Domande e Risposte

CHI E’ IL BROKER

COS’E’ L’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE ASSICURATIVA?

L’attività di intermediazione assicurativa consiste nel presentare o nella promuovere contratti assicurativi e riassicurativi, nonché nel prestare assistenza e consulenza finalizzate a tale attività e, se previsto dall’incarico conferito dal cliente, nella conclusione dei contratti ovvero nella collaborazione alla gestione o all’esecuzione, segnatamente in caso di sinistro, dei contratti stipulati.

E’ considerata, inoltre, attività di intermediazione assicurativa la stipula di contratti o convenzioni assicurative in forma collettiva per conto di singoli assicurati, qualora questi ultimi sostengano, direttamente o indirettamente, in tutto o in parte, l’onere economico al pagamento del premio e il soggetto che stipula il contratto o la convenzione percepisca un compenso.

CHI E’ IL BROKER?

Il broker assicurativo è “il consulente del cliente”. Il broker agisce su incarico del cliente e senza potere di rappresentanza di imprese di assicurazione.

Egli è una figura indipendente, il cui ruolo non si limita all’attività di promozione per la stipula di un contratto assicurativo; ma si occupa anche di orientare il cliente, aiutandolo a capire le proprie esigenze, chiarendone i dubbi, prospettandogli le varie possibilità offerte dal mercato assicurativo. Egli presta in sostanza un’attività di consulenza tecnica.

CHI PUO’ SVOLGERE L’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE ASSICURATIVA?

L’attività di intermediazione assicurativa può essere svolta soltanto da soggetti iscritti nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi (RUI) tenuto dall’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni). Il RUI è composto da 5 sezioni distinte; la sezione B è dedicate rispettivamente il brokers.

PERCHE’ IL BROKER SI SI DISTINGUE DALL’AGENTE ASSICURATIVO?

La figura del broker assicurativo differisce da quella degli agenti in quanto il broker agisce su incarico del cliente e senza potere di rappresentanza di imprese di assicurazione o di riassicurazione; al contrario gli agenti agiscono in nome e per conto di un’impresa di assicurazione e pertanto sono legati a questa da un rapporto di collaborazione. Il broker è iscritto nella sezione B del RUI mentre l’agente è iscritto nella sezione A del RUI.

I REQUISITI PER ESSERE BROKER – L’ISCRIZIONE AL RUI

CHI PUO’ ISCRIVERSI ALLA SEZIONE B DEL RUI?

Possono iscriversi alla Sezione B del RUI sia persone fisiche e sia persone giuridiche (societ?).

QUALI SONO I REQUISITI PER L’ISCRIZIONE ALLA SEZIONE B DEL RUI DI UNA PERSONA FISICA?

I requisiti per iscriversi alla sezione B del RUI sono:

  • godere dei diritti civili
  • non aver riportato sentenze irrevocabili di condanna per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, l’economia pubblica, l’industria e il commercio, contro il patrimonio
  • non essere stato dichiarato fallito, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione, ne essere presidente – amministratore delegato –direttore generale – sindaco di società o enti sottoposto a una procedura concorsuale (fallimento; concordato preventivo liquidazione coatta amministrativa)
  • non versare in situazioni di decadenza, divieto o sospensione ex art. 10 L 31.05.1965 n. 575 (legge antimafia)
  • non essere iscritto nel ruolo di periti assicurativi
  • non essere pubblico dipendente con un rapporto di lavoro a tempo pieno, ovvero a tempo parziale quando superi la met? dell’orario lavorativo a tempo pieno
  • aver superato la prova di idoneità, ovvero essere stato iscritto all’albo nazionale degli agenti/ essere stato iscritto dei mediatori di assicurazione e riassicurazione (salvo specifiche eccezioni)
  • aver aderito al Fondo di Garanzia per i mediatori di assicurazione e riassicurazione (FONDO “BROKERS”)
  • aver stipulato la polizza di assicurazione della responsabilità civile prevista dalla Legge (NOTA le persone fisiche che dichiarano di non essere in possesso della polizza RC professionale vengono comunque iscritte nella sezione B del RUI ma come inoperative)
CHE COS’E’ IL FONDO DI GARANZIA PER I MEDIATORI DI ASSICURAZIONE E RIASSICURAZIONE?

Il Fondo di Garanzia per i mediatori di Assicurazione e Riassicurazione (FONDO “BROKERS”) è istituito presso la CONSAP (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici SPA)e costituisce un patrimonio autonomo. Il Fondo assolve lo scopo di risarcire l’assicurato o l’impresa di assicurazione da eventuali danni cagionati dal broker, qualora essi non siano stati risarciti dal mediatore stesso o dagli assicuratori che hanno stipulato a quest’ultimo la polizza RC professionale.

COME VIENE ALIMENTATO IL FONDO DI GARANZIA MEDIATORI DI ASSICURAZIONE E RIASSICURAZIONE?

Il Fondo viene alimentato con il contributo che gli aderenti (broker) versano ogni anno.

A QUANTO AMMONTA IL CONTRIBUTO AL FONDO DI GARANZIA?

Il contributo al Fondo di Garanzia è determinato ogni anno con Decreto del Ministero delle Attività Produttive.Per l’anno 2013 il contributo è stato pari allo 0,08% calcolato sulle provvigioni percepite nel corso del 2012.

Per l’anno 2017 il contributo è stato pari allo 0,08% calcolato sulle provvigioni percepite nel corso del 2016.

COSA SUCCEDE SE IL BROKER NON ADERISCE AL FONDO DI GARANZIA MEDIATORI DI ASSICURAZIONE E RIASSICURAZIONE?

Il broker che in sede di iscrizione al RUI dichiara di non aderire al Fondo di Garanzia non viene iscritto al RUI.

COSA SUCCEDE SE IL BROKER NON VERSA IL CONTRIBUTO ANNUALE AL FONDI DI GARANZIA?

Il mancato versamento del contributo annuale al Fondo di Garanzia comporta la cancellazione del broker dal RUI

A COSA SERVE LA POLIZZA OBBLIGATORIA RC PROFESSIONALE?

La polizza obbligatoria RC professionale serve a garantire, quindi risarcire, i danni che l’intermediario e/o propri dipendenti/addetti/collaboratori potrebbero provocare, nell’esercizio dell’attività di intermediazione, a terzi soggetti.

CHE COSA SUCCEDE SE IL BROKER NON HA LA POLIZZA RC PROFESSIONALE?

Il broker che non ha la polizza obbligatoria di RC professionale non può operare. Conseguentemente deve comunicarlo all’IVASS il quale provvederà ad annotare lo stato di inoperatività sul RUI.

COME CI SI ISCRIVE ALLA SEZIONE B DEL RUI?

Qualora si avessero i requisiti per iscriversi alla sezione B del RUI occorre:

  • compilare il modello elettronico disponibile sul sito dell’IVASS (ed introdotto dal Provvedimento n. 58/2017); il modello deve essere sottoscritto dai richiedenti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale.
    La domanda deve essere inviata, sotto pena di irricevibilità, a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it.
    NOTA occorre apporre sull’allegato marca da € 16,00
    Solo fino al 5 giugno 2017 l’istanza di iscrizione può essere inviata anche in formato cartaceo utilizzando il modello 2 dell’IVASS (Reg. 5/2006); decorso il termine del 5 giugno 2017 le domande di iscrizione al RUI possono essere presentate all’IVASS esclusivamente con il modello elettronico.
  • versare la Tassa di Concessione di Concessione Governativa di € 168,00 mediante bollettino di c/c postale n. 8003 intestato a “Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara – Tasse Concessioni Governative “ causale “Tassa iscrizione nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi” Codice Tariffa da utilizzare 7324.

Archivio risposte

COME CI SI ISCRIVE ALLA SEZIONE B DEL RUI?

Qualora si avessero i requisiti per iscriversi alla sezione B del RUI occorre:

- compilare ed inviare all’IVASS l’allegato 2 Reg. ISVAP 5/2006 NOTA occorre apporre sull’allegato marca da € 16,00;

- versare la Tassa di Concessione di Concessione Governativa di € 168,00 mediante bollettino di c/c postale n. 8003 intestato a “Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara – Tasse Concessioni Governative “ causale “Tassa iscrizione nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi” Codice Tariffa da utilizzare 7324.

(FAQ AGGIORNATA AL PROVVEDIMENTO IVASS 58 DEL 14 MARZO 2017)

QUALI SONO GLI ADEMPIENTI ANNUALI PER GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE B DEL RUI?
Gli intermediari iscritti nella Sezione B del RUI devono ogni anno:

1. Rinnovare la polizza di assicurazione della Responsabilità Professionale, salvo i casi di polizze pluriennali

2. versare entro il 31.07.
- Il Contributo di Vigilanza
- Il Contributo al Fondo di Garanzia

3. effettuare entro il 31.12 di ciascun anno l’aggiornamento professionale.



(FAQ AGGIORNATA AL PROVVEDIMENTO IVASS 58 DEL 14 MARZO 2017)

GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE B DEL RUI DEVONO COMUNICARE ALL’IVASS IL RINNOVO DELLA POLIZZA?


Ai sensi del Provvedimento ISVAP n. 2664 del 17 dicembre 2008, gli intermediari non sono più tenuti a comunicare, entro il 5 febbraio di ogni anno, il rinnovo della polizza annuale né confermare, in caso di polizza pluriennale, l’efficacia della relativa copertura. La documentazione riguardante la Polizza RC Professionale deve essere conservata per un periodo di cinque anni ed esibita all’Autorità di Vigilanza, qualora quest’ultima eseguisse ispezioni e/o controlli.

(FAQ AGGIORNATA AL PROVVEDIMENTO IVASS 58 DEL 14 MARZO 2017)

compilare ed inviare all’IVASS il modello n. 5 (allegato al Regolamento ISVAP 5/2006) su tale modello deve essere apposta una marca da € 14,62; la documentazione deve essere inviata con raccomandata A/R oppure a mezzo di posta elettronica certificata (PEC) ma solo se si è dotati di firma digitale.

(FAQ AGGIORNATA AL PROVVEDIMENTO IVASS 58 DEL 14 MARZO 2017)

QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI PER ISCRIVERE UN SOGGETTO NELLA SEZIONE E DEL RUI?


Qualora il soggetto venga iscritto per la prima volta nella Sezione E del RUI, l’intermediario deve:

- verificare che abbia i requisiti previsti dalla normativa ed aver adempiuto agli obblighi di formazione professionale

- compilare ed inviare all’IVASS il modello n. 5 (allegato al Regolamento ISVAP 5/2006) su tale modello deve essere apposta una marca da € 14,62; la documentazione deve essere inviata con raccomandata A/R oppure a mezzo di posta elettronica certificata (PEC) ma solo se si è dotati di firma digitale.

- versare la Tassa di Concessione Governativa; l’importo della Tassa è pari ad € 168,00 e deve essere versato mediante bollettino postale sul c/c 8003 intestato a “Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara – Tasse Concessioni Governative” con causale “Tassa Iscrizione nel RUI – Registro Intermediari Assicurativi e Riassicurativi” Codice Tariffa da utilizzare n. 8617


Qualora il soggetto risulti già iscritto nella Sezione E del RUI, l’intermediario deve:

- verificare che abbia i requisiti previsti dalla normativa ed aver adempiuto agli obblighi di formazione e aggiornamento professionale

- compilare ed inviare all’IVASS il modello n. 6 (allegato al Regolamento ISVAP 5/2006) su tale modello deve essere apposta una marca da € 14,62; la documentazione deve essere inviata con raccomandata A/R oppure a mezzo di posta elettronica certificata (PEC) ma solo se si è dotati di firma digitale

- non deve essere versata la Tassa di Concessione Governativa, essendo il soggetto già iscritto.



(FAQ AGGIORNATA AL PROVVEDIMENTO IVASS 58 DEL 14 MARZO 2017)

QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI?


L’intermediario deve inviare all’IVASS il modello n. 5 bis, allegato al Regolamento ISVAP n. 5/2006; la documentazione deve essere inviata con raccomandata A/R oppure a mezzo di posta elettronica certificata (PEC) ma solo se si è dotati di firma digitale.

(FAQ AGGIORNATA AL PROVVEDIMENTO IVASS 58 DEL 14 MARZO 2017)

QUALI SONO LE NUOVE MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE E DELLE COMUNICAZIONI?


Ai fini della presentazione all’ IVASS, le istanze e le comunicazioni sono redatte sul modello elettronico (introdotto dal Provvedimento n. 58/2017), e sottoscritte dai richiedenti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale. L’IVASS richiama l’attenzione al formato da utilizzare per la firma digitale; l’unica firma digitale riconosciuta come valida è quella apposta su formato PDF (Advanced Electronic Signatures – PadES); non sono invece accettati dal sistema i modelli che verranno inviati in formato PDF.P7M.(modificata in data 03.10.2017) Le domande e/o le comunicazioni, sotto pena di irricevibilità, devono essere inviate a mezzo PEC all’ indirizzo PEC indicato nel Provvedimento n. 58/2017 istanze.rui@pec.ivass.it

(FAQ MODIFICATA in data 03.10.2017.)

IL PROVVEDIMENTO IVASS N. 58/2017 PREVEDE ULTERIORI ADEMPIMENTI?


SI, a partire dal 1° gennaio 2018 gli intermediari iscritti nelle sezioni A e B del RUI devono attestare annualmente il rinnovo della polizza o, se pluriennale, la conferma dell’efficacia della relativa copertura. La comunicazione deve essere presentata, con il modello elettronico (introdotto dal Provvedimento n. 58/2017), e sottoscritte dall’intermediario con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale. L’IVASS richiama l’attenzione al formato da utilizzare per la firma digitale; l’unica firma digitale riconosciuta come valida è quella apposta su formato PDF (Advanced Electronic Signatures – PadES); non sono invece accettati dal sistema i modelli che verranno inviati in formato PDF.P7M. .(modificata in data 03.10.2017) Le domande e/o le comunicazioni, sotto pena di irricevibilità, devono essere inviate a mezzo PEC all’ indirizzo PEC indicato nel Provvedimento n. 58/2017 istanze.rui@pec.ivass.it La comunicazione relativa alla polizza deve essere effettuata entro il 5 febbraio di ogni anno; decorsi 90 giorni, in difetto della comunicazione, l’IVASS provvede ad indicarli al RUI come inoperativi.

