Sommario



Editoriale

L'editoriale

Cari brokers,
sono ormai trascorsi quasi due mesi da quando il primo decreto cura Italia ci ha costretti a rimanere a casa. Abbiamo dovuto modificare le nostre abitudini e il nostro modo di lavorare, ma ci siamo scoperti pronti al cambiamento e più forti per andare avanti affrontando le nuove sfide.

Dal canto nostro, come Associazione, stiamo facendo il possibile per tenervi aggiornati su tutto quello che il Governo e le Autorità competenti decidono di volta in volta non solo per la categoria brokers ma per tutti i cittadini italiani.

Riceviamo continuamente comunicazioni di rinvii di procedimenti, di sospensioni e di nuove modalità procedurali, e spero vivamente che le informazioni date dall’Associazione, arrivino chiare e precise.

In questo momento storico, noi intermediari assicurativi dobbiamo essere uniti più che mai, salvaguardando e tutelando la clientela, i propri dipendenti, migliorando il lavoro svolto fino ad ora.
In tutti questi anni siamo diventati una vera e propria comunità. Abbiamo condiviso valori, usato le nuove tecnologie, abbiamo fatto scelte consapevoli e, ahimè, probabilmente non sempre condivise ma sempre condivisibili. Abbiamo amato il nostro lavoro, seppur sempre pieno di ostacoli da raggirare e realtà con cui scontrarsi, ma c’è una cosa che ci accomuna, ed è la passione che ruota attorno al nostro settore.
Oggi come Associazione dobbiamo fare ancora un passo insieme in attesa di poter rimandare, ma non interrompere, le nostre ambizioni.

In questi mesi mi sono trovato davanti ad una situazione che nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare; una realtà diversa che, nel bene o nel male, ti mette di fronte a situazioni difficili e improvvise dove non puoi programmare tutto e allo stesso tempo ogni giorno impari qualcosa di nuovo, ma almeno ho cercato di giocare d’anticipo il più possibile come ho sempre fatto negli ultimi venti anni di Presidente dell’Associazione.

Il mercato assicurativo sta cambiando e noi insieme a lui.

Cosa ci aspetta domani?
Quali sono gli scenari futuri?
Sono queste le domande che adesso dobbiamo porci.
E insieme, uniti, possiamo trovare le risposte.

Luigi Viganotti
Presidente ACB

Campagna associativa

L’ OFFICINA DEL SAPERE – Il calendario dei Corsi 2020

Sono online i corsi di Aggiornamento Professionale in webinar, promossi dalla Scuola di ACB | L'Officina del Sapere.
I corsi sono in streaming, facilmente fruibili in smart working.Consulta il calendario e richiedi un preventivo contattando la Segreteria Organizzativa via mail a info@acbservices.it, oppure chiamando il 333.2041777

CALENDARIO CORSI IN WEBINAR DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Maggio 2020
06 MaggioLE POLIZZE D&O - Dalle 9.00 alle 11.00 - 2 ore
12 MaggioIL RAMO CREDITO - Dalle 9.00 alle 11.00 - 2 ore
27 MaggioSTRUMENTI A TUTELA DEL PATRIMONIO - Dalle 9.00 alle 11.00 - 2 ore
Giugno 2020
03 GiugnoLE NUOVE PENSIONI - Dalle 10.00 alle 13.00 - 3 ore
Settembre 2020
16 SettembreGDPR - Dalle 9.00 alle 11.00 - 2 ore




Galantini

Coronavirus, privacy,assicurazioni e non solo

La situazione nella quale si trova il mondo intero, alle prese con la pandemia da Covid – 19, ha determinato e sta determinando una serie di importanti conseguenze sotto il profilo della gestione e del trattamento dei dati personali, non solo in ambito assicurativo.


La prepotente entrata in scena del virus ha, infatti, costretto governi e players dell’economia a rivedere molto rapidamente i processi che regolavano i rapporti quotidiani prima della pandemia, mettendo in discussione paradigmi e dogmi che sembravano essere tabù inviolabili.

In pochissimo tempo, ci siamo trovati a dover fare i conti con la digitalizzazione – in alcuni casi forzata – delle nostre vite, anche sotto il profilo lavorativo; contesti aziendali non ancora pronti allo “smartworking” hanno dovuto adottare il modello in questione, con una serie di implicazioni, non escluse quelle in materia di privacy e sicurezza dei dati personali.

