Domande e Risposte

CHI E’ IL BROKER

IN COSA CONSISTE L’ATTIVITA’ DI DISTRIBUZIONE ASSICURATIVA O RIASSICURATIVA?

L’attività di distribuzione assicurativa consiste nel proporre prodotti assicurativi o nel prestare assistenza e consulenza o compiere altri atti preparatori relativi alla conclusione dei relativi contratti o nella conclusione di tali contratti, ovvero nella collaborazione alla gestione o all’esecuzione, segnatamente in caso di sinistri, dei contratti stipulati, ivi inclusa la fornitura, tramite sito internet o altri mezzi, di informazioni, relativamente a uno o più contratti di assicurazione, anche confrontati o ordinati, sulla base di criteri eventualmente scelti dal cliente, in termini di premi ed eventuali sconti applicati o di ulteriori caratteristiche del contratto, se il cliente è in grado di concludere direttamente o indirettamente lo stesso (art. 106 Codice delle Assicurazioni Private).

CHI PUO’ SVOLGERE L’ATTIVITA’ DI DISTRIBUZIONE ASSICURATIVA O RIASSICURATIVA?

  • a) imprese di assicurazione o riassicurazione abilitate ad operare in Italia e i relativi dipendenti
  • b) gli intermediari iscritti al RUI – Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi nelle seguenti Sezione
    • sezione A: gli agenti;
    • sezione B: i mediatori o broker
    • sezione C: i produttori diretti
    • sezione D: le banche, gli intermediari finanziari, gli istituti di pagamento, le Sim e Poste Italiane spa – Divisione servizi di bancoposta.
    • sezione E: gli addetti all’attività di distribuzione al di fuori dei locali dell’intermediario, iscritto nella sezione A, B, D o F, per il quale operano, gli intermediari assicurativi a titolo accessorio che operano su incarico di altro intermediario ai sensi dell’articolo 109-bis, comma 5, del CAP, nonché gli addetti degli intermediari iscritti nella sezione E che operano al di fuori dei locali di questi ultimi. Non è richiesta l’iscrizione nella sezione E dei dipendenti e/o collaboratori che operano esclusivamente all’interno dei locali degli intermediari iscritti nella sezione E.
    • sezione F: gli intermediari assicurativi a titolo accessorio che, ai sensi dell’articolo 109-bis, comma 1, del CAP, operano su incarico di una o più imprese di assicurazione.
  • c) intermediari assicurativi, anche a titolo accessorio, e riassicurativi con residenza o sede legale in altro Stato membro e abilitati all'esercizio dell’attività di intermediazione in regime di libera prestazione dei servizi o di stabilimento nel territorio della Repubblica.

CHI È IL BROKER?

L’articolo 109, comma 2, lettera b) del CAP, definisce il broker come un mediatore di assicurazione o di riassicurazione che, in qualità di intermediario, agisce su incarico del cliente e senza potere di rappresentanza di imprese di assicurazione. È iscritto alla Sezione B del RUI (Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi) istituito presso l’IVASS.

PERCHE’ IL BROKER SI DISTINGUE DALL’AGENTE ASSICURATIVO?

La figura del broker differisce da quella dell’agente assicurativo in quanto il broker agisce su incarico del cliente e senza potere di rappresentanza di imprese di assicurazione o di riassicurazione; al contrario l’agente agisce in nome e per conto di un’impresa di assicurazione alla quale è legato da un mandato agenziale, art. 1742 e seguenti del Codice Civile. Il broker è iscritto nella sezione B del RUI mentre l’agente è iscritto nella sezione A del RUI.

I REQUISITI PER ESSERE BROKER – L’ISCRIZIONE AL RUI

CHI PUO’ ISCRIVERSI ALLA SEZIONE B DEL RUI?

Possono iscriversi alla Sezione B del RUI sia le persone fisiche che le persone giuridiche (società).

QUALI SONO I REQUISITI PER L’ISCRIZIONE ALLA SEZIONE B DEL RUI DI UNA PERSONA FISICA?

I requisiti per iscriversi alla sezione B del RUI sono:

  • a) godere dei diritti civili;
  • b) non aver riportato sentenze irrevocabili di condanna per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, l’economia pubblica, l’industria e il commercio, contro il patrimonio;
  • c) non essere stato dichiarato fallito, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione, né essere stato presidente – amministratore delegato –direttore generale – sindaco di società o enti sottoposto a una procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa) almeno per i tre esercizi precedenti all’adozione dei relativi provvedimenti;
  • d) non versare in situazioni di decadenza, divieto o sospensione ex art. 10 L 31.05.1965 n. 575 (legge antimafia);/li>
  • e) non essere iscritto nel ruolo di periti assicurativi;/li>
  • f) non essere pubblico dipendente con un rapporto di lavoro a tempo pieno, ovvero a tempo parziale quando superi la metà dell’orario lavorativo a tempo pieno;/li>
  • g) aver superato la prova di idoneità, ovvero essere stato iscritto nell’Albo nazionale degli agenti o nell’Albo dei mediatori di assicurazione e riassicurazione;/li>
  • h) aver aderito al Fondo di Garanzia per i mediatori di assicurazione e riassicurazione (FONDO “BROKERS”);/li>
  • i) aver stipulato la polizza di assicurazione della responsabilità civile prevista dalla Legge (NOTA le persone fisiche che dichiarano di non essere in possesso della polizza RC professionale vengono comunque iscritte nella sezione B del RUI ma come inoperative)./li>
  • j) non avere stretti legami con persone fisiche o giuridiche che impediscano l’esercizio dei poteri di vigilanza da parte dell’IVASS./li>

QUALI SONO I REQUISITI PER L’ISCRIZIONE ALLA SEZIONE B DEL RUI DI UNA SOCIETA’?