(FAQ MODIFICATA in data 03.10.2017.)

IN UNA SOCIETA’ DI BROKERAGGIO IL VICEPRESIDENTE, INCARICATO DI SOSTITUIRE IL PRESIDENTE IN CASO DI ASSENZA/IMPEDIMENTO, PUO’ ESSERE UN SOGGETTO NON ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI?

Riportiamo testualmente alcuni stralci della risposta data dall’ISVAP (ora IVASS) ad ACB in merito a tale quesito: «(…) se il vicepresidente non è iscritto al RUI nello statuto deve essere espressamente precisato che i suoi poteri di rappresentanza escludono qualsiasi atto relativo all’attività di intermediazione della società»

I CONSORZI POSSONO ISCRIVERSI AL RUI E SVOLGERE ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE ASSICURATIVA?

Riportiamo testualmente alcuni stralci della risposta data dall’ISVAP (ora IVASS) ad ACB in merito a tale quesito: «(…) poiché, ai sensi (…) del Codice delle Assicurazioni Private possono iscriversi al RUI esclusivamente le persone fisiche e le società, il consorzio può iscriversi al RUI soltanto se riveste la forma societaria consortile ai sensi dell’art. 1615 ter del Codice Civile»

A QUANTO AMMONTA LA TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA PER ISCRIVERSI ALLA SEZIONE B DEL RUI?COME SI PAGA?

La Tassa di Concessione Governativa ammonta a € 168,00 si versa mediante bollettino di c/c postale n. 8003 intestato a “Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara – Tasse Concessioni Governative “ causale “Tassa iscrizione nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi”; il Codice Tariffa da utilizzare per l’iscrizione in Sezione B del RUI è 7324.

LA TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA SI VERSA UNA SOLA VOLTA?

La Tassa di Concessione Governativa si versa una sola volta in fase di iscrizione e in fase di reiscrizione.

COMPATIBILITA’ PROFESSIONALI

GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE B DEL RUI POSSONO ASSUMERE, CONTEMPORANEAMENTE ED IN PIU’ SOCIETA’ DI BROKERAGGIO, IL RUOLO DI DIRETTORE GENERALE E RESPONSABILE DELL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE?

Riportiamo testualmente qui di seguito la risposta data dall’ISVAP (ora IVASS) ad ACB in merito a tale quesito: «Nessun divieto per un broker persona fisica qualora ricopra incarichi (societari o quale responsabile dell'intermediazione assicurativa) in più società di brokeraggio. Il sistema di remunerazione di tale broker potrà essere di tipo provvigionale, nel rispetto degli accordi privatistici sottoscritti e delle norme fiscali. Naturalmente la circostanza di cumulare in capo allo stesso soggetto più incarichi non deve risultare in contrasto con le norme primarie e regolamentari (ad esempio con riferimento ai conflitti di interesse)»

GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE B DEL RUI POSSONO ASSUMERE CARICHE RAPPRESENTATIVE NELL’AMBITO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, RIVESTIRE INCARICHI DI NATURA AMMINISTRATIVA O DIRIGENZIALE, ASSUMERE FUNZIONI AZIENDALI PRESSO UNA COMPAGNIA ASSICURATIVA?

RRiportiamo testualmente alcuni stralci della risposta data dall’ISVAP (ora IVASS) ad ACB in merito a tale quesito: «Al riguardo, si fa presente che la disciplina codicistica e quella regolamentare non contemplano incompatibilità tra i suddetti ruoli in imprese di assicurazione e l’attività del broker (…). Resta ferma tuttavia, (…) l’esigenza di evitare ogni interferenza e conflitto d’interessi fra l’attività svolta in qualità di broker e i succitati ruoli, con particolare riferimento alla necessità per l’intermediario di astenersi dallo svolgere dette cariche secondo modalità che possano determinare o snaturare la funzione del broker, quale soggetto che agisce su incarico del cliente o comunque arrecare pregiudizio agli assicurati (…)»

UNA COMPAGNI ASSICURATIVA, AVENTE SEDE IN UNO STATO MEMBRO UE ED AUTORIZZATA AD OPERARE IN ITALIA IN REGIME DI LPS, PUO’ NOMINARE UN INTERMEDIARIO ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI COME PROPRIO RAPPRESENTANTE FISCALE PER GLI ADEMPIMENTI DI NATURA TRIBUTARIA E FISCALE DA EFFETTUARE IN ITALIA?

Riportiamo testualmente alcuni stralci della risposta data dall’ISVAP (ora IVASS) ad ACB in merito a tale quesito: «(…) In relazione alla richiesta di informazioni,si precisa che la normativa vigente non prevede vincoli o esclusioni per la nomina del rappresentante fiscale. Si richiama in ogni caso la disposizione sui conflitti di interesse (art. 48 Regolamento Isvap n. 5/2006) che ricade sul broker iscritto al RUI che svolga anche l'incarico di rappresentate fiscale di una compagnia europea»

L’ATTIVITA’ DI BROKER ASSICURATIVO DEVE ESSERE SVOLTA IN VIA ESCLUSIVA?

NO. L’attività di broker assicurativo non deve essere svolta in via esclusiva.

L’ATTIVITA’ DI BROKER ASSICURATIVO E’ COMPATIBILE CON ALTRE ATTIVITA’ PROFESSIONALI?

SI. L’attività di broker è compatibile con altre attività professionali; resta inteso che occorre verificare, in ogni caso, se la specifica attività professionale preveda nella propria normativa di settore vincoli di esclusività.

L’ATTIVITA’ DI BROKER ASSICURATIVO E’ COMPATIBILE CON L’ATTIVITA’ DI MEDIATORE CREDITIZIO?

SI. L'attività di broker assicurativo è compatibile con l’attività di mediatore creditizio (TUB, D.lgs 141/2010, D.lgs 169/2012)

L’ATTIVITA’ DI BROKER ASSICURATIVO E’ COMPATIBILE CON L’ATTIVITA’ DI AGENTE IN ATTIVITA’ FINANZIARIA?

NO. L'attività di broker assicurativo non è compatibile con l’attività di agente in attività finanziaria (TUB - D.lgs 141/2010, D.lgs 169/2012)

ADEMPIMENTI ANNUALI PER IL BROKER

QUALI SONO GLI ADEMPIENTI ANNUALI PER GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE B DEL RUI?

Gli intermediari iscritti nella Sezione B del RUI devono ogni anno:

  • Rinnovare la polizza di assicurazione della Responsabilità Professionale, salvo i casi di polizze pluriennali
  • Comunicare all’IVASS entro il 5 febbraio di ogni anno l’attestazione del rinnovo della polizza o, se pluriennale la conferma dell’efficacia della relativa copertura.
    In caso di mancata comunicazione gli intermediari verranno indicati al RUI come inoperativi.
    La comunicazione deve essere effettuata utilizzando Il modello elettronico disponibile sul sito dell’IVASS ed introdotto dal Provvedimento n. 58/2017; il modello deve essere sottoscritto dai richiedenti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it
    Comunicazione obbligatoria dal 1 gennaio 2018.
  • versare entro il 31.07.
    - Il Contributo di Vigilanza
    - Il Contributo al Fondo di Garanzia

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QUALI SONO GLI ADEMPIENTI BIENNALI PER GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE B DEL RUI?

Gli intermediari iscritti nella Sezione B del RUI devono completare ogni biennio il proprio aggiornamento professionale.

POLIZZA RC PROFESSIONALE

QUALI SONO I REQUISITI CHE LA POLIZZA OBBLIGATORIA RC PROFESSIONALE DEVE AVERE PERCHE’ SIA CONFORME ALLA NORMATIVA?

La Polizza Obbligatoria RC professionale deve avere i seguenti requisiti:

  • deve essere stipulata con un’impresa autorizzata all’esercizio del ramo responsabilità civile generale o con un’impresa estera ammessa ad esercitare tale attività in regime di stabilimento o di libera prestazione di servizi nel territori della Repubblica Italiana
  • garantire la responsabilità civile derivante da danni arrecati a terzi nell’esercizio dell’attività di intermediazione conseguenti a negligenze ed errori professionali dell’intermediario ovvero a negligenze, errori professionali ed infedeltà dei suoi dipendenti/collaboratori/persone del cui operato deve rispondere a norma di legge (incluse le persone fisiche e le società iscritte nella sezione E). ATTENZIONE non sono consentite clausole che limitino o escludano tale copertura
  • coprire l’integrale risarcimento dei danni occorsi nel periodo di svolgimento dell’attività di intermediazione, ancorchè denunciati nei tre anni successivi alla cessazione dell’efficacia della copertura
  • garantire ai terzi l’integrale ristoro del danno subito, nel limite dei massimali garantiti (l’inserimento di franchigie o scoperti non possono essere opposti ai terzi danneggiati)
  • garantire la copertura nel territorio di tutti gli Stati membri UE
  • avere come massimali di copertura: Euro 1 milionecentoventiduemila per ciascun sinistro – Euro 1 milioneseicentottantamilatrecento all’anno globalmente per tutti i sinistri.

A COSA SERVE LA POLIZZA OBBLIGATORIA RC PROFESSIONALE?

La Polizza Obbligatoria RC Professionale serve a garantire, quindi risarcire, i danni che l’intermediario e/o propri dipendenti/addetti/collaboratori potrebbero provocare, nell’esercizio dell’attività di intermediazione, a terzi soggetti.

CHE COSA SUCCEDE SE IL BROKER NON HA LA POLIZZA RC PROFESSIONALE?

Il broker che non ha la polizza obbligatoria di RC professionale non può operare. Conseguentemente deve comunicarlo all’IVASS il quale provvederà ad annotare lo stato di inoperatività sul RUI. Lo svolgimento dell’attività di intermediazione in assenza della copertura della polizza RC professionale comporta la sanzione della radiazione dal RUI.

GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE B DEL RUI DEVONO COMUNICARE ALL’IVASS IL RINNOVO DELLA POLIZZA?

Dal 1 gennaio 2018 (si veda Provvedimento IVASS n. 58 del 14 marzo 2017) gli intermediari iscritti nella Sezione B del RUI devono attestare, entro il 5 febbraio di ogni anno, il rinnovo della polizza annuale o confermare, in caso di polizza pluriennale, l’efficacia della relativa copertura.
La comunicazione deve essere inviata all’IVASS utilizzando il modello elettronico disponibile sul sito dell’Autorità e deve essere sottoscritto dai richiedenti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it

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CONTRIBUTO DI VIGILANZA

CHI DEVE VERSARE IL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

Il contributo di Vigilanza deve essere versato da tutti coloro (persone fisiche- persone giuridiche) che sono iscritti nella sezione B del RUI.

QUANDO DEVE ESSERE VERSATO IL CONTRIBUTO DI VIGILANZA ?

Il Contributo di Vigilanza deve essere versato entro il 31 luglio di ogni anno.

QUANTO AMMONTA L’IMPORTO DEL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

L’importo del Contributo di Vigilanza è determinato annualmente dal Ministero dello Sviluppo Economico.

QUALI SONO LE MODALITA’ PER IL VERSAMENTO IL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

Le modalità per eseguire il versamento del Contributo di Vigilanza sono comunicate, annualmente, dall’IVASS.

OCCORRE INVIARE COPIA DELLA RICEVUTA DI PAGAMENTO?

NO. Non occorre inviare all’IVASS copia della contabile di pagamento del contributo; occorre invece avere cura di conservare detta documentazione per eventuali successivi controlli.

L’INTERMEDIARIO ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI COME INOPERATIVO DEVE VERSARE IL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

Tutti gli intermediari iscritti nella sezione B devono versare il Contributo di Vigilanza; il Contributo è dovuto anche da chi è iscritto come inoperativo.

L’INTERMEDIARIO (PERSONA FISICA) ISCRITTO NELLA SEZIONE B, CHE SVOLGE IL RUOLO DI LEGALE RAPPRESENTANTE/AMMINISTRATORE DELEGATO/RESPONSABILE DELL’INTERMEDIAZIONE/ DIRETTORE GENERALE, IN UNA SOCIETA’ DI BROKERAGGIO DEVE VERSARE IL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

SI. Il Contributo di Vigilanza deve essere versato da tutti i soggetti iscritti alla sezione B del RUI.In sostanza, ogni soggetto (persona fisica o giuridica) che ha un numero di iscrizione nelle sezioni B del RUI deve versare il contributo di vigilanza, senza esclusioni.

LA CANCELLAZIONE DAL RUI FA VENIR MENO L’OBBLIGO DI PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

SI. La cancellazione dal RUI fa venir meno l’obbligo di pagamento del Contributo di Vigilanza, ma a condizione che il provvedimento di cancellazione sia adottato prima della data di riferimento prevista dal Provvedimento annuale IVASS che fissa modlità e termini per il versamento del contributo annuale (30 maggio di ciascun anno. Per essere cancellati dal RUI occorre presentare formale richiesta di cancellazione con l’apposita modulistica prevista dal Regolamento n. 5/2006. La cancellazione ha efficacia a partire dalla data di conclusione del relativo procedimento di cancellazione.

LA COMUNICAZIONE DI INOPERATIVITA’; DI CESSAZIONE DELL’ATTIVITA’, DI CHIUSURA DELLA PARTITA IVA, DI CANCELLAZIONE DAL REGISTRO DELLE IMPRESE FA VENIR MENO L’OBBLIGO DI PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

NO. Tali comunicazioni e tali adempimenti non comportano l’automatica cancellazione dal RUI e non fanno venire meno l’ obbligo di pagamento del contributo di vigilanza.Per essere cancellati dal RUI occorre presentare formale richiesta di cancellazione con l’apposita modulistica prevista dal Regolamento n. 5/2006.La cancellazione ha efficacia a partire dalla data di conclusione del relativo procedimento di cancellazione.

SE UN INTERMEDIARIO CESSA L’ATTIVITA’ PER SOPRAGGIUNTI LIMITI DI ETA’, DEVE PAGARE IL CONTRIBUTO?

SI. Il contributo è dovuto fino a quando si resta iscritti nel RUI, anche se inoperativi. Se si raggiunge l’età della pensione, deve essere presentata la richiesta di cancellazione dal RUI con l’apposita modulistica prevista dal Regolamento n. 5/2006.La cancellazione ha efficacia a partire dalla data di conclusione del relativo procedimento di cancellazione.