Se volessimo, infatti, fare un ragionamento su quali saranno le tendenze nel mondo assicurativo post Covid- 19, non potremmo di certo escludere i rischi di natura cyber, legati anche a possibili furti e violazioni di dati gestiti nell’ambito di infrastrutture in alcuni casi improvvisate, con pesanti conseguenze anche in relazione all’indennizzabilità dei relativi sinistri.

L’utilizzo di connessioni poco sicure, unito ad una scarsa cultura informatica ed all’assenza di formazione specifica, difficile da erogare in tempi rapidi, anche utilizzando piattaforme on line e webinar, può rivelarsi, infatti, un cocktail esplosivo.

Da segnalare, in tal senso l’impennata delle minacce e degli attacchi informatici, legati anche all’aumento esponenziale dell’utilizzo della rete internet e dei devices che ne consentono l’accesso.

Come dicevamo in apertura, tuttavia, il discorso non può essere circoscritto esclusivamente al mondo assicurativo; la ripartenza che tutti ci auguriamo il più vicina possibile pone, infatti, delle serissime questioni legate al monitoraggio dei possibili contagiati, ivi compresi i soggetti asintomatici, che possono diffondere il virus anche (ma non solo) in ambito lavorativo.

In tal senso, la mente va all’adozione delle app c.d. “anticoronavirus”, in relazione alle quali in ambito Unione Europea si sta tentando una convergenza verso un approccio comune, tale da poter rispettare i principi alla base del GDPR, come auspicato, peraltro, anche dal nostro Garante della Privacy, dal nostro Governo e dalle strutture commissariali da quest’ultimo nominate.

L’obiettivo è, infatti, quello di minimizzare il trattamento dei dati personali, attraverso l’utilizzo della tecnologia Bluetooth e l'installazione volontaria, riconoscendo anche l'interoperabilità tra le app, in vista della riapertura delle frontiere dell’Unione.

Come è agevole intuire, il tema interessa anche la politica, la quale ha espresso ed esprime diverse opinioni al riguardo; il tutto in un contesto globale, dove per fronteggiare il problema, nell’ambito di alcune giurisdizioni dove non è applicabile il GDPR, sono state adottate soluzioni “più invasive”.

Avv. Andrea Maura





Franzosini

L’importanza della brand reputation

Ci vogliono 20 anni per costruire una reputazione e cinque minuti per rovinarla.
Warren Buffett

La Reputazione d’impresa non è più vista come qualcosa di astratto e sfuggente; per quanto rimanga di difficile valutazione essa è ormai considerata come una risorsa fondamentale da gestire.
La reputazione può infatti influire su molteplici variabili e contribuire quindi in misura significativa al successo di un’impresa o di un’organizzazione.


Per questo tra i rischi che vanno considerati nella definizione delle strategie aziendali, diventa senza dubbio fondamentale il rischio reputazionale.
Il rischio reputazionale è il rischio più temuto dalle aziende, soprattutto per la difficoltà di rilevazione, misurazione e contenimento delle conseguenze. Ci troviamo in una società globalizzata, dove tutti sono connessi e qualsiasi notizia diviene di dominio pubblico in un batter d’occhio.
Ogni giorno ascoltiamo la radio, guardiamo la televisione, leggiamo i giornali, navighiamo in internet, comunichiamo attraverso uno o più social network.
La conoscenza genera giudizio e la reputazione è il giudizio sul comportamento di una persona o di un’azienda. La reputazione incide sul valore del brand di un’azienda con i seguenti pesi:

  • 40% impatto sociale e ambientale
  • 35% prodotto
  • 25% performance economiche-finanziarie

Il rischio reputazionale può definirsi come la possibilità che la diffusione di notizie negative concernenti le modalità di gestione di un’impresa, siano esse rispondenti al vero oppure no, compromettano la credibilità, l’affidabilità relativamente ai suoi prodotti/servizi.
Le conseguenze possono essere:

  • Perdita di quote di mercato
  • Diminuzione del valore del brand
  • Perdita di relazioni strategiche con partner, fornitori
  • Difficoltà nel reclutare/trattenere talenti
  • Downgrade delle agenzie di rating
  • Incremento dei costi di azioni legislative e regolamentari

Il rischio reputazionale può essere descritto come un rischio di primaria importanza che può determinare l’espulsione dell’impresa dall’arena competitiva (delegittimazione da parte degli stakeholder, consumatori o clienti).
L’impresa si manifesta in presenza di 2 condizioni:

  • L’impresa è direttamente responsabile delle scelte che incidono negativamente sulla sua reputazione
  • Si registra presenza di fattori esterni o interni tali da incidere sull’opinione interna o esterna che si ha dell’azienda

I rischi reputazionali emergono da:

  • incidenti che riguardano salute e sicurezza
  • eventi e crisi operative (per esempio inquinamento)
  • richiami di prodotti ed errori nel controllo qualità
  • interruzione attività e servizi
  • irregolarità e perdite finanziarie
  • partnership negative con terzi
  • investigazioni legali e normative
  • questioni e violazioni etiche
  • pubblicità ingannevole
  • violazione della privacy

La reputazione non è qualcosa di astratto e teorico, ma in termini attivi e operativi è un insieme di mosse da pianificare e da eseguire per costruire e comunicare l’autorevolezza dell’azienda in quanto parte attiva di un sistema.
L’azienda che vuole investire sull’asset immateriale più importante deve pianificare le strategie più opportune, passando dalla Corporate communication ai social media. Un esempio di costruzione di immagine positiva del brand è il seguente.
La compagnia aerea svedese Sas aveva lanciato una campagna a favore di una politica antisovranista con un interrogativo veicolato attraverso un video su YouTube che chiedeva:

Cos'è tipicamente scandinavo?
Assolutamente nulla.
Perché i mulini a vento sono persiani,
Perché le biciclette sono tedesche
Le polpette turche o austriache.

Così i simboli e le usanze del nord-Europa sono mutuate dall’incontro vincente con altre culture, grazie anche ai viaggi.
Obiettivo della campagna era quello di porre l’accento sull’integrazione.
Lo spot è diventato un caso nazionale, è stato interpretato come un insulto all’identità ed ai valori nazionali, per cui è stato vietato il passaggio alla televisione.
Ciononostante all’iniziativa si sono avute molte testimonianze di sostegno sui social.
Il brand Sas si è rafforzato su buona parte del pubblico nonostante la politica avversa.

Un’altra testimonianza ci viene fornita dalla Lifebuoy.

Questo non è un annuncio, ma un messaggio di servizio pubblico, una guida di precauzioni contro il Coronavirus. Così il marchio indiano dei saponi Lifebuoy è sceso in campo lanciando una iniziativa senza precedenti: una campagna per la corretta prevenzione contro l’emergenza del Coronavirus dal lavaggio delle mani all’uso delle mascherine e persino pubblicizzando i nomi dei prodotti dei concorrenti.

Questa azienda ha abbattuto i propri confini del solo business per assumere un ruolo di responsabilità sociale, di vicinanza alla collettività, di pubblica utilità.

Il brand Italia ai tempi del Coronavirus

L’arrivo e la diffusione in Italia del Coronavirus Covid-19 non sempre ha fornito, da parte degli organi di informazione (media) e delle Istituzioni, una corretta e non ansiogena visione del fenomeno.
Parafrasando Orazio si può affermare:

In media stat virus

L’ammettere pubblicamente all’inizio che c’è stata una falla nel sistema sanitario, quando la macchina degli interventi è stata più che rigorosa, ha danneggiato il brand Italia.

Quali sono state le ripercussioni e le conseguenze negative che oltre al danno erariale ha provocato un danno reputazionale?

Le cancellazioni di fiere e missioni all’estero e dall’estero sono senz’altro un grave danno per il nostro settore, così come le difficoltà che riscontriamo nei contatti con clienti ed agenti intimoriti da possibili contagi.