I requisiti per iscriversi alla sezione B del RUI sono:

  • a) avere la sede legale in Italia
  • b) non essere assoggettata a procedura concorsuali (fallimento, concordato preventivo, amministrazione straordinaria, liquidazione coatta amministrativa)
  • c) non essere sottoposta a situazioni di decadenza, divieto o sospensione ex art. 10 L 31.05.1965 n. 575 (legge antimafia)
  • d) non essere enti pubblici oppure enti o società controllate da enti pubblici
  • e) il rappresentante legale e, ove nominati, l’amministratore delegato e il direttore generale devono essere iscritti nella sezione B del RUI;
  • f) avere affidato la responsabilità dell’attività di distribuzione ad almeno una persona fisica iscritta nella sezione B del RUI (NOTA nel caso in cui la responsabilità dell’attività di intermediazione sia affidata a più persone tale obbligo di iscrizione alla Sezione B del RUI è riferita ad ognuna di esse)
  • g) aver aderito al Fondo di Garanzia per i mediatori di assicurazione e riassicurazione (FONDO “BROKERS”)
  • h) aver stipulato la polizza di assicurazione della responsabilità civile prevista dalla Legge (NOTA le persone giuridiche che dichiarano di non essere in possesso della polizza RC professionale vengono comunque iscritte nella sezione B del RUI ma come inoperative)
  • i) non essere partecipate in misura superiore al 10% del proprio capitale in maniera tale da impedire l’esercizio dei poteri di vigilanza da parte di IVASS
  • l) non avere stretti legami con persone fisiche o giuridiche che impediscano l’esercizio dei poteri di vigilanza da parte di IVASS.

CHE COS’E’ IL FONDO DI GARANZIA PER I MEDIATORI DI ASSICURAZIONE E RIASSICURAZIONE?

Il Fondo di Garanzia per i Mediatori di Assicurazione di Riassicurazione (riferito solo ai broker) assolve allo scopo, per il quale è stato costituito, provvedendo al risarcimento del danno nei casi e nei modi previsti dell'art. 9 del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 03 febbraio 2015 n. 25; lo stesso Fondo si alimenta con il contributo dei singoli aderenti al Fondo come previsto dall'art.11 del medesimo D.M.

COME VIENE ALIMENTATO IL FONDO DI GARANZIA MEDIATORI DI ASSICURAZIONE E RIASSICURAZIONE?

Il Fondo viene alimentato con il contributo che gli aderenti (brokers) sono tenuti a versare ogni anno.

A QUANTO AMMONTA IL CONTRIBUTO AL FONDO DI GARANZIA? E COME SI CALCOLA LA QUOTA DA VERSARE?

Il contributo al Fondo di Garanzia deve esser calcolato nella misura fissata annualmente con Decreto del Ministero delle Attività Produttive sulle provvigioni acquisite, nel corso dell’anno precedente quello di riferimento, per l’attività di mediazione assicurativa e/o riassicurativa, con l’esclusione delle entrate non qualificabili come provvigioni quali ad esempio i compensi per l’attività di consulenza prestata dal broker. Il contributo deve essere calcolato solo sulle provvigioni percepite dalle imprese di assicurazione e da loro rappresentanze o agenzie, mentre esulano dalla base imponibile del contributo stesso le provvigioni derivanti da altri brokers poiché su queste il contributo è a carico dei brokers cedenti.

COSA SUCCEDE SE IL BROKER NON ADERISCE AL FONDO DI GARANZIA MEDIATORI DI ASSICURAZIONE E RIASSICURAZIONE?

Il broker che in sede di iscrizione al RUI dichiara di non aderire al Fondo di Garanzia non può essere iscritto al RUI.

COSA SUCCEDE SE IL BROKER NON VERSA IL CONTRIBUTO ANNUALE AL FONDO DI GARANZIA?

Il mancato versamento del contributo annuale al Fondo di Garanzia comporta la cancellazione dal RUI

A COSA SERVE LA POLIZZA OBBLIGATORIA RC PROFESSIONALE?

Secondo l’art. 11, comma 2, lettera a) del Regolamento IVASS n.40/2018 la polizza RC professionale serve a garantire la responsabilità civile derivante da danni arrecati a terzi nell’esercizio dell’attività di distribuzione conseguenti a negligenze ed errori professionali del broker ovvero a negligenze, errori professionali ed infedeltà dei suoi dipendenti, collaboratori o persone del cui operato il broker deve rispondere a norma di legge, incluse le società iscritte nella sezione E e le persone fisiche, anche se non iscritte nella medesima sezione.

CHE CARATTERISTICHE DEVE AVERE LA POLIZZA RC PROFESSIONALE?

In base a quanto stabilito dall’art. 11 del Regolamento IVASS n. 40/2018:

  • 1. Il contratto di assicurazione della responsabilità civile deve essere stipulato con un’impresa autorizzata all’esercizio del ramo 13 (Responsabilità civile generale di cui all’articolo 2, comma 3, del CAP) o con un’impresa estera ammessa ad esercitare tale attività in regime di stabilimento o di libera prestazione di servizi nel territorio della Repubblica Italiana. È consentita anche la stipulazione in coassicurazione.
  • 2. Il contratto deve avere le seguenti caratteristiche minimali:
    • a) garantire la responsabilità civile derivante da danni arrecati a terzi nell’esercizio dell’attività di distribuzione conseguenti a negligenze ed errori professionali dell’intermediario ovvero a negligenze, errori professionali ed infedeltà dei suoi dipendenti, collaboratori o persone del cui operato deve rispondere a norma di legge, incluse le società iscritte nella sezione E e le persone fisiche, anche se non iscritte nella medesima sezione. Non sono consentite clausole che limitino o escludano tale copertura;
    • b) coprire l’integrale risarcimento dei danni occorsi nel periodo di svolgimento dell’attività di distribuzione, ancorché denunciati nei tre anni successivi alla cessazione dell’efficacia della copertura (garanzia postuma);
    • c) l’inserimento di franchigie o scoperti non può essere opposto dall’impresa ai terzi danneggiati che devono ricevere, nel limite dei massimali garantiti, l’integrale ristoro del danno subito; l’impresa conserva il diritto di rivalsa nei confronti dell’assicurato;
    • d) garantire la copertura nel territorio di tutti gli Stati membri.
  • 3. Qualora l’intermediario svolga attività relativa a forme pensionistiche complementari, la copertura assicurativa si estende anche a tale attività.
  • 4. I massimali di copertura del contratto devono essere di importo almeno pari a:
    • a) per ciascun sinistro, euro 1.250.000;
    • b) all’anno globalmente per tutti i sinistri, euro 1.850.000;
    Nel caso di contratti che prevedono coperture cumulative, i suddetti limiti minimi sono riferiti a ciascun intermediario che richiede l’iscrizione nelle sezioni A o B.
  • 5. Il contratto ha decorrenza dalla data di iscrizione nel Registro e scadenza il 31 dicembre. I contratti con durata annuale hanno scadenza al 31 dicembre dell’anno di iscrizione e sono rinnovati annualmente.

CHE COSA SUCCEDE SE IL BROKER NON HA LA POLIZZA RC PROFESSIONALE?

Il broker che non ha la polizza obbligatoria di RC professionale non può operare. Conseguentemente deve comunicarlo all’IVASS che provvederà ad annotare lo stato di inoperatività sul RUI. Lo svolgimento dell’attività di intermediazione in assenza della copertura della polizza RC professionale comporta una sanzione erogata da IVASS e decisa di volta in volta fino ad una possibile radiazione.

COME CI SI ISCRIVE ALLA SEZIONE B DEL RUI?

Qualora si avessero i requisiti per iscriversi alla sezione B del RUI occorre:

  • 1) compilare il modello elettronico disponibile sul sito dell’IVASS; il modello deve essere sottoscritto dai richiedenti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale. La domanda deve essere inviata, sotto pena di irricevibilità, a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it. (NOTA occorre apporre sull’allegato marca da € 16,00). Nella domanda di iscrizione per le persone fisiche, il soggetto che richiede l’iscrizione qualora si trovasse nella condizione di avere stretti legami deve: 1) comunicare i nominativi delle persone fisiche o giuridiche con cui ha gli stretti legami; 2) deve attestare che tali stretti legami non impediscono l’esercizio dei poteri di vigilanza da parte di IVASS. Nella domanda di iscrizione per le persone giuridiche, il soggetto che richiede l’iscrizione qualora si trovasse nella condizione di avere stretti legami deve: 1) comunicare i nominativi degli azionisti o dei soci (siano essi persone fisiche o giuridiche) che detengono una partecipazione superiore al 10% del proprio capitale e il relativo importo; 2) i nominativi delle persone fisiche o giuridiche con cui hanno stretti legami; 3) attestano che tali partecipazioni o stretti legami non impediscono l’esercizio dei poteri di vigilanza da parte dell’IVASS
  • 2) versare la Tassa di Concessione Governativa di € 168,00 mediante bollettino di c/c postale n. 8003 intestato a “Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara – Tasse Concessioni Governative” causale “Tassa Iscrizione nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi” Codice Tariffa da utilizzare 7324.

CHE COSA SONO GLI STRETTI LEGAMI?

Gli stretti legami sono definiti dall’art. 1 del CAP, e nello specifico si intendono i rapporti fra due o più persone fisiche o giuridiche nei casi in cui sussiste:

  • 1) un legame di controllo ai sensi dell'articolo 72 del CAP;
  • 2) una partecipazione, detenuta direttamente o per il tramite di società controllate, società fiduciarie o per interposta persona, almeno pari al dieci per cento del capitale o dei diritti di voto, ovvero una partecipazione che, pur restando al di sotto del limite sopra indicato, dà comunque la possibilità di esercitare un'influenza notevole ancorché non dominante;
  • 3) un legame in base al quale le stesse persone sono sottoposte al controllo del medesimo soggetto, o comunque sono sottoposte a direzione unitaria in virtù di un contratto o di una clausola statutaria, oppure quando gli organi di amministrazione sono composti in maggioranza dalle medesime persone, oppure quando esistono legami importanti e durevoli di riassicurazione;
  • 4) un rapporto di carattere tecnico, organizzativo, finanziario, giuridico e familiare che possa influire in misura rilevante sulla gestione dell'impresa.

IN UNA SOCIETA’ DI BROKERAGGIO IL VICEPRESIDENTE, INCARICATO DI SOSTITUIRE IL PRESIDENTE IN CASO DI ASSENZA/IMPEDIMENTO, PUO’ ESSERE UN SOGGETTO NON ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI?

Riportiamo testualmente alcuni stralci della risposta data dall’Autorità di Vigilanza ad ACB in merito a tale quesito: «(omissis) se il vicepresidente non è iscritto al RUI, nello Statuto della Società deve essere espressamente precisato che i suoi poteri di rappresentanza escludono qualsiasi atto relativo all’attività di intermediazione/distribuzione».

I CONSORZI POSSONO ISCRIVERSI AL RUI E SVOLGERE ATTIVITA’ DI DISTRIBUZIONE ASSICURATIVA?

Riportiamo testualmente alcuni stralci della risposta data dall’Autorità di Vigilanza ad ACB in merito a tale quesito: «(…) poiché, ai sensi (…) del Codice delle Assicurazioni Private possono iscriversi al RUI esclusivamente le persone fisiche e le società, il consorzio può iscriversi al RUI soltanto se riveste la forma societaria consortile ai sensi dell’art. 1615 ter del Codice Civile».