CONTRIBUTO AL FONDO DI GARANZIA

QUANDO DEVE ESSERE VERSATO IL CONTRIBUTO AL FONDO DI GARANZIA?

Il Contributo al Fondo di Garanzia deve essere versato entro il 31 luglio di ogni anno.

QUANTO AMMONTA L’IMPORTO ANNUALE DEL CONTRIBUTO AL FONDO DI GARANZIA?

L’importo da corrispondere si calcola sull’ammontare delle provvigioni percepite nell’anno precedente; il Ministero dell’Economia e delle Finanze fissa, ogni anno, l’aliquota per eseguire il calcolo.

QUALI SONO LE MODALITA’ PER ESEGUIRE IL VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO AL FONDO DI GARANZIA?

Le modalità per eseguire il versamento sono comunicate, annualmente, dal Fondo di Garanzia. Occorre ricordare che, entro il 31.07 di ciascun anno, l’intermediario deve trasmettere al Fondo di Garanzia:

  • Un'autocertificazione con la quale dichiara l’ammontare delle provvigioni, riscosse nell’anno precedente, e poste alla base del calcolo del Contributo;
  • Copia della ricevuta attestante il versamento del Contributo.
L’INTERMEDIARIO ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI COME INOPERATIVO DEVE VERSARE IL CONTRIBUTO AL FONDO DI GARANZIA?

Gli intermediari iscritti nella sezione B del RUI che nel corso dell’anno precedente, hanno riscosso delle provvigioni, devono versare il Contributo al Fondo di Garanzia. Qualora non fossero state riscosse delle provvigioni, il contributo al Fondo di Garanzia sarà pari a zero. Anche in tal caso, l’intermediario dovrà trasmettere al Fondo di Garanzia l’autocertificazione, con la quale dichiara di non aver percepito commissioni.

CONTO CORRENTE SEPARATO

COS’E’ IL CONTO CORRENTE SEPARATO? A COSA SERVE?

Il conto corrente separato è il conto sul quale l’intermediario deve versare (se regolati per il suo tramite):

  • I premi pagati dal cliente
  • Le somme dovute dalle compagnie ai clienti a titolo di risarcimento o a titolo di pagamento (ovvero risarcimento per sinistri; regolazione e/o rimborso dei premi)
A CHI DEVE ESSERE INTESTATO IL CONTO CORRENTE SEPARATO?

Il conto corrente separato deve essere intestato all’intermediario stesso, espressamente in tale qualità.

L’INTERMEDIARIO E’ OBBLIGATO AD AVERE IL CONTO CORRENTE SEPARATO?

Il Codice delle Assicurazioni e il Regolamento ISVAP 5/2006 prevedono la possibilità per l’intermediario di scegliere, in alternativa, tra l’apertura del conto corrente separato e la stipula della fideiussione bancaria (ex artt. 54 e 54 bis del Reg. ISVAP 5/2006). In ogni caso l’intermediario è obbligato ad adottare una delle due misure di separazione patrimoniale indicate.

QUALI SONO LE OPERAZIONI AMMESSE SUL CONTO CORRENTE SEPARATO?

Il conto corrente separato costituisce patrimonio autonomo rispetto a quello dell’intermediario. Per tale motivo sono ammessi solo i versamenti (se regolati per il tramite dell’intermediario) che riguardano:

  • i premi pagati dal cliente
  • le somme dovute dalle compagnie assicurative ai clienti a titolo di risarcimento o a titolo di pagamento.

Al contrario non sono ammesse:

  • operazioni di natura personale
  • azioni, sequestri o pignoramenti da parte di creditori diversi dagli assicurati e dalle imprese di assicurazione.
IL CONTO CORRENTE SEPARATO DEVE ESSERE BANCARIO O PUO’ ESSERE POSTALE?

L’intermediario può scegliere se aprire un conto corrente bancario o postale.

L’INTERMEDIARIO CHE DECIDE DI AVERE IL CONTO CORRENTE SEPARATO, PUO’ VERSARE I PREMI SU UN CONTO DIVERSO?

Non è consentito agli intermediari versare i premi in conti correnti diversi dal conto corrente separato.

L’INTERMEDIARIO CHE DECIDE DI AVERE IL CONTO SEPARATO PUO’ VERSARE LE SOMME DESTINATE AI RISARCIMENTI O ALTRE PRESTAZIONI ASSICURATIVE, DOVUTE DALLE COMPAGNIE, SU UN CONTO DIVERSO?

Non è consentito agli intermediari versare le somme destinate ai risarcimenti o ad altre prestazioni assicurative, dovute dalle compagnie, in conti correnti diversi dal conto corrente separato.

L’INTERMEDIARIO PUO’ ANTICIPARE IL PREMIO, PER DARE COPERTURA AL CLIENTE, E METTERLO A CASSA? SE SI IN CHE MODO?

L’intermediario può anticipare il premio e quindi dare copertura al cliente. L’anticipazione dei premi alla clientela non è illegittima a meno che avvenga con il corredo di un’attività illecita (es. usura), oppure sotto forma di attività di credito al consumo.

La copertura del premio anticipato può aver luogo attraverso le somme giacenti sul conto di spettanza dell’intermediario stesso; la somma anticipata dovrà essere prima versata sul conto separato e poi trasferita alla compagnia.

Resta fermo l’obbligo dell’intermediario di versare sul conto corrente separato il premio successivamente riscosso dal contraente/assicurato allo scopo di consentire la verifica dell’osservanza di quanto previsto dall’art. 47, comma 3, (assegno, contanti…) Reg. ISVAP 5/2006.

IL CONTO SEPARATO PUO’ UTILIZZARE UNO SCOPERTO BANCARIO?

Il conto separato non tollera la presenza di un fido. Infatti, il fido comporterebbe un potenziale credito della banca esercitabile su tale conto; tale fatto non è tollerabile in considerazione della precisa destinazione delle somme depositate (premi assicurativi; somme destinate ai risarcimenti o altre somme di spettanza del cliente).

I COLLABORATORI ISCRITTI NELLA SEZIONE E DEL RUI DEVONO AVERE IL CONTO SEPARATO?

I collaboratori iscritti nella Sezione E del RUI devono avere il conto corrente separato se incassano i premi dal cliente.Occorre precisare che in tal caso il collaboratore deve:

  • essere stato autorizzato ad incassare dal broker per il quale lavora
  • rispettare gli obblighi di versamento dei premi e i relativi termini.
I COLLABORATORI ISCRITTI NELLA SEZIONE E DEL RUI POSSONO OPTARE PER LA FIDEIUSSIONE BANCARIA SOSTITUTIVA DEL CONTO CORRENTE SEPARATO?

Gli iscritti nella Sezione E del RUI non possono avvalersi della fideiussione bancaria. La riscossione dei premi può avvenire solo attraverso apposito conto separato, dal quale effettuare, alla periodicità stabilita, la rimessa dei premi all’intermediario.

ENTRO QUANTO TEMPO L’INTERMEDIARIO DEVE VERSARE I PREMI RISCOSSI SUL CONTO CORRENTE SEPARATO?

Il versamento deve avvenire con immediatezza e comunque non oltre i dieci giorni successivi a quello in cui i premi sono stati ricevuti

FIDEIUSSIONE BANCARIA

L’INTERMEDIARIO E’ OBBLIGATO AD AVERE LA FIDEIUSSIONE BANCARIA?

Il Codice delle Assicurazioni e il Regolamento ISVAP 5/2006 prevedono la possibilità per l’intermediario di scegliere, in alternativa, tra la stipula della fideiussione bancaria e l’apertura del conto corrente separato (ex artt. 54 e 54 bis del Reg. ISVAP 5/2006). In ogni caso l’intermediario è obbligato ad adottare una delle due misure di separazione patrimoniale indicate.

LA FIDEIUSSIONE SOSTITUTIVA DEL CONTO SEPARATO DEVE ESSERE SOLO BANCARIA?

La fideiussione sostitutiva del conto separato può essere solo bancaria.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE CHE LA FIDEISSIONE BANCARIA DEVE AVERE PER ESSERE CONFORME ALLA NORMATIVA E, QUINDI, SOSTITUIRE IL CONTO SEPARATO?

Ai sensi dell’art. 54 bis del Reg. ISVAP 5/2006 la fideiussione bancaria deve:

  • Avere una capacità finanziaria pari al quattro per cento dei premi incassati al 31 dicembre dell’anno precedente, con un minimo di euro quindicimila. L’ISVAP (ora IVASS) ha precisato che con riferimento alla capacità finanziaria il quattro per cento dei premi deve essere riferito ai premi complessivamente incassati dall’intermediario per conto di tutte le imprese di assicurazione con le quali ha operato. I premi sono considerati al netto degli oneri fiscali.
  • Prevedere l’operatività della garanzia a prima richiesta
  • Assicurare il mantenimento costante delle garanzie finanziarie di cui sopra.
I COLLABORATORI ISCRITTI NELLA SEZIONE E DEL RUI ED AUTORIZZATI ALL’INCASSO POSSONO OPTARE PER LA FIDEIUSSIONE BANCARIA IN SOSTITUZIONE DEL CONTO SEPARATO?

Gli iscritti nella Sezione E del RUI non possono avvalersi della fideiussione bancaria. La riscossione dei premi può avvenire solo attraverso apposito conto separato, dal quale effettuare, alla periodicità stabilita, la rimessa dei premi all’intermediario

SANZIONI

L’INTERMEDIARIO CHE NON APRE IL CONTO SEPARATO, OPPURE NON STIPULA LA FIDEIUSSIONE BANCARIA INCORRE IN QUALCHE SANZIONE?

In caso di mancata apertura del conto corrente separato o mancata stipulazione della fideiussione bancaria, l’IVASS dispone

  • La radiazione
  • La sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000 a € 10.000, in caso di particolari gravità o di ripetizione dell’illecito tali limiti sono raddoppiati
COSA ACCADE SE IL CONTO SEPARATO O LA FIDEIUSSIONE BANCARIA NON SONO CONFORMI ALLE DISPOSIZIONI NORMATIVE?

L’IVASS dispone la censura in caso di costituzione di un conto separato o stipula di una fideiussione bancaria, in sostituzione del conto separato, difformi dalle caratteristiche indicate dalla normativa.

L’INTERMEDIARIO, CHE HA IL CONTO SEPARATO, INCORRE IN QUALCHE SANZIONE SE VERSA I PREMI SU UN CONTO DIVERSO?

L’IVASS dispone:

  • La radiazione
  • La sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000 a € 10.000, in caso di particolari gravità o di ripetizione dell’illecito tali limiti sono raddoppiati
L’INTERMEDIARIO, CHE HA IL CONTO SEPARATO, INCORRE IN QUALCHE SANZIONE SE VERSA LE SOMME DOVUTE DALLE COMPAGNIE PER I RISARCIMENTI (O ALTRE PRESTAZIONI ASSICURATIVE) SU UN CONTO DIVERSO?

L’IVASS dispone:

  • La radiazione
  • La sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000 a € 10.000, in caso di particolari gravità o di ripetizione dell’illecito tali limiti sono raddoppiati
COSA ACCADE SE I PREMI RISCOSSI VENGONO VERSATI SUL CONTO CORRENTE SEPARATO OLTRE I TERMINI PREVISTI?

L’IVASS dispone la censura nei confronti dell’intermediario che non rispetta il termine previsto per il versamento sul conto separato dei premi riscossi.

INFORMATIVA PRECONTRATTUALE REGOLE DI COMPORTAMENTO GENERALI

IN COSA CONSISTE L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE?

L’informativa precontrattuale consiste in una serie di documenti che l’intermediario deve consegnare o comunque portare a conoscenza del cliente.

Tale informativa è composta dai seguenti documenti:

  • Allegato 7A
  • Allegato 7B
  • Questionario Adeguatezza
  • La documentazione precontrattuale e contrattuale (cioè il FASCICOLO INFORMATIVO relativo allo specifico prodotto assicurativo proposto al cliente).
L’INTERMEDIARIO PUO’ CONSEGNARE AL CLIENTE L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE IN FORMATO ELETTRONICO E TRAMITE POSTA ELETTRONICA?

SI. L’intermediario può consegnare al cliente l’informativa precontrattuale e contrattuale in formato elettronico e tramite posta elettronica.

In tal caso l’intermediario deve aver ricevuto dal cliente il consenso alla trasmissione della documentazione in formato elettronico.

ALLEGATO 7A/7B

QUALI INFORMAZIONI CONTIENE L’ALLEGATO 7A?

L’Allegato 7A contiene un riepilogo dei principali obblighi di comportamento cui l’intermediario è tenuto a norma del Codice delle Assicurazioni Private, del Regolamento ISVAP n. 5 del 16 ottobre 2006 e del Regolamento IVASS n. 8 del 3 marzo 2015.

L’ALLEGATO 7A DEVE ESSERE CONSEGNATO AL CLIENTE? OPPURE DEVE ESSERE AFFISSO NEI LOCALI DEL BROKER?

Il Regolamento IVASS 8/2008 ha introdotto importanti novità circa l’Allegato 7A; infatti grazie alla novella normativa, l’intermediario non deve più consegnare l’allegato 7A al cliente; ma il documento deve essere affisso nei locali dell’intermediario, in posizione visibile al pubblico e redatto con caratteri tipografici di particolare evidenza.
Si ricorda il Regolamento IVASS 5/2006 prevedeva che l’intermediario assicurativo doveva consegnare al cliente l’Allegato 7A prima della sottoscrizione del contratto o della proposta di contratto qualora prevista.

NEL CASO DI OFFERTA FUORI SEDE L’ALLEGATO 7A DEVE ESSERE CONSEGNATO AL CLIENTE?

SI. Nel caso di offerta fuori sede l’intermediario deve consegnare l’Allegato 7A al cliente, prima della sottoscrizione della proposta o, qualora non prevista, della conclusione del contratto di assicurazione.

NEL CASO DI OFFERTA MEDIATE TECNICHE DI COMUNICAZIONE A DISTANZA (c.d. INTERMEDIAZIONE A DISTANZA) L’ALLEGATO 7A DEVE ESSERE CONSEGNATO AL CLIENTE?

SI. Nel caso di offerta mediante tecniche di comunicazione a distanza l’intermediario deve consegnare l’Allegato 7A al cliente, prima della sottoscrizione della proposta o, qualora non prevista, della conclusione del contratto di assicurazione.