Il 50% dell’export italiano proviene dalle fiere

Anche in altre nazioni si sono avute cancellazioni analoghe (salone dell’auto in Svizzera, del turismo in Germania).
Paure irrazionali rischiano di danneggiare gravemente il settore moda italiano che ha uno spiccato orientamento all’export ed è caratterizzato dalla stagionalità delle collezioni.
Il settore della moda rappresenta il 4% del PIL.
Il coronavirus ha messo a tappeto il turismo che è un settore fondamentale per l’economica del paese che rappresenta il 13% del PIL.
In meno di due settimane la situazione è precipitata.
Ma anche spostarsi all’estero non è più possibile, per via dei tanti respingimenti di cittadini italiani. Inoltre, gli altri paesi stanno invitando i propri cittadini a non venire in Italia.
Si sono addirittura verificati episodi che le regioni del Sud non gradivano l’ingresso nei loro territori di cittadini del Nord.
Si sono poi verificate assurde disdette per forniture alimentari, spesso provocate da stampa estera come il disgustoso video francese andato in onda su Canal+ con l’intento di screditare, a proprio vantaggio, il made in Italy.
Si chiama #MangiaItaliano la campagna lanciata da Coldiretti per contrastare, grazie al tam-tam sui social, la disinformazione, gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale di altri Paesi.
La campagna ha l’obiettivo di riaffermare il primato dell’enogastronomia tricolore.
L’Agroalimentare italiano contribuisce per il 12% alla formazione del PIL.
Se poi consideriamo l’intera filiera agroalimentare, dai campi agli scaffali fino alla ristorazione, si raggiunge il 25% del PIL.
Ci troviamo nelle situazioni simili a quelle che hanno spinto il Boccaccio a scrivere il Decamerone.

Gianfranco Franzosini - Broker

AEC

Procedure di sanificazione

La parola emergenza assume in questi giorni un significato quanto mai attuale, tanto da condizionare la nostra quotidianità e libertà d’azione.
Tra le attività tecniche specializzate che Benpower svolge da sempre, sono previste anche le procedure di sanificazione e disinfezione di aree abitative, lavorative e industriali.


L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ne ha evidenziato l’utilità come soluzioni professionali conformi alle più recenti raccomandazioni espresse dal Ministero della Salute per l’igiene e la prevenzione della trasmissione del contagio.
È possibile pertanto intervenire con una serie di procedure atte a trattare non solo le superfici di arredi, attrezzature, macchinari e impianti, ma anche ambienti più vasti quali uffici, aree produttive, veicoli, locali privati e commerciali, per quanto riguarda strutture e contenuti, mediante l’utilizzo di tecniche e prodotti specifici per le opportune attività di disinfezione, bonifica e sanificazione.

TECNICHE E PRODOTTI

Le soluzioni impiegate sostanzialmente si suddividono in:

  • 1- Sanificazione
    Attraverso l’impiego di speciali detergenti chimici (per esempio a base di cloro, di sali quaternari di ammonio o presidi medico-chirurgici) si può effettuare un intervento di sanificazione e disinfezione mirato a eliminare germi, batteri, agenti patogeni e contaminanti. L’attività di sanificazione chimica può essere svolta manualmente o a spruzzo. Inoltre la disinfezione e la sterilizzazione possono consistere nell’applicazione di agenti disinfettanti di natura fisica come il vapore.
  • 2- Ozonizzazione
    La deodorizzazione mediante ozono è basata sulla produzione di una molecola di ossigeno instabile (O₃), che permette la degradazione naturale degli odori presenti nei locali. Essendo fortemente ossidante, l’ozono è anche un ottimo disinfettante e per questo viene utilizzato nella sanificazione degli ambienti. Saturando di ozono l’area interessata, lo stesso agisce eliminando e inattivando gli agenti indesiderati come virus, batteri, acari, spore e muffe in modo totalmente naturale ed ecologico, senza l’ausilio di prodotti chimici e senza lasciare residui. Il Ministero della Salute, con protocollo n° 24482 del 31/07/1996, riconosce come presidio naturale il sistema di sanificazione con ozono per la sterilizzazione di ambienti contaminati.

APPLICAZIONE
Qualsiasi area abitativa, lavorativa e industriale, strutture ricettive, ricreative, ristorative, sportive, sanitarie, didattiche e culturali.

CENNI AZIENDALI

Benpower è un’azienda internazionale leader nel settore della bonifica e ripristino di edifici industriali e civili, inclusi contenuti e macchinari, che hanno subito danni da incendio, allagamento o evento naturale.