A QUANTO AMMONTA LA TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA PER ISCRIVERSI ALLA SEZIONE B DEL RUI? COME SI PAGA?

La Tassa di Concessione Governativa ammonta a € 168,00 si versa mediante bollettino di c/c postale n. 8003 intestato a “Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara – Tasse Concessioni Governative” causale “Tassa iscrizione nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi”; il Codice Tariffa da utilizzare per l’iscrizione in Sezione B del RUI è 7324.

LA TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA SI VERSA UNA SOLA VOLTA?

La Tassa di Concessione Governativa si versa una sola volta in fase di iscrizione e in fase di reiscrizione al RUI.

COMPATIBILITA’ PROFESSIONALI

GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE B DEL RUI POSSONO ASSUMERE, CONTEMPORANEAMENTE ED IN PIU’ SOCIETA’ DI BROKERAGGIO, IL RUOLO DI DIRETTORE GENERALE E RESPONSABILE DELL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE/DISTRIBUZIONE?

Riportiamo testualmente qui di seguito la risposta fornita dall’Autorità di Vigilanza ad ACB in merito a tale quesito: «Nessun divieto per il broker persona fisica che intenda ricoprire incarichi in più società di brokeraggio (societari o quale responsabile della distribuzione assicurativa). Naturalmente la circostanza di cumulare in capo allo stesso soggetto più incarichi non deve risultare in contrasto con le norme primarie e regolamentari (ad esempio in materia di conflitti di interesse)».

UNA COMPAGNIA ASSICURATIVA, AVENTE SEDE IN UNO STATO MEMBRO UE ED AUTORIZZATA AD OPERARE IN ITALIA IN REGIME DI LPS, PUO’ NOMINARE UN INTERMEDIARIO ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI COME PROPRIO RAPPRESENTANTE FISCALE PER GLI ADEMPIMENTI DI NATURA TRIBUTARIA E FISCALE DA EFFETTUARE IN ITALIA?

Riportiamo testualmente alcuni stralci della risposta fornita dall’Autorità di vigilanza ad ACB in merito a tale quesito: «(…) In relazione alla richiesta di informazioni, si precisa che la normativa vigente non prevede vincoli o esclusioni per la nomina del rappresentante fiscale».
Si richiamano in ogni caso la disposizione sui conflitti di interesse (art. 55 e 56 Reg. IVASS n. 40/2018 e dell’art. 119 bis, commi 6 e 7 CAP) e l’obbligo di informare chiaramente il cliente/contraente stesso, prima della conclusione di un contratto di assicurazione ed in occasione della consegna dell’informativa precontrattuale, di tale situazione di conflitto.

L’ATTIVITA’ DI BROKER ASSICURATIVO È COMPATIBILE CON ALTRE ATTIVITA’ PROFESSIONALI?

SI. L’attività di broker è compatibile con altre attività professionali; resta inteso che occorre verificare, in ogni caso, se la specifica attività professionale preveda nella propria normativa di settore vincoli di esclusività e/o limitazioni.

L’ATTIVITA’ DI BROKER ASSICURATIVO E’ COMPATIBILE CON L’ATTIVITA’ DI MEDIATORE CREDITIZIO?

SI. L’attività di broker assicurativo è compatibile con l’attività di mediatore creditizio comporta però l’iscrizione all’Albo dei Mediatori Creditizi (TUB, D.lgs 141/2010, D.lgs 169/2012).

L’ATTIVITA’ DI BROKER ASSICURATIVO E’ COMPATIBILE CON L’ATTIVITA’ DI AGENTE IN ATTIVITA’ FINANZIARIA?

NO. L’attività di broker assicurativo non è compatibile con l’attività di agente in attività finanziaria (TUB - D.lgs 141/2010, D.lgs 169/2012) quindi non può essere esercitata.

OBBLIGHI DI COMUNICAZIONE

L’INTERMEDIARIO QUALI OBBLIGHI DI COMUNICAZIONE DEVE RISPETTARE?

Il broker deve comunicare all’ IVASS entro, entro 5 giorni lavorativi dal verificarsi dell’evento:

  • 1. La perdita di uno dei requisiti previsti per l’iscrizione al Registro;
  • 2. La ripresa dell’operatività;
entro 30 giorni lavorativi dal verificarsi dell’evento o dal momento in cui ne hanno notizia:
  • 1. Le eventuali variazioni degli elementi informativi resi in sede di iscrizione;
  • 2. L’inizio dell’eventuale periodo di inoperatività;
  • 3. Le informazioni riguardanti le nomine e le cessazioni relative alle cariche di rappresentante legale, di amministratore delegato, direttore generale e responsabile dell’attività di distribuzione;
  • 4. L’interruzione del rapporto di collaborazione con soggetti iscritti in sezione E del Registro.

ADEMPIMENTI ANNUALI PER IL BROKER

QUALI SONO GLI ADEMPIENTI ANNUALI PER GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE B DEL RUI?

Il broker (iscritto nella Sezione B del RUI) deve ogni anno:

  • 1. Rinnovare la Polizza di Assicurazione della Responsabilità Professionale, salvo i casi di polizze pluriennali;
  • 2. Comunicare all’IVASS entro il 5 febbraio di ogni anno l’attestazione del rinnovo della polizza o la conferma, se pluriennale dell’efficacia della relativa copertura. In caso di mancata comunicazione gli intermediari verranno indicati al RUI come inoperativi. La comunicazione deve essere effettuata utilizzando Il Modello Elettronico PDF disponibile sul sito dell’IVASS; il modello deve essere sottoscritto dai richiedenti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale ed inviato a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it
  • 3. versare entro il 31.07:
    • Il Contributo di Vigilanza;
    • Il Contributo al Fondo di Garanzia;
  • 4. Provvedere all’aggiornamento professionale di 30 ore.