NEL CASO DI RINNOVO O DI STIPULA DI SUCCESSIVI CONTRATTI CON IL MEDESIMO CLIENTE, L’INTERMEDIARIO DEVE CONSEGNARE L’ALLEGATO 7A?

No. Qualora il contratto sia rinnovato o stipulato dal medesimo cliente presso gli uffici dell’intermediario.

SI. Qualora il contratto sia rinnovato o stipulato dal medesimo cliente fuori dalla sede dell’intermediario, ovvero mediante tecniche di comunicazione a distanza (c.d. intermediazione a distanza), ma solo qualora vi siano state variazioni delle informazioni in esso contenute.

NEL CASO DI OFFERTA FUORI SEDE/ TECNICHE DI COMUNICAZIONE A DISTANZA (c.d. INTERMEDIAZIONE A DISTANZA) CHI DEVE CONSEGNARE L’ALLEGATO 7A?

Nel caso offerta fuori sede/intermediazione a distanza l’Allegato 7A deve essere consegnato

  • personalmente dall’intermediario
  • oppure dal collaboratore iscritto nella Sezione E del RUI che opera per l’intermediario e al di fuori dei locali di quest’ultimo, qualora tale collaboratore abbia svolto l’attività di intermediazione assicurativa ed abbia intrattenuto i rapporti con il cliente
  • oppure gli addetti dell’intermediario che hanno effettuato l’intermediazione a distanza.
QUALI INFORMAZIONI CONTIENE L’ALLEGATO 7B?

L’Allegato 7B contiene tutti i dati essenziali dell’intermediario e della propria attività.
Occorre evidenziare che:

  • qualora l’attività di intermediazione venisse svolta da un addetto/ collaboratore del broker, l’Allegato 7B del broker deve riportare anche i dati del proprio addetto/collaboratore.
  • qualora l’attività di intermediazione venisse svolta in collaborazione con altri intermediari iscritti alla Sezione A/B/D del RUI, l’Allegato 7B deve riportare una corretta e completa informativa in relazione al fatto che l’attività di intermediazione viene svolta in collaborazione, nonché l’indicazione dell’esatta identità, della sezione di appartenenza e del ruolo svolto da ciascuno nell’ambito di tale forma di collaborazione adottata.
L’ALLEGATO 7B DEVE ESSERE CONSEGNATO AL CLIENTE?

SI. L’Allegato 7B deve essere consegnato al cliente prima della sottoscrizione di una proposta o, qualora non prevista, della conclusione di un contratto di assicurazione.

IN CASO DI EMISSIONE DI PIU’ POLIZZE PER LO STESSO CONTRAENTE, L’INFORMATIVA DEGLI ALLEGATO 7B DEVE ESSERE CONSEGNATO PER OGNI SINGOLA POLIZZA PROPOSTA, OPPURE E’ SUFFICIENTE CONSEGNARE UN UNICO DOCUMENTO?

L’obbligo informativo relativo al modello 7B è adempiuto una sola volta, a prescindere dal numero dei contratti sottoscritti dal cliente e salvo che non vi siano modifiche dei dati in essi contenuti.

NEL CASO DI RINNOVO O DI STIPULA DI SUCCESSIVI CONTRATTI CON IL MEDESIMO CLIENTE, L’INTERMEDIARIO DEVE RICONSEGNARE L’ALLEGATO 7B?

No. L’Allegato 7B non deve essere riconsegnato al medesimo cliente in caso di rinnovo del contratto o di stipula di un nuovo contratto, qualora non vi siano variazioni delle informazioni contenute nell’Allegato 7B.

SI. L’Allegato 7B deve essere riconsegnato al medesimo cliente in caso di rinnovo o di stipula di un nuovo contratto, qualora vi siano delle variazioni delle informazioni contenute nell’Allegato 7B.

CHI DEVE CONSEGNARE LA DOCUMENTAZIONE DEL 7B?

L’Allegato 7B deve essere consegnato al contraente

  • Personalmente dall’intermediario
  • oppure dall’addetto all’attività di intermediazione che opera all’interno dei locali dell’intermediario, qualora tale addetto abbia svolto l’attività di intermediazione assicurativa ed abbia intrattenuto i rapporti con il cliente
  • oppure dal collaboratore iscritto nella Sezione E del RUI che opera per l’intermediario, qualora tale soggetto abbia svolto l’attività di intermediazione assicurativa ed abbia intrattenuto i rapporti con il cliente
IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA IL BROKER E ALTRI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE A, B, D CHI DEVE CONSEGNARE LA DOCUMENTAZIONE DEL 7B?

In caso di collaborazione tra il broker ed altri intermediari iscritti nella Sezione A, B o D del RUI l’informativa precontrattuale dell’Allegato 7B deve essere consegnata dall’intermediario che ha ricevuto l’incarico dal cliente.

E’ POSSIBILE UNIFICARE IN UN SOLO MODELLO LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEGLI ALLEGATI 7A/7B?

Qualora l’intermediario dovesse procedere alla consegna sia dell’Allegato 7A (offerta fuori sede/intermediazione a distanza) e dell’Allegato 7B, è possibile unificare le informazioni contenute nei due modelli 7A e 7B in un solo documento (si rinvia alle precisazioni dell’ISVAP (ora IVASS) contenute nel documento che accompagna il Provvedimento n. 2720 del 2 luglio 2009)

Il modello unico deve però contenere tutte le informazioni previste dalla normativa.
E’ rimessa all’ intermediario la possibilità di scegliere se predisporre un unico documento ovvero documenti distinti.

L’INTERMEDIARIO PUO’ CONSEGNARE AL CLIENTE L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE (7A E 7B) IN FORMATO ELETTRONICO E TRAMITE POSTA ELETTRONICA?

SI. L’intermediario può consegnare al cliente l’informativa precontrattuale (7A e 7B) in formato elettronico e tramite posta elettronica.
In tal caso l’intermediario deve aver ricevuto dal cliente il consenso alla trasmissione della documentazione in formato elettronico.

L’ INTERMEDIARIO CHE OPERA NEI GRANDI RISCHI DEVE CONSEGNARE L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE DEGLI ALLEGATI 7A E 7B?

L’intermediario assicurativo che opera nei grandi rischi è esonerato dagli obblighi informativi di cui agli Allegati 7A e 7B

QUESTIONARIO ADEGUATEZZA

QUALI INFORMAZIONI CONTIENE IL QUESTIONARIO SULL’ADEGUATEZZA?

Il questionario sull’adeguatezza contiene ogni informazione, relativa al contraente, utile a valutare l’adeguatezza del contratto offerto in relazione alle esigenze assicurative e previdenziali di quest’ultimo.

COSA DEVE FARE L’INTERMEDIARIO?

L’Intermediario è tenuto a proporre/consigliare al contraente contratti adeguati in relazione alle esigenze di copertura assicura e previdenziale nonché, in relazione alla tipologia del contratto, alla propensione al rischio. Per tal motivo l’intermediario deve acquisire dal contraente ogni informazione utile in funzione delle caratteristiche e della complessità del contratto offerto.

In caso di contratti di assicurazione sulla vita l’intermediario deve chiedere particolari notizie sulle caratteristiche personali del contraente (nello specifico: età, attività lavorativa, nucleo familiare, situazione finanziaria ed assicurativa, propensione al rischio, aspettative in termini di copertura dal contratto, durata, rischi finanziari).

CHI DEVE RACCOGLIERE TALI INFORMAZIONI DAL CLIENTE?

Le informazioni di cui al questionario sull’adeguatezza devono essere raccolte

  • Personalmente dall’intermediario
  • oppure dall’addetto all’attività di intermediazione che opera all’interno dei locali dell’intermediario, qualora tale addetto abbia svolto l’attività di intermediazione assicurativa ed abbia intrattenuto i rapporti con il cliente
  • oppure dal collaboratore iscritto nella Sezione E del RUI che opera per l’intermediario, qualora tale soggetto abbia svolto l’attività di intermediazione assicurativa ed abbia intrattenuto i rapporti con il cliente
IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA IL BROKER E ALTRI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE A ,B e D CHI DEVE RACCOGLIERE TALI INFORMAZIONI DAL CLIENTE?

In caso di collaborazione tra intermediari tali informazioni devono essere raccolte dall’intermediario proponente, ossia da colui che ha i rapporti con il cliente.

QUANDO L’INTERMEDIARIO DEVE RACCOGLIERE LE INFORMAZIONI UTILI E COMPILARE IL QUESTIONARIO SULL’ADEGUATEZZA?

L’intermediario deve raccogliere le informazioni utili e compilare il questionario sull’adeguatezza prima di far sottoscrivere una proposta o qualora non prevista un contratto di assicurazione

IL QUESTIONARIO SULL’ADEGUATEZZA DEVE ESSERE CONSEGNATO ANCHE QUANDO SI SOTTOPONE UN PREVENTIVO AL CLIENTE?

NO. Il rilascio da parte dell’intermediario di un preventivo di assicurazione ad un potenziale cliente non deve essere consegnato alcun documento; infatti, il preventivo è cosa ben diversa dalla proposta di assicurazione, alla quale fa riferimento il secondo comma dell’art. 52 Reg. ISVAP 5/2006.

Il preventivo è un documento redatto dall’intermediario e diretto al potenziale cliente, mentre la proposta di assicurazione è un documento con il quale un soggetto manifesta all’impresa di assicurazioni la propria intenzione a stipulare una polizza (ex art. 1884 c.c.).

Soltanto in quest’ultimo caso l’intermediario deve procedere, prima della sottoscrizione della proposta o del contratto, a verificare l’adeguatezza della proposta assicurativa o del contratto (nonché consegnare l’informativa precontrattuale: allegati 7A e 7B; fascicolo informativo).

IN CASO DI RINNOVO DI POLIZZE GIA’ SOTTOSCRITTE L’INTERMEDIARIO DEVE COMPILARE NUOVAMENTE IL QUESTIONARIO SULL’ADEGUATEZZA?

NO. In caso di rinnovo di polizze già sottoscritte l’intermediario non deve compilare nuovamente il questionario sull’adeguatezza.

IN CASO DI MODIFICE DI RILIEVO DEL CONTRATTO DI POLIZZE GIA’ SOTTOSCRITTE, L’INTERMEDIARIO DEVE COMPILARE e E RICONSEGNARE NUOVAMENTE IL QUESTIONARIO SULL’ADEGUATEZZA?

NO. Non è necessario compilare e riconsegnare il questionario sull’adeguatezza, quando l’adeguamento della polizza non comporta la sottoscrizione di una proposta o di un nuovo contratto, ma l’emissione di una semplice appendice.

IN CASO DI EMISSIONE DI PIU’ POLIZZE PER LO STESSO CONTRAENTE, IL QUESTIONARIO SULL’ADEGUATEZZA DEVE ESSERE COMPILATO E CONSEGNATO PER OGNI SINGOLA POLIZZA PROPOSTA, OPPURE E’ SUFFICIENTE CONSEGNARE UN UNICO DOCUMENTO?

SI. In caso di emissione di più polizze per lo stesso contraente il questionario sull’adeguatezza deve essere consegnato per ogni singola polizza.

L’INTERMEDIARIO COSA DEVE FARE SE IL CONTRAENTE SI RIFIUTA DI FORNIRE LE INFORMAZIONI RICHIESTE AI FINI DELL’ADEGUATEZZA?

In caso di rifiuto da parte del contraente di fornire, in tutto in parte, le informazioni richieste l’intermediario deve:

  • farsi rilasciare dal contraente una specifica dichiarazione nella quale risulti il rifiuto di fornire, in tutto o in parte, le informazioni richieste;
  • inserire in tale dichiarazione la specifica avvertenza riguardo alla circostanza che tale rifiuto pregiudica la capacità di individuare il contatto adeguato alle esigenze;
  • allegare tale dichiarazione e tale avvertenza alla proposta sottoscritta dal cliente;
  • effettuare, in ogni caso, la valutazione dell’adeguatezza sulla base delle risposte fornite dal contraente, sebbene incomplete.
L’INTERMEDIARIO COSA DEVE FARE SE LA POLIZZA E’ RISULTATA INADEGUATA?

In caso di polizze inadeguate l’intermediario deve:

  • informare il contraente, illustrando i principali motivi dell’inadeguatezza;
  • predisporre una apposita dichiarazione nella quale risulti che l’informativa è stata fornita, inclusi i motivi dell’inadeguatezza; tale dichiarazione deve essere sottoscritta sia dal cliente e sia dall’intermediario
L’INTERMEDIARIO COSA DEVE FARE SE IL CLIENTE STIPULA UNA POLIZZA RISULTATA COME INADEGUATA?

Nell’eventualità in cui il contratto offerto non risulti adeguato, o possa non risultare adeguato, alle esigenze assicurative del contraente e lo stesso intenda procedere, in ogni caso, alla stipula della polizza, l’intermediario deve farsi rilasciare una specifica dichiarazione di volontà di acquisto, sottoscritta dal contraente, dal contraente.

L’INTERMEDIARIO PER ADEMPIERE AGLI OBBLIGHI DI VALUTAZIONE DELL’ADEGUATEZZA PUO’ AVVALERSI DI MODALITA’ INFORMATICHE?

SI. L’intermediario può avvalersi di modalità informatiche per adempiere agli obblighi di valutazione dell’adeguatezza.
In tal caso l’intermediario deve aver ricevuto dal cliente il consenso alla trasmissione della documentazione relativa alla valutazione dell’adeguatezza in formato elettronico.

DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE – FASCICOLO INFORMATIVO

QUALI DOCUMENTI CONTIENE IL FASCICOLO INFORMATIVO?

Il fascicolo informativo contiene esclusivamente i seguenti documenti

  • Scheda Sintetica (solo per polizze ramo vita)
  • Nota Informativa
  • Condizioni di assicurazione
  • Glossario
  • Modulo di proposta o, ove non previsto, modulo di polizza
L’INTERMEDIARIO PUO’ TRASMETTERE AL CLIENTE LA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE IN FORMATO ELETTRONICO E TRAMITE POSTA ELETTRONICA?

SI. L’intermediario può trasmettere al cliente la documentazione precontrattuale e contrattuale in formato elettronico e tramite posta elettronica.
In tal caso l’intermediario deve aver ricevuto dal cliente il consenso alla trasmissione della documentazione in formato elettronico.

