PROFESSIONISTI ED EQUO COMPENSO

Equo compenso esteso a tutti i professionisti, anche a quelli non iscritti a ordini e collegi.

Questa la novità contenuta in un emendamento al Decreto Legge Fiscale (n. 148/2017) approvato dalla Commissione Bilancio del Senato

Il testo allarga la misura, inizialmente prevista esclusivamente per gli avvocati, a tutti i lavoratori autonomi.

Prende così corpo una delle maggiori richieste espresse dal mondo delle professioni nell’ultimo anno: una misura che garantisce una paga per i professionisti “commisurata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione” offerta. Una parola fine, dunque,  a quello che veniva definito un vero e proprio “caporalato intellettuale”.

L’altra importante novità riguarda la Pubblica Amministrazione, inserita tra i soggetti obbligati a corrispondere un equo compenso alle prestazioni professionali. La norma precedente prevedeva il dovuto rispetto della disposizione esclusivamente in capo a imprese bancarie, assicurative e alle grandi aziende, quelle che non rientrano nelle categorie di micro, piccole o medie imprese. La paradossale offerta d’incarichi professionali gratuiti o a un euro, legittimata addirittura da una decisione dei giudici amministrativi (TAR), sarà solo un brutto ricordo.

L’approvazione dell’emendamento ha trovato il favore di tutti i vertici degli ordini e delle associazioni di categoria, oltre che delle forze politiche.

La modifica normativa oltre a definire cosa s’intenda per equo compenso, che è tale quando commisurato alla quantità e alla qualità della prestazione, considera vessatorie, e quindi nulle, alcune clausole che determinano un significativo squilibrio contrattuale a sfavore del professionista; tra le clausole vessatorie sono considerate quelle che offrono al cliente di: modificare unilateralmente le condizioni del contratto; rifiutare la stipulazione in forma scritta degli elementi essenziali dello stesso; pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito; prevedere la rinuncia del rimborso spese; stabilire termini di pagamento superiori ai 60 giorni.

Fonte_Intermedia Channel_Il Quotidiano Assicurativo On Line_ Today News_20.11.2017

 

 

Venerdì, 24 Novembre 2017