POLIZZA RC PROFESSIONALE

QUALI SONO I REQUISITI CHE LA POLIZZA OBBLIGATORIA RC PROFESSIONALE DEVE AVERE PERCHE’ SIA CONFORME ALLA NORMATIVA?

In base a quanto stabilito dall’art. 11 del Regolamento IVASS n. 40/2018:

  • 1. Il contratto di assicurazione della responsabilità civile deve essere stipulato con un’impresa autorizzata all’esercizio del ramo 13 (Responsabilità civile generale di cui all’articolo 2, comma 3, del CAP) o con un’impresa estera ammessa ad esercitare tale attività in regime di stabilimento o di libera prestazione di servizi nel territorio della Repubblica Italiana. È consentita anche la stipulazione in coassicurazione.
  • 2. Il contratto deve avere le seguenti caratteristiche minimali:
    • a) garantire la responsabilità civile derivante da danni arrecati a terzi nell’esercizio dell’attività di distribuzione conseguenti a negligenze ed errori professionali dell’intermediario ovvero a negligenze, errori professionali ed infedeltà dei suoi dipendenti, collaboratori o persone del cui operato deve rispondere a norma di legge, incluse le società iscritte nella sezione E e le persone fisiche, anche se non iscritte nella medesima sezione. Non sono consentite clausole che limitino o escludano tale copertura;
    • b) coprire l’integrale risarcimento dei danni occorsi nel periodo di svolgimento dell’attività di distribuzione, ancorché denunciati nei tre anni successivi alla cessazione dell’efficacia della copertura (garanzia postuma);
    • c) l’inserimento di franchigie o scoperti non può essere opposto dall’impresa ai terzi danneggiati che devono ricevere, nel limite dei massimali garantiti, l’integrale ristoro del danno subito; l’impresa conserva il diritto di rivalsa nei confronti dell’assicurato;
    • d) garantire la copertura nel territorio di tutti gli Stati membri.
  • 3. Qualora l’intermediario svolga attività relativa a forme pensionistiche complementari, la copertura assicurativa si estende anche a tale attività.
  • 4. I massimali di copertura del contratto devono essere di importo almeno pari a:
    • a) per ciascun sinistro, euro 1.250.000;
    • b) all’anno globalmente per tutti i sinistri, euro 1.850.000;
  • Nel caso di contratti che prevedono coperture cumulative, i suddetti limiti minimi sono riferiti a ciascun intermediario che richiede l’iscrizione nelle sezioni A o B.
  • 5. Il contratto ha decorrenza dalla data di iscrizione nel Registro e scadenza il 31 dicembre. I contratti con durata annuale hanno scadenza al 31 dicembre dell’anno di iscrizione e sono rinnovati annualmente.
  • A COSA SERVE LA POLIZZA OBBLIGATORIA RC PROFESSIONALE?

    Secondo l’art. 11, comma 2, lettera a) del Regolamento IVASS n.40/2018 la polizza RC professionale serve a garantire la responsabilità civile derivante da danni arrecati a terzi nell’esercizio dell’attività di distribuzione conseguenti a negligenze ed errori professionali del broker ovvero a negligenze, errori professionali ed infedeltà dei suoi dipendenti, collaboratori o persone del cui operato il broker deve rispondere a norma di legge, incluse le società iscritte nella sezione E e le persone fisiche, anche se non iscritte nella medesima sezione.

    CHE COSA SUCCEDE SE IL BROKER NON HA LA POLIZZA RC PROFESSIONALE?

    Il broker che non ha la polizza obbligatoria di RC professionale non può operare. Conseguentemente deve comunicarlo all’IVASS tempestivamente (comunque entro 5 giorni lavorativi); la comunicazione deve essere inviata all’IVASS utilizzando il Modello Elettronico PDF disponibile sul sito dell’Autorità e deve essere sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale ed inviata a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it. Lo stato di inoperatività verrà annotato sul RUI. Lo svolgimento dell’attività di intermediazione in assenza della copertura della polizza RC professionale comporta la sanzione della radiazione dal RUI.

    GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE B DEL RUI DEVONO COMUNICARE ALL’IVASS IL RINNOVO DELLA POLIZZA?

    Dal 1° gennaio 2018 (Reg. IVASS n. 40/2018) gli intermediari iscritti nella Sezione B del RUI devono attestare, entro il 5 febbraio di ogni anno, il rinnovo della polizza annuale o confermare, in caso di polizza pluriennale, l’efficacia della relativa copertura. La comunicazione deve essere inviata all’IVASS utilizzando il Modello Elettronico PDF disponibile sul sito dell’Autorità e deve essere sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale ed inviata a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it. In caso di mancata comunicazione gli intermediari verranno indicati al RUI come inoperativi.

    CONTRIBUTO DI VIGILANZA

    CHI DEVE VERSARE IL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

    Il Contributo di Vigilanza deve essere versato da tutti coloro (persone fisiche - persone giuridiche) che sono iscritti nella sezione B del RUI.

    QUANDO DEVE ESSERE VERSATO IL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

    Il Contributo di Vigilanza deve essere versato entro il 31 luglio di ogni anno.

    QUANTO AMMONTA L’IMPORTO DEL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

    L’importo del Contributo di Vigilanza è determinato annualmente dal Ministero dello Sviluppo Economico.

    QUALI SONO LE MODALITA’ PER IL VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

    Le modalità per eseguire il versamento del Contributo di Vigilanza sono comunicate, annualmente, dall’IVASS.