INFORMATIVA PRECONTRATTUALE E GRANDI RISCHI

L’ INTERMEDIARIO CHE OPERA NEI GRANDI RISCHI DEVE CONSEGNARE L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE DEGLI ALLEGATI 7A E 7B?

L’intermediario assicurativo che opera nei grandi rischi è esonerato dagli obblighi informativi di cui agli Allegati 7A e 7B

L’ INTERMEDIARIO CHE OPERA NEI GRANDI RISCHI DEVE PROCEDERE AL COMPILARE E CONSEGNARE IL QUESTIONARIO SULL’ADEGUATEZZA?

L’intermediario assicurativo che opera nei grandi rischi è esonerato dall’obbligo di compilare e consegnare il questionario sull’adeguatezza.

CHE COSA SI INTENDE PER GRANDI RISCHI?

Per grandi rischi si intendono quelli rientranti nei rami di cui all’art. 2, comma 3 del Codice delle Assicurazioni e qui di seguito elencati

  • corpi di veicoli ferroviari, corpi di veicoli aerei, corpi di veicoli marittimi e fluviali (salvo quanto previsto al n. 3)
  • credito e cauzioni qualora l’assicurato eserciti professionalmente un’attività industriale, commerciale o intellettuale e il rischio riguardi tale attività
  • corpi di veicoli terrestri, incendio ed elementi naturali, altri danni a beni, r.c. autoveicoli terrestri; r.c. veicoli marittimi - lacustri – fluviali, r.c. generale, perdite pecuniarie qualora l’assicurato sia un’impresa
GLI INTERMEDIARI CHE SVOLGONO ATTIVITA’ RIASSICURATIVA DEVONO CONSEGNARE IL QUESTIONARIO SULL’ADEGUATEZZA?

NO. Gli intermediari riassicurativi sono esonerati dall’obbligo di consegnare il questionario e l’informativa sull’adeguatezza.

INFORMATIVA PRECONTRATTUALE E POLIZZE COLLETTIVE

IN CASO DI POLIZZE COLLETTIVE L’INTERMEDIARIO DEVE CONSEGNARE L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE DEL 7A E 7B?

A seguito del Provv. ISVAP n.2720 del 2 agosto 2009 e delle modifiche introdotte all’art. 56 Reg. ISVAP 5/2006, l’intermediario non deve più consegnare gli Allegati 7A e /B in caso di polizze collettive.

IN CASO DI POLIZZE COLLETTIVE L’INTERMEDIARIO DEVE CONSEGNARE L’INFORMATIVA CONTRATTUALE PRECONTRATTUALE (FASCICOLO INFORMATIVO)?

L’intermediario deve consegnare al contraente della polizza collettiva la documentazione contrattuale e precontrattuale (fascicolo informativo); mentre il contraente dovrà consegnare tale documentazione al singolo assicurato secondo le modalità stabilite nella convenzione dalla compagnia.

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE

L’INTERMEDIARIO PUO’ TRASMETTERE AL CLIENTE LA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE IN FORMATO ELETTRONICO E TRAMITE POSTA ELETTRONICA?

SI. L’intermediario può trasmettere al cliente la documentazione precontrattuale e contrattuale in formato elettronico e tramite posta elettronica.
In tal caso l’intermediario deve aver ricevuto dal cliente il consenso alla trasmissione della documentazione in formato elettronico.

L’INTERMEDIARIO DEVE ACQUISIRE IL CONSENSO DAL CLIENTE PER L’INVIO DELLA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE IN FORMATO ELETTRONICO E TRAMITE POSTA ELETTRONICA?

SI. L’intermediario deve acquisire il consenso dal cliente per l’invio della documentazione precontrattuale e contrattuale in formato elettronico e tramite posta elettronica.
L’intermediario deve acquisire tale consenso dal cliente prima della conclusione del contratto o della sottoscrizione della proposta.

IL CLIENTE PUO’ OPTARE, ANCHE SUCCESSIVAMENTE ED IN CORSO DEL RAPPORTO, PER LA TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO ELETTRONICO E TRAMITE POSTA ELETTRONICA?

SI.Il cliente può optare, anche successivamente ed in corso del rapporto, per la trasmissione della documentazione in formato elettronico e tramite posta elettronica.

IL CLIENTE PUO’ OPTARE E DARE IL CONSENSO ALLA TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO ELETTRONICO E TRAMITE POSTA ELETTRONICA CON RIFERIMENTO ANCHE AD UN SINGOLO CONTRATTO?

SI. Il cliente può optare e dare il consenso alla trasmissione della documentazione in formato elettronico e tramite posta elettronica con riferimento anche ad un singolo contratto.

IL CLIENTE PUO’ REVOCARE IL CONSENSO ESPRESSO ALLA TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO ELETTRONICO E TRAMITE POSTA ELETTRONICA CON RIFERIMENTO ANCHE AD UN SINGOLO CONTRATTO? TALE REVOCA COMPORTA DEI COSTI?

SI. Il cliente può revocare il consenso espresso alla trasmissione della documentazione in formato elettronico e tramite posta elettronica anche in riferimento ad un singolo contratto.
In caso di revoca gli intermediari possono prevedere a carico del contraente esclusivamente oneri connessi alla stampa, e all’eventuale trasmissione, della documentazione in formato cartaceo.

L’INTERMEDIARIO DEVE TENERE TRACCIA DEL CONSENSO RESO DAL CLIENTE ALLA TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE IN FORMATO ELETTRONICO E MEDIANTE POSTA ELETTRONICA?

SI.. L’intermediario deve tenere traccia del consenso reso dal cliente alla trasmissione della documentazione precontrattuale e contrattuale in formato elettronico e mediante posta elettronica, nonché dell’indirizzo di posta elettronica del cliente e delle relative variazioni.

GLI INTERMEDIARI POSSONO RICORRERE ALLA CONSERVAZIONE DIGITALE PER LA CONSERVAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALLA SCELTA DEL CLIENTE CIRCA LE MAODALITA’ DI TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE?

SI.Gli intermediari possono ricorrere alla conservazione digitale per la conservazione della documentazione relativa alla scelta del cliente circa le modalità di trasmissione della documentazione (ovviamente nel rispetto del Decreto Legislativo 7 marzo 2005 n. 82 in materia di conservazione di documenti informatici)

GLI INTERMEDIARI POSSONO RICORRERE ALLA CONSERVAZIONE DIGITALE PER LA CONSERVAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE CONSEGNATA AL CLIENTE?

SI.Gli intermediari possono ricorrere alla conservazione digitale per la conservazione della documentazione precontrattuale e contrattuale consegnata al cliente (ovviamente nel rispetto del Decreto Legislativo 7 marzo 2005 n. 82 in materia di conservazione di documenti informatici)

DOCUMENTAZIONE DA CONSERVARE

L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE COPIA DELL’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE ALLEGATI 7A E 7B CONSEGNATA AL CLIENTE? DEVE CONSERVARE LA DICHIARAZIONE SOTTOSCRITTA DAL CLIENTE DA CUI RISULTI LA CONSEGNA DELL’INFORMATIVA?

SI. L’intermediario deve conservare la documentazione atta a comprovare l’adempimento degli obblighi di consegna.

PER QUANTO TEMPO L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE TALE DOCUMENTAZIONE?

L’intermediario deve conservare la documentazione per un periodo di 5 anni.

L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE RELATIVA AL QUESTIONARIO SULL’ADEGUATEZZA?

SI. L’intermediario deve conservare la documentazione relativa al questionario sull’adeguatezza.

PER QUANTO TEMPO L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE RELATIVA AL QUESTIONARIO SULL’ADEGUATEZZA?

L’intermediario deve conservare la documentazione per un periodo di 5 anni.

L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE?

SI. L’intermediario deve conservare le proposte di assicurazione e gli altri documenti sottoscritti dai contraente, i contratti conclusi (per il loro tramite) e la documentazione ad essi relativa

PER QUANTO TEMPO L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE?

L’intermediario deve conservare la documentazione per un periodo di 5 anni.

L’INTERMEDIARIO DEVE TENERE TRACCIA DEL CONSENSO RESO DAL CLIENTE ALLA TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE IN FORMATO ELETTRONICO E MEDIANTE POSTA ELETTRONICA?

SI. L’intermediario deve tenere traccia del consenso reso dal cliente alla trasmissione della documentazione precontrattuale e contrattuale in formato elettronico e mediante posta elettronica, nonché dell’indirizzo di posta elettronica del cliente e delle relative variazioni.

L’INTERMEDIARIO PUO’ CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO ELETTRONICO-DIGITALE?

Si. L’intermediario può conservare la documentazione mediante supporti elettronici (magnetici, microfilmature, ottici, digitali e alte forme tecniche equivalenti). Tali supporti e tecniche devono consentire di conservare l’autenticità del documento rispetto a quello originario. Si riportano testualmente alcuni stralci della risposta data dall’ISVAP ad ACB in merito a tale quesito «(…) si conferma che l’art. 57 del Reg. 5/2006 (…) consente, ai sensi del comma 4 della medesima disposizione, che la predetta documentazione possa essere conservata anche su supporti digitali. Tale riferimento esplicito a strumenti diversi da quelli “tradizionali” porta a ritenere che gli strumenti stessi possano essere considerati alternativi e sostitutivi di quelli “tradizionali”. L’intermediario che intenda avvalersi di tali strumenti informatici è responsabile della corretta gestione del processo di de materializzazione. In altri termini, l’intermediario è tenuto a verificare che il documento dematerializzato sia in tutto corrispondente a quello cartaceo ed è tenuto altresì a garantire la corretta conservazione e manutenzione dei supporti informatici »

L’INTERMEDIARIO DEVE SEMPRE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO CARTACEO?

No. L’intermediario può conservare la documentazione anche in formato elettronico-digitale. Tali supporti e tecniche devono consentire di conservare l’autenticità del documento rispetto a quello originario. Si riportano testualmente alcuni stralci della risposta data dall’ISVAP ad ACB in merito a tale quesito «(…) si conferma che l’art. 57 del Reg. 5/2006 (…) consente, ai sensi del comma 4 della medesima disposizione, che la predetta documentazione possa essere conservata anche su supporti digitali. Tale riferimento esplicito a strumenti diversi da quelli “tradizionali” porta a ritenere che gli strumenti stessi possano essere considerati alternativi e sostitutivi di quelli “tradizionali”. L’intermediario che intenda avvalersi di tali strumenti informatici è responsabile della corretta gestione del processo di de materializzazione. In altri termini, l’intermediario è tenuto a verificare che il documento dematerializzato sia in tutto corrispondente a quello cartaceo ed è tenuto altresì a garantire la corretta conservazione e manutenzione dei supporti informatici »

SANZIONI

L’INTERMEDIARIO CHE NON CONSEGNA L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE INCORRE IN QUALCHE SANZIONE?

L’IVASS dispone nei confronti dell’intermediario, che non adempie agli obblighi di consegna dell’informativa precontrattuale, le seguenti sanzioni:

  • la censura
  • la sanzione amministrativa pecuniaria (da € 1.000 a € 10.000) in caso di particolari gravità di ripetizione dell’illecito tali limiti sono raddoppiati

I COLLABORATORI ISCRITTI NELLA SEZIONE E ADEMPIMENTI PER L’ISCRIZIONE

QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI PER ISCRIVERE UN SOGGETTO NELLA SEZIONE E DEL RUI?

Qualora il soggetto venga iscritto per la prima volta nella Sezione E del RUI, l’intermediario deve:

  • verificare che abbia i requisiti previsti dalla normativa ed aver adempiuto agli obblighi di formazione professionale
  • compilare il modello elettronico disponibile sul sito dell’IVASS ed introdotto dal Provvedimento n. 58/2017; il modello deve essere sottoscritto dai richiedenti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale.
    La domanda deve essere inviata, sotto pena di irricevibilità, a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it.
    NOTA occorre apporre sull’allegato marca da € 16,00.
    Solo fino al 5 giugno 2017 l’istanza di iscrizione può essere inviata anche in formato cartaceo utilizzando il modello 5 dell’IVASS (Reg. 5/2006); decorso il termine del 5 giugno 2017 le domande di iscrizione al RUI possono essere presentate all’IVASS esclusivamente con il modello elettronico.
  • versare la Tassa di Concessione Governativa; l’importo della Tassa è pari ad € 168,00 e deve essere versato mediante bollettino postale sul c/c 8003 intestato a “Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara – Tasse Concessioni Governative” con causale “Tassa Iscrizione nel RUI – Registro Intermediari Assicurativi e Riassicurativi” Codice Tariffa da utilizzare n. 8617

Qualora il soggetto risulti già iscritto nella Sezione E del RUI, l’intermediario deve:

  • verificare che abbia i requisiti previsti dalla normativa ed aver adempiuto agli obblighi di formazione e aggiornamento professionale
  • compilare il modello elettronico disponibile sul sito dell’IVASS ed introdotto dal Provvedimento n. 58/2017; il modello deve essere sottoscritto dai richiedenti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale.
    La domanda deve essere inviata, sotto pena di irricevibilità, a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it.
    NOTA occorre apporre sull’allegato marca da € 16,00
    Solo fino al 5 giugno 2017 l’istanza di iscrizione può essere inviata anche in formato cartaceo utilizzando il modello 6 dell’IVASS (Reg. 5/2006); decorso il termine del 5 giugno 2017 le domande di iscrizione al RUI possono essere presentate all’IVASS esclusivamente con il modello elettronico.
  • non deve essere versata la Tassa di Concessione Governativa, essendo il soggetto già iscritto.

Archivio risposte

A QUANTO AMMONTA LA TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA PER ISCRIVERSI ALLA SEZIONE E DEL RUI? COME SI PAGA?

La Tassa di Concessione Governativa ammonta a € 168,00 si versa mediante bollettino di c/c postale n. 8003 intestato a “Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara – Tasse Concessioni Governative “ causale “Tassa iscrizione nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi”; il Codice Tariffa da utilizzare per l’iscrizione in Sezione E del RUI è 8617.

LA TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA SI VERSA UNA SOLA VOLTA?

La Tassa di Concessione Governativa si versa una sola volta in fase di iscrizione e in fase di reiscrizione.

L’INTERMEDIARIO ISCRITTO IN SEZIONE B DEL RUI PUO’ ISCRIVERE UNA PERSONA FISICA NELLA SEZIONE E DEL RUI SIA NELLA VESTE DI COLLABORATORE DI PRIMO LIVELLO E CONTEMPORANEAMENTE DI SECONDO LIVELLO?

