla Compagnia assicurativa e, da ultimo, che sia in grado di trovare la polizza più idonea.

A ribadirlo con forza è anche Luigi Viganotti (ACB) che invita i suoi colleghi a staccarsi dalla mera “cultura della polizza” in favore della più lungimirante “cultura del rischio”: il primo problema dell’intermediario e’ quello di conoscere il cliente e la necessità di salvaguardare il suo patrimonio , non solamente le sue polizze, ed esaminare i rischi del suo lavoro, avvalendosi, se necessario, anche di consulenti specializzati settore per settore. Il Presidente di ACB, inoltre, sente come impellente un ritorno al dialogo con le Compagnie perché colgano l’importanza di realizzare polizze assicurative sempre più customizzate e rispondano al meglio alle esigenze del cliente.

Bisogna invertire quindi l’opposta tendenza alla standardizzazione che, purtroppo, sembra andare per la maggiore tra le Imprese assicuratrici. A questa richiesta di Viganotti si accodano diverse voci, ottenendo da Nicola Cattabeni (UGARI) l’ammissione di una effettiva scarsa “customer orientation” da parte delle Compagnie negli anni passati e l’invito alla condivisione delle informazioni sui clienti per lo sviluppo di nuovi prodotti.

“Cambiare per salvaguardare il proprio lavoro”: un’interessante ipotesi di sviluppo è quella presentata da Matteo Rossi (Borghini & Cossa Broker) che interviene per esporre un caso concreto di gestione post sinistro dopo un incendio in una azienda.

Rossi esplicita la sua concezione di “intermediario”: quando avviene un sinistro, innanzitutto, bisogna tranquillizzare il danneggiato per poter affrontare tutti gli step successivi con lucidità; in secondo luogo, serve ingaggiare tutti i soggetti che serviranno alla risoluzione del caso: perito, perito di parte, compagnia, società di bonifica. Le squadre in campo sono molte e, talvolta, gli interessi sono in contrasto: il compito del broker è quello di fare da mediatore e facilitatore, avendo in mente il vero obiettivo ovvero far ripartire l’azienda al più presto.

La conclusione di Rossi riassume il messaggio che l’intero convegno voleva mandare: solo mantenendosi parte attiva in ogni singolo momento, dalla vendita della polizza alla chiusura del sinistro, l’intermediario sarà in grado di mantenere e consolidare il suo spazio di mercato.

Anna Rigotti
gruppo per


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NEWS IN BREVE

IVASS E INSURANCE DAY 2016: BIG DATA E DIGITALIZZAZIONE TANTI VANTAGGI E TANTI RISCHI

Big data e la digitalizzazione sono un’opportunità per il settore assicurativo, sia per le compagnie, sia per i clienti, ma al tempo stesso possono aprire la strada a discriminazioni e soprattutto a problemi di privacy. Lo ha sottolineato Salvatore Rossi, presidente di Ivass e direttore generale della Banca d’Italia alla XV edizione dell’Insurance Day, evidenziando che il ruolo dei supervisori è quello di tutelare, senza ostacolare la rivoluzione digitale.

EIOPA NUOVI STRESS TEST

Nel 2017, Eiopa lancerà il secondo stress test sulle pensioni per analizzare gli effetti delle prolungate condizioni di mercato: in primis per capire meglio i problemi che stanno ponendo i bassi tassi d’interesse. Questo scenario pone sfide significative ai benefit corrisposti dagli enti pensionistici aziendali e professionali: sono possibili, quindi, conseguenze negative per la stabilità finanziaria degli enti, e riflessi critici sull’economia reale. Questo è quanto ha sottolineato il presidente dell’Autorità Europea per le Assicurazioni e i Fondi Pensione, Gabriel Bernardino, nel corso di un’audizione presso la Commissione Affari economici e monetari del Parlamento Europeo.

LA DIFFUSIONE DI POLIZZE SANITARIE TRA LE FAMIGLIE ITALIANE NEL 2014

Secondo l’Indagine sui bilanci delle famiglie italiane della Banca d’Italia, nel 2014 la percentuale delle famiglie in possesso di almeno una polizza danni era pari al 20,3%, in lieve calo rispetto a quanto rilevato nel 2012 (21,7%); in termini assoluti le famiglie assicurate erano circa 5 milioni (5,2 milioni nel 2012), su un totale di circa 24 milioni. La maggioranza delle famiglie dotate di coperture danni non auto ha acquistato almeno una polizza a protezione della casa (85,4%, 83% nel 2012); seguono le famiglie con almeno una copertura “trasporti” (50,6%, 51,9% nel 2012) e quelle con almeno una copertura “personale” (25,7%, 21,2% nel 2012).

LE IMPRESE CAPACI DI GESTIRE I RISCHI CORRONO PIÙ VELOCI

Quarta edizione dell’Osservatorio realizzato da Cineas e da Mediobanca. Prese in esame le strategie di 280 medie imprese. Redditività migliore del 38%. Gestire i rischi in azienda conviene. Stando ai risultati del quarto Osservatorio realizzato da Cineas (il consorzio universitario fondato dal Politecnico di Milano) e Mediobanca, le imprese italiane che hanno adottato un sistema integrato di gestione hanno un ritorno di redditività del 38% superiore alle altre realtà.

LA GIURISPRUDENZA: PIÙ POLIZZE PER LO STESSO RISCHIO, NIENTE INDENNIZZO SE NON SI AVVISA CIASCUN ASSICURATORE

L’assicurato che abbia stipulato più polizze presso diverse compagnie assicurative ha l’obbligo di dare avviso di tutte le assicurazioni a ciascun assicuratore; in caso contrario, se l’omissione dell’avviso è dolosa, non è previsto alcun indennizzo. Tale regola, sancita dall’articolo 1910 c.c. in materia di assicurazione contro i danni, vale anche per le assicurazioni contro gli infortuni. Questo è quanto emerge dalla Sentenza 720/2016 del Tribunale di Ascoli Piceno.


COORDINATORE RESPONSABILE: LUIGI VIGANOTTI

HANNO COLLABORATO:

ANNA RIGOTTI

CARLO GALANTINI

CHUBB

CINZIA ROVIDA

INSURANCE CONNECT

LAURA GORLA

LUIGI VIGANOTTI

MARIA TERESA PAROLI

VALENTINA CONSONNI

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