    OCCORRE INVIARE COPIA DELLA RICEVUTA DI PAGAMENTO?

    Non occorre inviare all’IVASS la copia della contabile di pagamento del contributo; occorre invece avere cura di conservare tale ricevuta per eventuali successivi controlli.

    L’INTERMEDIARIO ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI COME INOPERATIVO DEVE VERSARE IL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

    Tutti gli intermediari iscritti nella sezione B devono versare il Contributo di Vigilanza; il Contributo è dovuto anche da chi è iscritto come inoperativo.

    L’INTERMEDIARIO (PERSONA FISICA) ISCRITTO NELLA SEZIONE B, CHE SVOLGE IL RUOLO DI LEGALE RAPPRESENTANTE/AMMINISTRATORE DELEGATO/RESPONSABILE DELL’INTERMEDIAZIONE/ DIRETTORE GENERALE, IN UNA SOCIETA’ DI BROKERAGGIO DEVE VERSARE IL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

    Il Contributo di Vigilanza deve essere versato da tutti i soggetti iscritti alla sezione B del RUI. In sostanza, ogni soggetto (persona fisica o giuridica) che ha un numero di iscrizione nelle sezioni B del RUI deve versare il Contributo di Vigilanza, senza esclusioni.

    LA CANCELLAZIONE DAL RUI FA VENIR MENO L’OBBLIGO DI PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

    La cancellazione dal RUI fa venir meno l’obbligo di pagamento del Contributo di Vigilanza, ma a condizione che il provvedimento di cancellazione sia avvenuto prima della data di riferimento prevista dal Provvedimento annuale IVASS (31 maggio), che fissa le modalità e i termini per il versamento del contributo annuale.

    COSA DEVO FARE PER CANCELLARMI DALLA SEZIONE B DEL RUI?

    Per essere cancellati dal RUI occorre presentare formale richiesta di cancellazione con l’apposito Modulo Elettronico PDF scaricabile dal sito dell’IVASS. La cancellazione ha efficacia a partire dalla data di conclusione del relativo procedimento di cancellazione.

    LA COMUNICAZIONE DI INOPERATIVITA’, DI CESSAZIONE DELL’ATTIVITA’, DI CHIUSURA DELLA PARTITA IVA, DI CANCELLAZIONE DAL REGISTRO DELLE IMPRESE FA VENIR MENO L’OBBLIGO DI PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO DI VIGILANZA?

    NO. Tali comunicazioni e tali adempimenti non comportano l’automatica cancellazione dal RUI e non fanno venire meno l’obbligo di pagamento del Contributo di vigilanza. Per essere cancellati dal RUI occorre presentare formale richiesta di cancellazione con l’apposito Modulo Elettronico PDF scaricabile dal sito dell’IVASS. La cancellazione ha efficacia a partire dalla data di conclusione del relativo procedimento di cancellazione.

    SE UN INTREMEDIARIO CESSA L’ATTIVITA’ PER SOPRAGGIUNTI LIMITI DI ETA’, DEVE PAGARE IL CONTRIBUTO?

    Il contributo è dovuto fino a quando si resta iscritti nel RUI, anche se inoperativi. Se si raggiunge l’età della pensione, deve essere presentata la richiesta di cancellazione dal RUI con l’apposito Modulo Elettronico PDF scaricabile dal sito dell’IVASS. La cancellazione ha efficacia a partire dalla data di conclusione del relativo procedimento di cancellazione.

    CONTRIBUTO AL FONDO DI GARANZIA

    QUANDO DEVE ESSERE VERSATO IL CONTRIBUTO AL FONDO DI GARANZIA?

    Il Contributo al Fondo di Garanzia deve essere versato entro il 31 luglio di ogni anno.

    A QUANTO AMMONTA L’IMPORTO ANNUALE DEL CONTRIBUTO AL FONDO DI GARANZIA?

    Il contributo al Fondo di Garanzia deve esser calcolato nella misura fissata annualmente con Decreto del Ministero delle Attività Produttive sulle provvigioni acquisite, nel corso dell’anno precedente quello di riferimento, per l’attività di mediazione assicurativa e/o riassicurativa, con l’esclusione delle entrate non qualificabili come provvigioni quali ad esempio i compensi per l’attività di consulenza prestata dal broker. Il contributo deve essere calcolato solo sulle provvigioni percepite dalle imprese di assicurazione e da loro rappresentanze o agenzie, mentre esulano dalla base imponibile del contributo stesso le provvigioni derivanti da altri brokers poiché su queste il contributo è a carico dei brokers cedenti.

    QUALI SONO LE MODALITA’ PER ESEGUIRE IL VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO AL FONDO DI GARANZIA?

    Le modalità per eseguire il versamento sono comunicate, annualmente, dal Fondo di Garanzia. Occorre ricordare che, entro il 31.07 di ciascun anno, l’intermediario deve trasmettere al Fondo di Garanzia:

    • 1) Un’autocertificazione con la quale dichiara l’ammontare delle provvigioni, riscosse nell’anno precedente, e poste alla base del calcolo del Contributo;
    • 2) Copia della ricevuta attestante il versamento del Contributo.

    L’INTERMEDIARIO ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI COME INOPERATIVO DEVE VERSARE IL CONTRIBUTO AL FONDO DI GARANZIA?

    Gli intermediari iscritti nella sezione B del RUI che, nel corso dell’anno precedente, hanno riscosso delle provvigioni, devono versare il Contributo al Fondo di Garanzia. Qualora non fossero state riscosse delle provvigioni, il contributo al Fondo di Garanzia sarà pari a zero. In tal caso, l’intermediario dovrà trasmettere al Fondo di Garanzia l’autocertificazione, con la quale dichiara di non aver percepito commissioni.