SI. Con riferimento al quesito relativo alla possibilità per un intermediario iscritto nella sezione B del RUI di iscrivere nella sezione E una persona fisica sia in qualità di collaboratore di primo livello che di collaboratore secondo livello, si fa presente che la normativa di riferimento non prevede limitazioni al riguardo.

In particolare, dovrà essere presentata domanda di iscrizione nella sezione E del RUI secondo le modalità previste dall’art. 24 del Regolamento Isvap n. 5/2006, indicando il nominativo del collaboratore interessato nelle relative tabelle di ogni allegato di riferimento.

Resta ferma la preclusione prevista dal comma 5 dell’art. 112 del CAP, che non consente agli intermediari di primo livello di iscrivere nella sezione E del RUI intermediari di secondo livello aventi forma societaria.

VERIFICA DEI REQUISITI

COSA BISOGNA VERIFICARE PRIMA DI ISCRIVERE UN SOGGETTO NELLA SEZIONE E DEL RUI?

L’intermediario che richiede l’iscrizione di un soggetto nella Sezione E del Registro deve verificare che il soggetto abbia i requisiti previsti dalla normativa ed abbia frequentato i corsi di formazione/ aggiornamento professionale.

I REQUISITI RICHIESTI DEVONO ESSERE COMPROVATI DA DOCUMENTAZIONE?

L’intermediario deve farsi rilasciare dal collaboratore la documentazione attestante i requisiti previsti dalla normativa e la frequentazione dei corsi di formazione o aggiornamento professionale.

LA DOCUMENTAZIONE COMPROVANTE I REQUESITI PUO’ ESSERE COSTITUITA DA AUTOCERTIFICAZIONE?

La documentazione può essere costituita da un’autocertificazione, che dovrà essere redatte secondo le disposizioni di cui al DPR. 445/2000 (dichiarazione sostitutiva di atti notori); sul sito di ACB è possibile scaricare un fac-simile della dichiarazione

TEMPISTICA

QUANTO TEMPO OCCORRE PER OTTENERE L’ISCRIZIONE DI UN SOGGETTO NELLA SEZIONE E DEL RUI?

Qualora il soggetto venga iscritto per la prima volta nella Sezione E del RUI, l’IVASS procede all’iscrizione entro novanta giorni dalla ricezione della domanda. Qualora il soggetto risulti già iscritto nella Sezione E del RUI, l’IVASS procede all’iscrizione entro quarantacinque giorni dalla ricezione della domanda.

CESSAZIONE DEL RAPPORTO

BISOGNA COMUNICARE ALL’IVASS L’INTERRUZIONE DEL RAPPORTO DI COLLABORAZIONE CON UN SOGGETTO ISCRITTO NELLA SEZIONE E DEL RUI?

SI. L’intermediario deve comunicare all’IVASS l’interruzione del rapporto di collaborazione

QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI?

L’intermediario deve compilare il modello elettronico disponibile sul sito dell’IVASS ed introdotto dal Provvedimento n. 58/2017; il modello deve essere sottoscritto dai richiedenti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale.
La domanda deve essere inviata, sotto pena di irricevibilità, a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it.
Solo fino al 5 giugno 2017 la comunicazione dell’interruzione del rapporto di collaborazione può essere inviata anche in formato cartaceo utilizzando il modello 5 bis dell’IVASS (Reg. 5/2006); decorso il termine del 5 giugno 2017 le domande di iscrizione al RUI possono essere presentate all’IVASS esclusivamente con il modello elettronico.

Archivio risposte

ENTRO QUANTO TEMPO BISOGNA COMUNICARE ALL’IVASS L’INTERRUZIONE DEL RAPPORTO DI COLLABORAZIONE?

La comunicazione deve essere inviata all’Autorità di Vigilanza entro dieci giorni lavorativi dalla data dell’interruzione del rapporto.

SANZIONI

L’INTERMEDIARIO, CHE NON ISCRIVE IL PROPRIO COLLABORATORE NELLA SEZIONE E DEL RUI, INCORRE IN QUALCHE SANZIONE?

SI. L’IVASS dispone nei confronti dell’intermediario:

  • la radiazione
  • la sanzione amministrativa pecuniaria (da €1.000 a € 10.000) in caso di particolari gravità o di ripetizione dell’illecito tali limiti sono raddoppiati
L’INTERMEDIARIO, CHE NON COMUNICA ALL’IVASS DI AVER INTERROTTO IL RAPPORTO CON IL PROPRIO COLLABORATORE ISCRITTO NELLA SEZIONE E, INCORRE IN QUALCHE SANZIONE?

SI. L’intermediario che omette tale comunicazione incorre nella sanzione della

  • censura
  • la sanzione amministrativa pecuniaria (da €1.000 a € 10.000) in caso di particolari gravità o di ripetizione dell’illecito tali limiti sono raddoppiati

FORMAZIONE PROFESSIONALE

IN COSA CONSISTE LA FORMAZIONE PROFESSIONALE?

La formazione professionale consiste nella partecipazione, nei 12 mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda di iscrizione alla sezione E del RUI o dell’inizio dell’attività per i semplici addetti, a corsi di durata non inferiore a 60 ore, svolti in aula fisica o con le modalità equivalenti (vale a dire in modalità e-learning, videoconferenza, webinar).

A differenza di quanto stabilito in passato, il nuovo Regolamento IVASS sulla formazione professionale (Reg. IVASS 6/2014) prevede la piena equiparazione e l’integrale interscambiabilità dei corsi a distanza (e-learning, videoconferenza, webinar) rispetto ai corsi in aula fisica.

I corsi di formazione professionale devono avere carattere didattico e vertere sulla materia assicurativa; nella specie la formazione professionale deve essere

  • pertinente ed adeguata rispetto all’attività da svolgere e in particolare ai contratti oggetto di intermediazione;
  • finalizzata al conseguimento di idonei livelli di conoscenze teoriche aggiornate, di capacità e competenze tecnico-operative e di efficacia e corretta comunicazione con la clientela.
CHI SONO I SOGGETTI OBBLIGATI AD SEGUIRE I CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE?

I soggetti obbligati a seguire i corsi di formazione professionale sono:

  • gli addetti (dipendenti) che andranno a svolgere l’attività di intermediazione assicurativa all’interno dei locali del broker e che non hanno mai svolto tale attività;
  • i collaboratori che andranno a svolgere l’attività di intermediazione al di fuori dei locali del broker e che devono essere iscritti per la prima volta nella Sezione E del RUI;
  • gli addetti dei call center dell’intermediario che se ne avvale
LA FORMAZIONE PROFESSIONALE ACQUISITA PER QUANTO TEMPO RIMANE VALIDA?

La formazione professionale rimane valida

  • 1 anno in caso di prima iscrizione alla Sezione E del RUI o di inizio dell’attività quale addetto Entro 1 anno dal completamento della formazione professionale di 60 ore è necessario iscriversi alla sezione E del RUI o iniziare l’attività in qualità di addetto; decorso tale termine la formazione professionale acquisita perde di validità.
    Fatto salvo quanto sopra occorre però precisare che coloro i quali hanno conseguito la formazione prima del 30 giugno 2015, secondo le vecchie regole, tale formazione è valida purché entro la stessa data sia stata completata la formazione e sia stata presentata istanza di iscrizione al RUI. Tale formazione non è più valida qualora non sia stata completata entro il 30 giugno 2015 oppure non sia stata presentata, entro la stessa data, istanza di iscrizione al RUI.
  • 5 anni in caso di reiscrizione o di ripresa dell’attività in qualità di addetto In caso di cancellazione dalla Sezione E del RUI o di inattività per gli addetti la formazione professionale di 60 ore acquisita rimane valida 5 anni ai fini della reiscrizione alla Sezione E del RUI o della ripresa dell’attività come addetto.
    Fatto salvo quanto sopra occorre precisare che ai fini della reiscrizione nella Sezione E, il soggetto non più iscritto (perché cancellato) alla data del 1 gennaio 2015 dovrà conseguire la formazione iniziale (60 ore) secondo le nuove regole. Mentre colui che - iscritto alla data del 1 gennaio 2015 – sia stato successivamente cancellato, potrà reiscriversi facendo valere la formazione acquista (eventualmente anche con le vecchie regole) purchè l’inattività non si protragga per oltre 5 anni.
I DIPENDENTI DEGLI INTERMEDIARI ASSICURATIVI, CHE SVOLGONO ATTIVITA’ ESCLUSIVAMENTE AMMINISTRATIVE (es. tenuta della contabilità), DEVONO SEGUIRE I CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE IVASS?

NO. I soggetti che svolgono per l’intermediario attività esclusivamente amministrative, quali ad esempio la tenuta della contabilità, non svolgono attività di intermediazione assicurativa e pertanto non necessitano della formazione professionale ai sensi del Codice delle Assicurazioni e del Reg. ISVAP 5/2006 e del Reg. IVASS 6/2014.

CHI DEVE CURARE LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEGLI ADDETTI (DIPENDENTI) ALL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE?

L’intermediario, iscritto nella Sezione B del RUI deve curare la formazione professionale degli addetti (dipendenti), che andranno a svolgere l’attività di intermediazione assicurativa all’interno dei locali dell’intermediario medesimo.

CHI DEVE CURARE LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEI COLLABORATORI, ISCRITTI ALLA SEZIONE E DEL RUI, CHE SVOLGONO ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE?

L’intermediario, iscritto nella Sezione B del RUI, deve curare la formazione professionale dei collaboratori, che andranno a svolgere l’attività di intermediazione assicurativa al di fuori dei locali dell’intermediario medesimo.

CHI DEVE CURARE LA FORMAZIONE DI UN COLLABORATORE QUANDO E’ ISCRITTO NELLA SEZIONE E DEL RUI PER PIU’ INTERMEDIARI?

Tutti gli intermediari, con i quali il soggetto collabora, devono curare la formazione dello stesso; in ogni possono coordinarsi e ripartire tra loro le attività di formazione professionale del collaboratore; purché sia garantito il rispetto degli standard minimi previsti dal Regolamento ISVAP 5/2006 e del Regolamento IVASS 6/2014.

IL BROKER (ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI) PUO’ IMPARTIRE DIRETTAMENTE I CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE AI PROPRI ADDETTI ALL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE E COLLABORATORI ISCRITTI IN SEZIONE E DEL RUI?

SI. Il broker (iscritto nella Sezione B del RUI) può impartire direttamente la formazione professionale ai propri addetti interni all’intermediazione ed ai propri collaboratori iscritti in Sezione E del RUI.
In tal caso il broker deve disporre di una comprovata esperienza professionale almeno quinquennale.
Tale esperienza deve essere maturata attraverso l’esercizio della docenza formativa e/o dell’attività professionale e deve riguardare le materie giuridiche, economico-finanziarie, tecniche, attuariali e fiscali, attinenti alle aree tematiche indicate dal Reg. 6/2014.

IL BROKER (ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI) PUO’ AFFIDARE IN OUTSOURCING LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEI PROPRI ADDETTI ALL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE E COLLABORATORI ISCRITTI IN SEZIONE E DEL RUI?

SI. Il broker (iscritto nella Sezione B del RUI) può affidare in outsourcing la formazione professionale dei propri addetti e collaboratori all’attività di intermediazione.
Più precisamente il broker può avvalersi (ex art. 14 Reg. IVASS 6/2014):

  • delle associazioni di categoria degli intermediari assicurativi, creditizi e finanziari, con un numero di iscritti significativo e costituite da almeno 2 anni;
  • di enti appartenenti ad una Università riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca)
  • degli enti in possesso della certificazione di qualità Uni EN ISO 9001:2008 settore EA37; UNI ISO 29990:11 o di altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo e a livello internazionale.
LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEVE ESSERE EFFETTUATA IN AULA OPPURE PUO’ ESSERE EFFETTUATA CON MODALITA’ EQUIVALENTE (ES.: E-LEARNING, VIDEOCONFERENZE, WEBINAR)?

SI. E’ possibile effettuare la formazione con modalità equivalenti all’aula.
Il nuovo Regolamento IVASS sulla formazione/aggiornamento professionale (Reg. IVASS 6/2014) prevede, a differenza di quanto stabilito in passato, la piena equiparazione e l’integrale interscambiabilità dei corsi a distanza (e-learning, videoconferenza, webinar) rispetto ai corsi in aula fisica.

GLI ATTESTATI CONSEGUITI E RELATIVI ALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEVONO ESSERE INVIATI ALL’IVASS?

NO. Non occorre trasmettere all’IVASS la documentazione comprovante la frequentazione di corsi di formazione professionale.
La documentazione deve però essere conservata per un periodo di cinque anni ed esibita all’Autorità di Vigilanza, qualora quest’ultima eseguisse ispezioni e/o controlli.

AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

IN COSA CONSISTE L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

L’aggiornamento professionale consiste nella partecipazione a corsi, in aula fisica o con modalità equivalenti (e-learning, videoconferenza, webinar), finalizzati all’approfondimento e all’accrescimento delle conoscenze, competenze e capacità professionali, avuto riguardo anche alla tipologia di prodotti intermediati, all’evoluzione della normativa di riferimento ed alle prospettive di sviluppo dell’attività.

L’aggiornamento è svolto con cadenza biennale, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di iscrizione al RUI (o da quello di inizio dell’attività per gli addetti operanti all’interno dei locali dell’intermediario nonché per gli operatori di call center).

I corsi devono aver una durata non inferiore a 60 ore nel biennio (per ciascun anno solare deve - comunque - essere svolto almeno un minimo di 15 ore di aggiornamento).

A differenza di quanto stabilito in passato, il nuovo Regolamento IVASS sull’aggiornamento professionale (Reg. IVASS 6/2014) prevede la piena equiparazione e l’integrale interscambiabilità dei corsi a distanza (e-learning, videoconferenza, webinar) rispetto ai corsi in aula fisica.