  • Operatività 365 giorni l’anno, 24 ore su 24
  • 2002 anno di fondazione
  • 30 anni di esperienza pregressa sul campo
  • 200 dipendenti in tutto il mondo
  • Impiego esclusivo personale dipendente specializzato
  • 100% di clienti soddisfatti
  • 1 sede centrale, 4 strutture operative e 6 laboratori PM in Italia
  • 9 sedi operative in Europa e 4 in Australia
  • Sopralluogo entro 6 ore dal contatto con il cliente
  • Servizio chiavi in mano a 360°
  • Netta riduzione costi e tempi di intervento
  • Tempestività e competenza
  • Tecniche e tecnologie specifiche e all’avanguardia
  • Prodotti green biodegradabili ed ecocompatibili
  • Attività di Risk Management

Benpower opera in ottemperanza dei seguenti standard nazionali e norme tecniche di riferimento:

  • D. lgs. N. 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • D. lgs. N. 152/2006 in materia di tutela dell'ambiente
  • D. lgs. N. 106/2009 in materia di sicurezza sul lavoro
  • D.P.R. 177/2011 in materia di sicurezza sul lavoro negli ambienti confinati
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HIT

La tecnologia digitale per “sopportare” il Covid-19

#IorestoaCasa ma sono sempre connesso ai miei clienti

In questo periodo di grande difficoltà fisica e psichica, siamo tutti costretti a fermarci, bloccati nelle nostre abitazioni, ma abbiamo avuto comunque l’opportunità di rimanere connessi con il mondo. L’epidemia ci ha frenato nel fisico obbligandoci a prendere coscienza che dobbiamo accelerare dal punto di vista digitale.


Smart working, telelavoro, eLearning e videoconferenze sono diventati strumenti fondamentali per superare l'emergenza e ci hanno fatto comprendere il valore della digital transformation.
Gli intermediari assicurativi, così come le piccole-medie imprese responsabili del 41% dell'intero fatturato generato in Italia, non erano preparati ad affrontare uno stravolgimento così repentino del lavoro. Lo smart working stava iniziando ad entrare in punta di piedi nelle realtà aziendali, ma da oggi in poi, abbiamo capito che è molto importante rafforzare la fiducia nel digitale, implementare le strutture, investire nel software, cambiare modalità operativa, per poter continuare a produrre e collaborare con il mondo esterno.

hit

Il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione e Agid hanno lanciato l’iniziativa “Solidarietà digitale” una collaborazione tra pubblico e privato, per sostenere aziende e cittadini nel far fronte alle restrizioni previste per contenere la diffusione del Coronavirus. Molte aziende si sono offerte per agevolare l’utilizzo dello smart working: Cisco Italia e IBM hanno reso disponibile gratuitamente la piattaforma Cisco Webex Meetings; Microsoft ha offerto la propria tecnologia e la consulenza degli esperti per supportare scuole, PMI, aziende pubbliche e private; Kaspersky ha messo a disposizione gratuitamente soluzioni di security; CoreTech ha offerto gratuitamente a privati e PA il software per il collegamento da remoto a un computer, il proprio o quello dell’ufficio.
Anche le società che si occupano di connettività e telefonia, hanno fatto a gara per offrire traffico voce e giga gratuiti.

Il Covid-19 ha obbligato anche gli intermediari a trasformare lo smart working nella quotidianità. Se una tale pandemia, in altri tempi, avrebbe causato un totale arresto del sistema, oggi collaudati servizi di smart working e connettività, permettono di continuare (quasi) linearmente la propria attività.

Per supportare il mondo assicurativo, la società HiT Internet Technologies, propone il portale digitale NoteUp, studiato per soddisfare le esigenze di condivisione e collaborazione richieste dai clienti. Utilizzando NoteUp, gli intermediari possono gestire comunicazioni digitali in entrata e in uscita, ma soprattutto possono mantenere una connessione continua con i propri collaboratori e con i propri clienti, possono firmare tutti i documenti precontrattuali richiesti dalle nuove normative europee, direttamente dalla propria abitazione, senza doversi recare presso lo studio dell’intermediario, sempre in ottemperanza alle norme previste dal GDPR.