    REGOLE GENERALI DI COMPORTAMENTO

    GLI INTERMEDIARI SI POSSONO AVVALERE DI IMPRESE DI ASSICURAZIONE E RIASSICURAZIONE NON AUTORIZZATE O ABILITATE AD OPERARE NEL TERRITORIO DELLA REPUBBLICA?

    NO. In base all’art. 42 del Reg. IVASS n.40/2018 gli intermediari possono svolgere attività di distribuzione solo in relazione a contratti di imprese di assicurazione e riassicurazione abilitate ad operare nel territorio della Repubblica Italiana. Gli intermediari possono verificarne l’autorizzazione sul sito IVASS.

    GLI INTERMEDIARI FORNISCONO AI CONTRAENTI INFORMAZIONI SULL’ATTIVITA’ SVOLTA E SUOI PRODOTTI DISTRIBUITI?

    Sì. I distributori forniscono ai contraenti informazioni sull’attività svolta e sui prodotti distribuiti, ivi incluse le comunicazioni pubblicitarie, corrette, chiare, non fuorvianti, imparziali e complete, secondo quanto disposto dall’articolo 119-bis del CAP. Le comunicazioni pubblicitarie predisposte dagli intermediari devono essere sempre chiaramente identificabili come tali e sono soggette alla preventiva autorizzazione delle imprese preponenti.

    I DISTRIBUTORI SONO TENUTI A GARANTIRE LA RISERVATEZZA DELLE INFORMAZIONI ACQUISITE DAI CONTRAENTI?

    Sì. I distributori sono tenuti a garantire la riservatezza delle informazioni acquisite dai contraenti o di cui comunque dispongano in ragione della propria attività, salvo che nei confronti del soggetto a cui sottopongono il rischio ai fini della quotazione o dell’assunzione, nonché nei casi di cui all’articolo 189 del CAP (informazioni all’Autorità Giudiziaria) ed in ogni altro caso in cui le vigenti disposizioni normative ne impongano o consentano la rivelazione. È comunque vietato l’utilizzo delle suddette informazioni per finalità diverse da quelle strettamente inerenti allo svolgimento dell’attività di distribuzione, salvo espresso consenso prestato dall’interessato a seguito di apposita informativa fornita ai sensi della normativa vigente in materia di protezione dei dati.

    L’INTERMEDIARIO ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI CON QUALI MODALITA’ PUO’ RICEVERE DAL CONTRAENTE IL PAGAMENTO DEI PREMI ASSICURATIVI?

    L’intermediario iscritto nella Sezione B del RUI può ricevere dal contraente a titolo di pagamento:

    • a) assegni bancari, postali o circolari, muniti della clausola di non trasferibilità, intestati o girati all’impresa per conto della quale operano o a quella di cui sono distribuiti i contratti, oppure all’intermediario, espressamente in tale qualità;
    • b) ordini di bonifico, altri mezzi di pagamento bancario o postale, mezzi di pagamento elettronico, anche on-line, che abbiano quale beneficiario uno dei soggetti indicati alla precedente lettera a).

    L’INTERMEDIARIO ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI PUO’ RICEVERE DENARO CONTANTE A TITOLO DI PAGAMENTO DEI PREMI ASSICURATIVI?

    È vietato ricevere denaro contante a titolo di pagamento di premi relativi a contratti di assicurazione sulla vita. Per i contratti di assicurazione contro i danni il divieto riguarda i premi di importo superiore a euro 750 annui per ciascun contratto. Per le coperture del ramo responsabilità civile auto e per le relative garanzie accessorie (se ed in quanto riferite allo stesso veicolo assicurato per la responsabilità civile auto) il limite per l’utilizzo del denaro contante è di euro 3.000,00.

    L’INTERMEDIARIO ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI È OBBLIGATO A ADOTTARE STRUMENTI DI PAGAMENTO ELETTRONICI?

    Sì. I distributori prevedono, senza oneri a carico dei contraenti, l’uso di strumenti di pagamento elettronici, anche nella forma on-line, per l’incasso dei premi assicurativi.

    CONFLITTI DI INTERESSE

    I DISTRIBUTORI SI DEVONO DOTARE DI PRESIDI ORGANIZZATIVI E AMMINISTRATIVI O ALTRE MISURE IDONEE AD IDENTIFICARE, VALUTARE E GESTIRE I CONFLITTI DI INTERESSE?

    Sì. I distributori, in funzione dell’attività svolta e della tipologia di contratti offerti, devono:

    • a) mantenere e applicare presidi organizzativi e amministrativi efficaci al fine di adottare tutte le misure ragionevoli volte ad evitare che i conflitti di interesse di cui alla lettera b) incidano negativamente sugli interessi dei contraenti. I presidi organizzativi devono essere proporzionati alle attività svolte, ai prodotti assicurativi venduti e al tipo di distributore;
    • b) adottare le misure idonee ad identificare i conflitti di interesse che potrebbero insorgere tra loro, inclusi i dirigenti e i dipendenti, o qualsiasi persona direttamente o indirettamente controllata, e i loro clienti o tra due clienti al momento della prestazione di qualsiasi attività di distribuzione assicurativa.

    INFORMATIVA PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE

    IN COSA CONSISTE L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE?

    L’informativa precontrattuale consiste in una serie di documenti che l’intermediario deve consegnare o comunque portare a conoscenza del cliente. Tale informativa è composta dai seguenti documenti:

    • 1) Allegato 3
    • 2) Allegato 4
    • 3) La documentazione precontrattuale (KID/DIP/DIP AGGIUNTIVO) e contrattuale.

    L’INTERMEDIARIO PUO’ CONSEGNARE AL CLIENTE L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE IN FORMATO ELETTRONICO E TRAMITE POSTA ELETTRONICA?