CHI SONO I SOGGETTI OBBLIGATI A SEGUIRE I CORSI DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

I soggetti obbligati a seguire i corsi di aggiornamento professionale sono:

  • gli intermediari persone fisiche iscritte nella Sezione B del RUI
  • gli addetti (dipendenti) che svolgono l’attività di intermediazione assicurativa all’interno dei locali del broker
  • i collaboratori iscritti nella Sezione E del RUI
  • gli addetti di call center dell’intermediari che se ne avvale
CHI E’ ESONERATO DALL’OBBLIGO ANNUALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

Sono esonerati dall’obbligo di aggiornamento professionale coloro che si trovano in una delle seguenti condizioni:

  • INOPERATIVITA’
    Gli intermediari persone fisiche iscritte nella sezione B del RUI temporaneamente non operanti a titolo individuale, ovvero tramite società iscritte nella medesima sezione, che abbiano provveduto a dare comunicazione all’IVASS dell’inizio dell’inoperatività;
  • CAUSE DI IMPEDIMENTO
    Gli intermediari persone fisiche iscritte nella sezione B ed e del RUI, gli addetti interni all’intermediazione e gli addetti di call center qualora ricorra una delle seguenti cause di impedimento:
    • gravidanza dall’inizio del terzo mese precedente la data prevista per il parto
    • parto sino ad un anno successivo alla data del parto stesso, salvi esoneri ulteriori per comprovate ragioni di salute
    • adempimenti di doveri collegati alla paternità/maternità in presenza di figli minori
    • grave malattia o infortunio limitatamente alla durata dell’impedimento
  • ASSENZA
    Gli addetti all’attività di intermediazione all’interno dei locali del broker (o gli operatori di call center) che non svolgono temporaneamente attività di intermediazione assicurativa in quanto assenti continuativamente per oltre 6 mesi (e per cause diverse da quelle di cui sopra) o destinati ad altro incarico.
IL SOGGETTO, CHE SI E’ AVVALSO DELL’ESONERO/SOSPENSIONE RELATIVO ALL’OBBLIGO ANNUALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE, COSA DEVE FARE PRIMA DI RIPRENDERE L’ATTIVITA’?

Il soggetto che si è avvalso dell’esonero/sospensione deve effettuare l’aggiornamento professionale, prima di riprendere l’attività.

  • Se l’esonero/sospensione ha avuto una durata fino a 2 anni, il soggetto deve effettuare un aggiornamento professionale non inferiore a 15 ore;
  • Se l’esonero/sospensione ha avuto una durata superiore a 2 anni, il soggetto deve effettuare un aggiornamento professionale non inferiore a 60 ore
I DIPENDENTI DEGLI INTERMEDIARI ASSICURATIVI, CHE SVOLGONO ATTIVITA’ ESCLUSIVAMENTE AMMINISTRATIVE (es. tenuta della contabilità), DEVONO SEGUIRE I CORSI DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE IVASS?

NO.I soggetti che svolgono per l’intermediario attività esclusivamente amministrative, quali ad esempio la tenuta della contabilità, non svolgono attività di intermediazione assicurativa e pertanto non necessitano dell’aggiornamento professionale ai sensi del Codice delle Assicurazioni e del Reg. ISVAP 5/2006 e 6/2014.

CHI DEVE CURARE L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEGLI ADDETTI (DIPENDENTI) ALL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE?

L’intermediario, iscritto nella sezione B,deve curare l’aggiornamento professionale degli addetti (dipendenti), che svolgono l’attività di intermediazione assicurativa all’interno dei locali dell’intermediario medesimo.

CHI DEVE CURARE L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEI COLLABORATORI, ISCRITTI ALLA SEZIONE E DEL RUI, CHE SVOLGONO ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE?

L’intermediario, iscritto nella Sezione B del RUI, deve curare l’aggiornamento professionale dei collaboratori iscritti nella Sezione E del RUI, che svolgono l’attività di intermediazione assicurativa al di fuori dei locali dell’intermediario medesimo.

CHI DEVE CURARE L’AGGIORNAMENTO DI UN COLLABORATORE QUANDO E’ ISCRITTO NELLA SEZIONE E DEL RUI PER PIU’ INTERMEDIARI?

Tutti gli intermediari, con i quali il soggetto collabora, devono curare l’aggiornamento dello stesso; in ogni possono coordinarsi e ripartire tra loro le attività di aggiornamento professionale del collaboratore; purché sia garantito il rispetto degli standard minimi previsti dal Regolamento ISVAP 5/2006 e del Reg. IVASS 6/2014

IL BROKER (ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI) PUO’ IMPARTIRE DIRETTAMENTE I CORSI DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE AI PROPRI ADDETTI ALL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE E COLLABORATORI ISCRITTI IN SEZIONE E DEL RUI?

SI. Il broker (iscritto nella Sezione B del RUI) può impartire direttamente l’aggiornamento professionale ai propri addetti interni all’intermediazione ed ai propri collaboratori iscritti in Sezione E del RUI.
In tal caso il broker deve disporre di una comprovata esperienza professionale maturata da almeno un quinquennio di svolgimento dell’attività e deve riguardare le materie giuridiche, economico-finanziarie, tecniche, attuariali e fiscali.

IL BROKER (ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI) PUO’ AFFIDARE IN OUTSOURCING L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEI PROPRI ADDETTI ALL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE E COLLABORATORI ISCRITTI IN SEZIONE E DEL RUI?

SI.Il broker (iscritto nella Sezione B del RUI) può affidare in outsourcing l’aggiornamento professionale dei propri addetti e collaboratori all’attività di intermediazione.
Più precisamente il broker può avvalersi (ex art. 14 Reg. IVASS 6/2014) di:

  • associazioni di categoria degli intermediari assicurativi, creditizi e finanziari, con un numero di iscritti significativo e costituite da almeno 2 anni;
  • enti appartenenti ad una Università riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca)
  • enti in possesso della certificazione di qualità Uni EN ISO 9001:2008 settore EA37; UNI ISO 29990:11 o di altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo e a livello internazionale;
  • enti che, pur se non muniti della certificazione di cui sopra, svolgono l’attività formativa quale attività prevalente e dispongano di adeguata organizzazione e procedure operative.
IL BROKER PUO’ IMPARTIRE DIRETTAMENTE L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE AD ALTRI SOGGETTI ISCRITTI NELLA SEZIONE B CON I QUALI INTRATTIENE RAPPORTI PROFESSIONALI?

NO. Gli iscritti in Sezione B del RUI devono rivolgersi, per il proprio aggiornamento professionale, esclusivamente a soggetti formatori con precisi requisiti; vale dire:

  • associazioni di categoria degli intermediari assicurativi, creditizi e finanziari, con un numero di iscritti significativo e costituite da almeno 2 anni;
  • enti appartenenti ad una Università riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca)
  • enti in possesso della certificazione di qualità Uni EN ISO 9001:2008 settore EA37; UNI ISO 29990:11 o di altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo e a livello internazionale;
  • enti che, pur se non muniti della certificazione di cui sopra, svolgono l’attività formativa quale attività prevalente e dispongano di adeguata organizzazione e procedure operative.
LE SOCIETA’ DI BROKERAGGIO POSSONO ORGANIZZARE AL PROPRIO INTERNO DEI CORSI DI AGGIORNAMENTO PER GLI ISCRITTI IN SEZIONE B CON I QUALI INTRATTIENE RAPPORTI PROFESSIONALI?

NO.Per quanto riguarda l’aggiornamento degli iscritti in sezione B del Rui, questo non può essere tenuto all’interno delle società di brokeraggio, ma deve essere invece tenuto esclusivamente da soggetti formatori con precisi requisiti; vale a dire:

  • associazioni di categoria degli intermediari assicurativi, creditizi e finanziari, con un numero di iscritti significativo e costituite da almeno 2 anni;
  • enti appartenenti ad una Università riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca)
  • enti in possesso della certificazione di qualità Uni EN ISO 9001:2008 settore EA37; UNI ISO 29990:11 o di altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo e a livello internazionale;
  • enti che, pur se non muniti della certificazione di cui sopra, svolgono l’attività formativa quale attività prevalente e dispongano di adeguata organizzazione e procedure operative.
IL BROKER (ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI) DEVE SEMPRE RICORRERE ALL’OUTSORCING PER IL PROPRIO AGGIORNAMENTO?

SI.Gli iscritti in Sezione B del RUI devono rivolgersi, per il proprio aggiornamento professionale ,esclusivamente a soggetti formatori con precisi requisiti; vale dire:

  • associazioni di categoria degli intermediari assicurativi, creditizi e finanziari, con un numero di iscritti significativo e costituite da almeno 2 anni;
  • enti appartenenti ad una Università riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca)
  • enti in possesso della certificazione di qualità Uni EN ISO 9001:2008 settore EA37; UNI ISO 29990:11 o di altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo e a livello internazionale;
  • enti che, pur se non muniti della certificazione di cui sopra, svolgono l’attività formativa quale attività prevalente e dispongano di adeguata organizzazione e procedure operative.
L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEVE ESSERE EFFETTUATO IN AULA OPPURE PUO’ ESSERE EFFETTUATO CON MODALITA’ EQUIVALENTE (ES.: E-LEARNING, VIDEOCONFERENZE, WEBINAR)?

SI.E’ possibile effettuare l’aggiornamento con modalità equivalenti all’aula. Il nuovo Regolamento IVASS sulla formazione/aggiornamento professionale (Reg. IVASS 6/2014) prevede, a differenza di quanto stabilito in passato, la piena equiparazione e l’integrale interscambiabilità dei corsi a distanza (e-learning, videoconferenza, webinar) rispetto ai corsi in aula fisica.

UN SOGGETTO, CHE SI ISCRIVE AL RUI NEL CORSO DI QUEST’ANNO, ENTRO QUALE DATA DEVE EFFETTUARE IL PRIMO AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

L’aggiornamento è svolto con cadenza biennale, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di iscrizione al RUI.

UN ADDETTO (DIPENDENTE) ALL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE ALL’INTERNO DEI LOCALI, CHE EFFETTUA LA FORMAZIONE QUEST’ANNO, ENTRO QUALE DATA DEVE EFFETTUARE IL PRIMO AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

L’aggiornamento è svolto con cadenza biennale, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo da quello di inizio dell’attività per gli addetti operanti all’interno dei locali dell’intermediario nonché per gli operatori di call center.

NELL’IPOTESI DI NOVITA’ NORMATIVE RILEVANTI IN CAMPO ASSICURATIVO IL BROKER E’ TENUTO AD EFFETTUARE L’AGGIORNAMENTO PROEFSSIONALE?

SI.L’aggiornamento professionale è finalizzato all’approfondimento e all’accrescimento delle conoscenze, competenze e capacità professionali avuto riguardo anche all’evoluzione della normativa.

NELL’IPOTESI DI IMMISSIONE IN COMMERCIO DI NUOVI PRODOTTI IL BROKER DEVE SEMPRE EFFETTUARE L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

NO. L’Autorità di Vigilanza (IVASS) ha precisato che l’aggiornamento previsto “in ogni caso” nell’ipotesi in commercio di nuovi prodotti riguarda solo la “rete distributiva diretta” (ossia gli intermediari iscritti nella sezione A o D del RUI, inclusi i relativi addetti all’attività di intermediazione iscritti nella sezione E del RUI o operanti all’interno dei locali e i relativi addetti al call center, nonché gli intermediari iscritti nella Sezione C del RUI).

TUTTAVIA, si fa presente al riguardo che in relazione agli obiettivi generali e all’oggetto dell’aggiornamento, gli iscritti in Sezione B del RUI sono comunque tenuti a curare l’aggiornamento, anche sotto il profilo della conoscenza delle nuove tipologie contrattuali, al fine di svolgere adeguatamente il proprio ruolo.

L’IVASS ha precisato che per “nuovo prodotto” non si deve intendere il mero restyling di garanzie già esistenti.

GLI ATTESTATI CONSEGUITI E RELATIVI ALL’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEVONO ESSERE INVIATI ALL’IVASS?

NO. Non occorre trasmettere all’IVASS la documentazione comprovante la frequentazione di corsi di aggiornamento professionale.La documentazione deve però essere conservata per un periodo di cinque anni ed esibita all’Autorità di Vigilanza, qualora quest’ultima eseguisse ispezioni e/o controlli.

FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO

GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE B DEL RUI DEVONO DEDICARE OGNI ANNO PARTE DELLE ORE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE (EX ART. 38 REG. ISVAP 5/2006) ALLA MATERIA DELL’ANTIRICICLAGGIO?

Riportiamo testualmente la risposta data dall’ISVAP ad ACB in merito a tale quesito. «(…) in merito al quesito (…) si conferma, alla stregua di quanto dispone l’art. 23, comma 2 del Reg. ISVAP n. 41/2012, che i soggetti iscritti nella sezione B del RUI sono tenuti a dedicare parte dell’aggiornamento professionale ad attività formative in materia di prevenzione del riciclaggio e finanziamento del terrorismo»

I DIPENDENTI E I COLLABORATORI CHE SVOLGONO ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE ASSICURATIVA DEVONO DEDICARE OGNI ANNO PARTE DELLE ORE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE (EX ART. 38 REG. ISVAP 5/2006) ALLA MATERIA DELL’ANTIRICICLAGGIO?

Con riferimento ai dipendenti e ai collaboratori degli intermediari assicurativi iscritti nella Sezione B del RUI, una parte del monte ore ex art. 38 del Reg. ISVAP 5/2006 deve essere dedicato all’attività formativa e di aggiornamento in materia di antiriciclaggio.

I DIPENDENTI CHE SVOLGONO ESCLUSIVAMENTE ATTIVITA’ AMMINISTRAIVE DI TENUTA DELLA CONTABILITA’, DEVONO AVERE UNA FORMAZIONE IN MATERIA DI ANTIRICICLAGGIO?

Riportiamo testualmente qui di seguito la risposta data dall’ISVAP ad ACB in merito a tale quesito. «(…) con riferimento ai dipendenti dei soggetti iscritti nella Sezione B del RUI addetti esclusivamente a mansioni amministrative (…) si richiama l’attenzione sul dettato dell’art. 23, comma 3 Reg. 41/2012. A mente di tale disposizione gli intermediari principali, sui quali grava la responsabilità ultima per la corretta osservanza della disciplina antiriciclaggio, adottano nei confronti di tutti i propri dipendenti e collaboratori (quindi anche nei confronti di quelli addetti a mansioni amministrative) tutte le precauzioni necessarie ad assicurare il rispetto delle disposizioni in materia antiriciclaggio, fra le quali (…) anche l’organizzazione di iniziative di formazione e di aggiornamento sul tema»

DOCUMENTAZIONE

LA DOCUMENTAZIONE COMPROVANTE LA FREQUENTAZIONE DEI CORSI DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEVE ESSERE TRASMESSA ALL’IVASS?