NoteUp condivide le informazioni con il programma Genias - il gestionale assicurativo creato per l’organizzazione quotidiana dell’ufficio dell’intermediario, e con il preventivatore personalizzato Quotup – che presenta la tariffa esatta, acquistabile direttamente sul sito della compagnia.

Per ulteriori informazioni e dimostrazioni, siamo disponibili sul sito www.genias.org oppure contattando il Dott. Nicola Tonegato al numero 045-6209711.

Maria Teresa Paroli – Amministratore Delegato Hit

qubo

GDPR – Una sfida per tutti che può diventare un’opportunità per i Broker di Assicurazioni

Come coprire assicurativamente la responsabilità derivante dalla normativa GDPR

Il GDPR è‘ il regolamento generale sulla protezione dei dati in vigore dal 25 maggio 2018 in tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Il Regolamento impone obblighi stringenti sul trattamento e la gestione dei dati dei cittadini europei.
Le disposizioni rafforzano la protezione dei dati, coerentemente con le attuali preoccupazioni sulla privacy, e devono essere rispettate sia dalle aziende con sede nell’Unione Europea sia da quelle che, pur avendo sede al di fuori della UE, elaborano dati dei cittadini di uno Stato membro.


A cosa va incontro un soggetto che non rispetta la normativa GDPR?

I soggetti che non rispettano la normativa GDPR, incorrendo ad esempio in un Data Breach, rischiano sanzioni di carattere economico e di carattere penale:

  • Le sanzioni di carattere economico, in base alla gravità dell’infrazione, possono arrivare fino alla somma di 20 milioni di Euro o, per le imprese, fino al 4% del fatturato annuo mondiale dell’esercizio precedente.
  • Per le sanzioni di carattere penale, il GDPR dà la facoltà per gli Stati membri di stabilire disposizioni relative a sanzioni penali per violazioni del GDPR, nonché violazioni di norme nazionali adottate in virtù ed entro i limiti del Regolamento.

Le fattispecie per cui sono applicabili sanzioni penali In Italia sono quindi, ai sensi del Codice della Privacy, le seguenti:

  • Art. 167 (Trattamento illecito dei dati)
  • Art. 167-bis (Comunicazione e diffusione illecita di dati personali oggetto di trattamento su larga scala);
  • Art. 167-ter (Acquisizione fraudolenta di dati personali oggetto di trattamento su larga scala);
  • Art. 168 (Falsità nelle dichiarazioni al Garante e interruzione dell’esecuzione dei compiti o dell’esercizio dei poteri del Garante);
  • Art. 170 (Inosservanza dei provvedimenti del Garante);

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Cosa è un Data Breach e quali sono gli obblighi in caso di Data Breach?

Con Data Breach si intende la “violazione dei dati personali”, ovvero la violazione di sicurezza che comporta accidentalmente o in modo illecito la distruzione, la perdita, la modifica, la rivelazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, memorizzati o comunque elaborati nel contesto della fornitura di un servizio di comunicazione accessibile al pubblico nella Comunità.
I responsabili dei dati devono informare entro 72 ore le Autorità di protezione dei dati riguardo ogni violazione che metta a rischio i diritti degli individui e nel più breve tempo possibile tutti gli individui affetti in caso di violazione ad alto rischio.

TUA Data Protection - La soluzione assicurativa per il DGPR

Il nuovo prodotto TUA Data Protection, nato dalla collaborazione di TUA ASSICURAZIONI e CATTRe, è studiato per coprire tutti i rischi connessi al rispetto del nuovo Regolamento per la protezione dei dati personali (GDPR). È dedicato alle piccole e medie imprese e offre uno strumento efficace per avvicinarsi progressivamente e con serenità alla piena compliance normativa, mitigando il rischio d’impresa derivante da una inadeguata applicazione della normativa sulla privacy ed offre contemporaneamente:

  • 1. La verifica della compliance alla normativa GDPR
  • 2. La verifica della vulnerabilità del perimetro web esterno
  • 3. L’assistenza con un esperto di Privacy in caso di Data Breach
  • 4. La RC per la perdita/indisponibilità dei dati.

Le garanzie che il prodotto TUA Data Protection offre sono quindi:

  • 1. Risarcimento a terzi per responsabilità derivanti da violazioni della normativa in materia di protezione dei dati personali o violazioni dei sistemi di sicurezza della rete che causano indisponibilità o esfiltrazione dei dati;
  • 2. Servizio di assistenza per una gestione specialistica dell’emergenza, notifica, investigazione, controllo delle posizioni di credito, recupero e ripristino dei dati e spese legali.

Inoltre, unico sul mercato assicurativo italiano, TUA Data Protection offre uno strumento per la valutazione on line dell’adeguatezza dell’organizzazione aziendale rispetto a quanto previsto dalla normativa, evidenziandone punti di forza e di debolezza, questi ultimi ai fini dell’implementazione di misure correttive e di prevenzione del rischio. TUA Data Protection per i Broker di Assicurazioni è un ottimo supporto per offrire ai propri clienti una consulenza professionale ed efficacie e divenire un mezzo con cui ampliare l’offerta assicurativa.

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti, Vi invitiamo a contattarci attraverso il sito www.qubo-italia.eu oppure contattandoci al numero 0464-036106 oppure sulla nostra email sottoscrizione@qubo-italia.eu

PAOLO BOMBARDELLI – Qubo



NEWS IN BREVE

Ivass

COVID 19: LE MISURE DI EIOPA E DI IVASS

A seguito dell’emergenza derivante dalla pandemia da COVID-19, EIOPA (European Insurance and Occupational Pensions Authority), IAIS (International Association of Insurance Supervisors) e IVASS hanno adottato specifiche misure a supporto dell’attività di imprese e intermediari assicurativi e a tutela del consumatore.

Ivass

LA SICUREZZA CIBERNETICA AI TEMPI DEL COVID 19

Il Gruppo di Coordinamento per la Sicurezza Cibernetica Banca d'Italia - IVASS ha evidenziato come l’accelerazione del processo di digitalizzazione a seguito dell’epidemia Covid – 19 abbia introdotto nuovi rischi cibernetici.
Banca d’Italia e IVASS hanno rafforzano la protezione dei sistemi informatici interni e nell’ambito delle competenze istituzionali, stanno contribuendo a garantire la sicurezza del sistema finanziario e assicurativo e ad irrobustire le difese del sistema finanziario nazionale.
Gli strumenti predisposti dalle Autorità di Vigilanza comprendono l’infosharing tra intermediari, la diffusione di bollettini di sicurezza, l’organizzazione di webinar sulle tecniche di attacco, le possibili contromisure da adottare, la formazione sul corretto utilizzo dei dispositivi aziendali e il rafforzamento dei presidi connessi al lavoro da remoto.

PANDEMIA E REDDITI A RISCHIO

La pandemia di Covid-19 ha impattato sulle disponibilità finanziarie della popolazione: il 71% dei cittadini che vivono in Paesi del G7 ha già rilevato perdite economiche a seguito della diffusione del virus.
L’allarme arriva da un’indagine di Kantar, società londinese specializzata in consulenza e ricerche di mercato, che ha analizzato l’orientamento dell’opinione pubblica di fronte all’emergenza sanitaria.

Rifiuti

GOLDEN POWER GIRO DI VITE SUI COMPRATORI STRANIERI

Con il Decreto Liquidità è stato esteso al settore bancario e assicurativo il c.d. golden power una misura che consente all’Autorità Italiana di difendere le aziende strategiche dall’aggressione di compratori stranieri.
Lo scudo sarà attivo solo fino alla fine dell’anno, visto che la norma è giustificata con la straordinarietà degli eventi legati all’esplosione della pandemia, tuttavia, in Parlamento già si starebbero preparando emendamenti per prorogare la scadenza e proteggere le aziende italiane dalle mire dei Paesi più vicini.

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Benpower
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COORDINATORE RESPONSABILE: LUIGI VIGANOTTI

HANNO COLLABORATO:

ANDREA MAURA

BENPOWER

CHUBB

CINZIA ROVIDA

GIANFRANCO FRANZOSINI

HIT GENIAS

INSURANCE CONNECT

LAURA GORLA

LUIGI VIGANOTTI

QUBO INSURANCE SOLUTIONS


Bimestrale – MARZO - APRILE 2020 - Numero 2
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