NO. La documentazione comprovante la frequentazione di corsi di formazione o di aggiornamento professionale non deve essere trasmessa all’IVASS.

L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE COMPROVANTE LA FREQUENTAZIONE DEI CORSI DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEVE CONSERVATA?

SI. L’intermediario deve conservare la documentazione comprovante la frequentazione dei corsi di formazione e aggiornamento professionale e deve esibirla all’Autorità di Vigilanza, qualora quest’ultima effettuasse ispezioni e/o controlli

PER QUANTO TEMPO L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE COMPROVANTE LA FREQUENTAZIONE DEI CORSI DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

L’intermediario deve conservare la documentazione per un periodo di 5 anni.

L’INTERMEDIARIO PUO’ CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO ELETTRONICO-DIGITALE?

Si. L’intermediario può conservare la documentazione mediante supporti elettronici (magnetici, microfilmature, ottici, digitali e alte forme tecniche equivalenti). Tali supporti e tecniche devono consentire di conservare l’autenticità del documento rispetto a quello originario (si veda quanto riporta sopra) »

L’INTERMEDIARIO DEVE SEMPRE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO CARTACEO?

No. L’intermediario può conservare la documentazione anche in formato elettronico-digitale. Tali supporti e tecniche devono consentire di conservare l’autenticità del documento rispetto a quello originario (si veda quanto riporta sopra)

SANZIONI

L’INTERMEDIARIO CHE NON ADEMPIE ALL’OBBLIGO ANNUALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE INCORRE IN QUALCHE SANZIONE?

SI. L’IVASS dispone la censura nei confronti dell’intermediario che non provvede all’aggiornamento professionale. In caso di violazioni ripetute l’IVASS può applicare anche la sanzione della radiazione.

L’INTERMEDIARIO CHE SI AVVALE DI ADDETTI E COLLABORATORI NON IN REGOLA CON LA FORMAZIONE E L’AGGIORNAMENTO INCORRE IN QUALCHE SANZIONE?

SI. L’IVASS dispone la censura nei confronti dell’intermediario che non provvede alla formazione e al’aggiornamento professionale dei propri addetti e collaboratori. In caso di violazioni ripetute l’IVASS può applicare anche la sanzione della radiazione.

COLLABORAZIONE TRA INTERMEDIARI EX ART. 22 L.221/2012

GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA MEDESIMA SEZIONE O IN SEZIONI DIVERSE DEL RUI (SEZ. A / B/ D) POSSONO COLLABORARE TRA LORO?

SI. A seguito dell’ art. 22 L. 221/2012 è possibile la collaborazione tra intermediari iscritti nella medesima sezione e in sezioni diverse (Sez. A/B/ D) del RUI.

IL BROKER ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI PUO’ COLLABORARE CON GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE A / B / D DEL RUI?

SI. A seguito dell’art. 22 L. 221/2012 il broker iscritto nella sezione B del RUI può collaborare con intermediari iscritti nella Sezione A / B / D del RUI.

IL BROKER CHE COLLABORA CON INTEMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE A / B / D DEL RUI DEVE COMUNICARLO ALL’IVASS?

NO. La normativa non prevede alcun obbligo o forma di comunicazione all’IVASS.

GLI INTERMEDIARI NAZIONALI (ISCRITTI ALLE SEZIONI A / B / D del RUI) E COMUNITARI POSSONO COLLABORARE TRA LORO?

SI. A seguito dell’art. 22 L. 221/2012 è possibile la collaborazione tra intermediari nazionali (iscritti alle Sezioni A/ B/ D del RUI) e comunitari (registrati nell’elenco annesso).

IL BROKER CHE COLLABORA CON INTERMEDIARI COMUNITARI REGISTRATI NELL’ELENCO ANNESSO DEVE COMUNICARLO ALL’IVASS?

NO. La normativa non prevede alcun obbligo o forma di comunicazione all’IVASS.

IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA INTERMEDIARI (EX ART. 22 L. 221/2012) IL CLIENTE DEVE ESSERE INFORMATO?

SI. Gli intermediari devono fornire al cliente una corretta e completa informativa in merito alla circostanza che l’attività di intermediazione viene svolta in collaborazione. Tale informativa deve essere contenuta nell’allegato 7B e deve indicare l’identità, la sezione di appartenenza, il ruolo svolto dagli intermediari della collaborazione.

IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA INTERMEDIARI (EX ART. 22 L. 221/2012) CHI DEVE CONSEGNARE AL CLIENTE IL MODELLO 7A E 7B?

Il modello 7A e 7B devono essere consegnati dall’intermediario proponente cioè dall’intermediario che entra in contatto con il cliente; nello specifico l’allegato 7B deve riportare l’identità, la sezione di appartenenza, il ruolo svolto dall’ intermediario emittente.

QUALORA UN INTERMEDIARIO COLLABORASSE (EX ART. 22 L. 221/2012) CON PIU’ INTERMEDIARI, IL MODELLO 7B DEVE INDICARE TUTTE LE COLLABORAZIONI IN ESSERE? OPPURE DEVE INDICARE L’INTERMEDIARIO CON IL QUALE SI E’ COLLABORATO PER L’EMISSIONE DELLA SPECIFICA POLIZZA?

In caso di collaborazioni con più intermediari il modello 7B si ritiene che esso debba riportare i dati dell’intermediario emittente la specifica polizza.

IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA INTERMEDIARI (EX ART. 22 L. 221/2012) NEL MODELLO 7B L’INFORMATIVA SULLE MODALITA’ DI ADEMPIMENTO AGLI OBBLIGHI DI SEPARAZIONE PATRIMONIALE/FIDEIUSSIONE DEVE RIGUARDARE IL PROPONENTE? L’EMITTENTE? ENTRAMBI? O CHI INCASSA IL PREMIO?

Premesso che il modello 7B da consegnare al contraente è quello che riguarda l’intermediario proponente che entra in contatto con il cliente; ne consegue che l’informativa in oggetto riguarda tale soggetto. Qualora il cliente effettuasse il pagamento direttamente all’intermediario emittente, il modello 7B consegnato dovrà contenere anche le informazioni riguardanti gli obblighi di separatezza patrimoniale dello stesso.

QUALORA L’INTERMEDIARIO PROPONENTE SI AVVALESSE DELLA FIDEIUSSIONE BANCARIA (ART 117CAP e 54 BIS REG.ISVAP 5/2006) ED INCASSASSE I PREMI DIRETTAMENTE DAL CLIENTE OCCORRE INTEGRARE IL CONTENUTO DELLA FIDEIUSSIONE?

SI. In tale ipotesi occorre integrare il testo della fideiussione e prevedere tra i beneficiari della fideiussione: gli assicurati, le compagnie con le quali l’intermediario ha un rapporto diretto di collaborazione, nonché le compagnie degli intermediari con i quali si collabora ai sensi dell’art. 22 L. 221/2012.

IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA INTERMEDIARI (EX ART. 22 L. 221/2012) CHI RISPONDE NEI CONFRONTI DEL CLIENTE PER EVENTUALI DANNI?

Gli intermediari che collaboreranno tra loro risponderanno in solido per gli eventuali danni sofferti dal cliente e derivanti dall’attività di intermediazione, salve le reciproche rivalse nei rapporti interni.

IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA INTERMEDIARI (EX ART. 22 L. 221/2012) CHI CONSERVA LA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE? E CONTRATTUALE?

In caso di collaborazione la documentazione precontrattuale (copia della dichiarazione di consegna dei modelli 7A e 7B, questionario di adeguatezza) dovrebbe essere conservata dall’intermediario proponente (colui che ha il rapporto con il cliente), avendone curata la redazione.

Sarebbe opportuno che copia della predetta documentazione precontrattuale venisse fornita anche all’intermediario emittente, qualora quest’ultimo lo richiedesse, ciò al fine di consentire allo stesso di dimostrare nei confronti dell’IVASS (in caso di verifiche ed ispezioni) che gli obblighi dell’informativa precontrattuale sono stai assolti in relazione alle polizze appartenenti al portafoglio. In riferimento agli originali della documentazione contrattuale dall’intermediario emittente e a sua cura conservata; tuttavia anche l’intermediario proponente deve conservarne una copia in quanto, avendo offerto e proposto il contratto al contraente, deve dimostrare l’assolvimento degli obblighi informativi.

OBBLIGO COMUNICAZIONI ALL’ IVASS CON FIRMA ELETTRONICA AVANZATA

L’ IVASS ha emanato il Provvedimento n. 58 del 14 marzo 2017 con il quale, in modifica al Regolamento ISVAP n. 5 del 2006 ed all’ art. 183 del D.Lgs. n. 209/2005 (Codice delle Assicurazioni Private), ha disciplinato la digitalizzazione delle istanze e delle comunicazioni relative al RUI.

CHI È INTERESSATO ALLA NUOVA DISCIPLINA ?

Sono interessati dalla nuova disciplina tutti gli intermediari assicurativi e riassicurativi iscritti e/o iscrivendi nelle diverse sezioni del Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi UI.

QUALI SONO LE ISTANZE E LE COMUNICAZIONI INTERESSATE DAL PROVVEDIMENTO IVASS ?

Le domande di iscrizione e di reiscrizione nelle varie sezioni del RUI, le domande di cancellazione, le domande di avvio e modifica di un rapporto di collaborazione con un intermediario iscritto nella sezione E, le domande di passaggio ad altra sezione del RUI, le domande di estensione dell’ esercizio dell’ attività di intermediazione in altri Stati membri, le comunicazioni obbligatorie di cui all’ art. 36 del “Regolamento”.

QUALI SONO LE NUOVE MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE E DELLE COMUNICAZIONI?

Ai fini della presentazione all’ IVASS, le istanze e le comunicazioni sono redatte sul modello elettronico (introdotto dal Provvedimento n. 58/2017), e sottoscritte dai richiedenti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale.
Le domande e/o le comunicazioni, sotto pena di irricevibilità, devono essere inviate a mezzo PEC all’ indirizzo PEC indicato nel Provvedimento n. 58/2017 istanze.rui@pec.ivass.it

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QUANDO SARANNO OPERATIVE LE NUOVE DISPOSIZIONI SULLA PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE E DELLE COMUNICAZIONI ALL’ IVASS?

Le nuove disposizioni saranno operative dal 20 marzo 2017, data di entrata in vigore del Provvedimento n. 58/2017.
Il Provvedimento n. 58/2017 ha previsto un periodo transitorio sino al 5 giugno 2017, in tale periodo gli intermediari possono trasmettere all’ IVASS le istanze e le comunicazioni relative alla gestione del RUI utilizzando i moduli cartacei con le consuete modalità oppure, in alternativa, avvalendosi delle nuove regole.
Decorso il termine del 5 giugno 2017, le domande e le comunicazioni relative alla gestione del RUI potranno essere presentate all’ IVASS esclusivamente con le nuove modalità.

IL PROVVEDIMENTO IVASS N. 58/2017 PREVEDE ULTERIORI ADEMPIMENTI?

SI, a partire dal 1° gennaio 2018 gli intermediari iscritti nelle sezioni A e B del RUI devono attestare annualmente il rinnovo della polizza o, se pluriennale, la conferma dell’efficacia della relativa copertura.
La comunicazione deve essere presentata, con il modello elettronico (introdotto dal Provvedimento n. 58/2017), e sottoscritte dall’intermediario con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale.
Le domande e/o le comunicazioni, sotto pena di irricevibilità, devono essere inviate a mezzo PEC all’ indirizzo PEC indicato nel Provvedimento n. 58/2017 istanze.rui@pec.ivass.it La comunicazione relativa alla polizza deve essere effettuata entro il 5 febbraio di ogni anno; decorsi 90 giorni, in difetto della comunicazione, l’IVASS provvede ad indicarli al RUI come inoperativi.

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GRUPPO IL COWORKING

GLI INTERMEDIARI ASSICURATIVI ISCRITTI NELLE SEZIONI A E B DEL RUI POSSONO CONDIVIDERE ALCUNI SPAZI DEI PROPRI UFFICI ATTRAVERSO LA PRATICA DEL COWORKING AZIENDALE? A LIVELLO NORMATIVO CI SONO DELLE ESCLUSIONI E/O IMPEDIMENTI?

Nel settore nell’intermediazione assicurativa, si sta diffondendo il fenomeno del c.d. coworking aziendale, cioè di uno spazio di lavoro condiviso che offre la possibilità di avere a disposizione un ufficio e i suoi servizi, pur mantenendo un’attività indipendente.

Al riguardo, appare opportuno premettere che il coworking, dal punto di vista giuridico, è un contratto atipico che si caratterizza per la messa a disposizione di una postazione lavorativa e per l’erogazione di vari servizi quali ad esempio la linea telefonica, la connessione internet, la possibilità di fruire di sale di attesa o sale riunioni, la pulizia dei locali, il servizio di segreteria etc.

Trattandosi di un contratto atipico, i cui contenuti sono definiti di volta in volta nell’accordo intervenuto tra le parti, non è possibile valutarne a priori la conformità alla disciplina in materia di intermediazione assicurativa e riassicurativa.

D’altro canto, si richiama l’attenzione su alcune criticità che si collegano a questa e simili forme di organizzazione del lavoro:

1) la condivisione degli ambienti, soprattutto se non supportata da un’efficiente organizzazione, può esporre l’intermediario e l’impresa a significativi rischi operativi. Si pensi ad esempio ai rischi connessi:

  • alla sicurezza e affidabilità delle tecnologie informatiche utilizzate
  • alla corretta archiviazione della documentazione contrattuale
  • al rispetto della disciplina in materia di trattamento dei dati personali.

2) la creazione di una comunità di coworking intesa come gruppo collaborativo e informale può generare confusione tra i consumatori, circa il ruolo e l’attività di ciascun intermediario rispetto agli altri coworkers.

Pertanto, pur nella consapevolezza del ruolo sociale ed economico di questa forma di organizzazione del lavoro, si ritiene che eventuali situazioni di coworking debbano essere valutate in concreto, ai fini della conformità alla disciplina legislativa e regolamentare in materia di intermediazione assicurativa e debbano comunque garantire la piena e chiara identificabilità da parte della clientela del ruolo e dell’attività svolta da ciascun coworker, la sicurezza e la riservatezza dei dati gestiti, la univoca riconducibilità a ciascun coworker dei flussi generati dalla relativa attività.