    Sì. L’intermediario può consegnare al cliente l’informativa precontrattuale e contrattuale in formato elettronico e tramite posta elettronica; previa autorizzazione rilasciata dal cliente stesso. L’intermediario deve conservare tale consenso. La documentazione può essere archiviata e conservata anche mediante supporti magnetici, microfilmature, supporti ottici o digitali, o in altra forma tecnica equivalente, nel rispetto delle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni e integrazioni. Le procedure e le modalità di archiviazione e conservazione adottate devono essere idonee a garantire l’ordinata tenuta e gestione della documentazione

    QUALI INFORMAZIONI CONTIENE L’ALLEGATO 3?

    L’Allegato 3 contiene un riepilogo dei principali obblighi di comportamento cui l’intermediario è tenuto a norma del Codice delle Assicurazioni Private e del Regolamento IVASS n.40/2018.

    L’ALLEGATO 3 DEVE ESSERE CONSEGNATO AL CONTRAENTE?

    Il Regolamento IVASS n.40/2018 ha introdotto importanti novità circa l’Allegato 3, il documento deve essere affisso nei locali dell’intermediario, in posizione visibile al pubblico e redatto con caratteri tipografici di particolare evidenza avvalendosi anche di apparecchiature tecnologiche. Nel caso di offerta fuori sede o mediante tecniche di comunicazione a distanza l’Allegato 3 deve essere consegnato o trasmesso al contraente, prima della sottoscrizione della proposta o, qualora non prevista, della conclusione del contratto di assicurazione.

    QUALI INFORMAZIONI CONTIENE L’ALLEGATO 4?

    L’Allegato 4 riepiloga tutte le informazioni inerenti l’identità dell’intermediario che entra in contatto con il cliente, nonché l’attività del broker che distribuisce il contratto.

    QUALI NOVITA’ SONO STATE INTRODOTTE NELL’ALLEGATO 4 DAL REGOLAMENTO IVASS N.40/2018?

    A seguito dell’entrata in vigore del Regolamento IVASS n. 40/2018 l’Allegato 7B è stato sostituito dall’Allegato 4. Il nuovo modello è stato integrato con specifiche disposizioni, riguardanti la comunicazione al cliente:

    • 1. della natura del compenso ricevuto dal distributore/intermediario in relazione al singolo contratto, indicando se tale compenso sia: un onorario, una provvigione inclusa nel premio, un’altra tipologia di compenso compresi i benefici economici offerti o ricevuti, una combinazione delle diverse tipologie di remunerazione. In caso di onorario corrisposto direttamente dal cliente, l’intermediario dovrà comunicare al contraente anche l’importo dello stesso o fornire al contraente informazione utili per ricavare il metodo di calcolo dell’onorario. Restano invariati, invece, gli obblighi già esistenti di trasparenza sulle provvigioni delle coperture rc auto.
    • 2. degli obblighi di trasparenza delle remunerazioni sui prodotti di investimento assicurativo (prodotti IBIPs), riguardanti: la natura delle remunerazioni, il costo del prodotto cioè i caricamenti in forma aggregata (oppure analitica se richiesta dal contraente come previsto dalle disposizioni dell’art. 121 sexies del CAP).
    • 3. dell’informativa relativa ai rapporti di collaborazione orizzontale con intermediari iscritti nelle Sezioni A/B e D del RUI.
    • 4. delle forme consulenziali adottate dal broker nella fase di distribuzione, ossia se nel proporre il contratto è stata prestata un’attività di consulenza con raccomandazione personalizzata e se tale consulenza sia fondata su un’analisi parziale o imparziale (per analisi imparziale si intende l’analisi di un numero sufficiente di contratti, di modo da consentire la formulazione della raccomandazione personalizzata).

    L’ALLEGATO 4 DEVE ESSERE CONSEGNATO AL CLIENTE?

    Sì. L’Allegato 4 deve essere consegnato o trasmesso al cliente prima della sottoscrizione di una proposta o, qualora non prevista, della conclusione di un contratto di assicurazione.

    L’ALLEGATO 4 DEVE ESSERE CONSEGNATO AL CLIENTE?

    Si. L’intermediario assicurativo che opera nei grandi rischi è esonerato dagli obblighi informativi di cui agli Allegati 3 e 4, come previsto dall’art. 58, comma 9, Regolamento IVASS n. 40/2018

    NEL CASO DI RINNOVO O DI STIPULA DI SUCCESSIVI CONTRATTI CON IL MEDESIMO CLIENTE, L’INTERMEDIARIO DEVE RICONSEGNARE GLI ALLEGATI 3 E 4?

    In caso di rinnovo o di stipula di successivi contratti con il medesimo cliente, l’informativa precontrattuale degli Allegati 3/4 deve essere riconsegnata o trasmessa solo qualora vi siano state variazioni delle informazioni in essi contenute.

    L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE DEGLI ALLEGATI 3/4 PUO’ ESSERE TRASMESSA AL CLIENTE IN FORMATO ELETTRONICO?

    L’informativa precontrattuale deve essere fornita su supporto cartaceo; oppure, previo consenso del contraente, può essere trasmessa in formato elettronico tramite supporto durevole non cartaceo o mediante il sito internet.

    IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA IL BROKER E ALTRI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE A, B, D CHI DEVE CONSEGNARE LA DOCUMENTAZIONE DELL’ ALLEGATO 4?

    In caso di collaborazione tra il broker ed altri intermediari iscritti nella Sezione A, B o D del RUI l’informativa precontrattuale dell’Allegato 4 deve essere consegnata dall’intermediario proponente, ovvero colui che ha ricevuto l’incarico dal cliente.

    È POSSIBILE UNIFICARE IN UN SOLO MODELLO LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEGLI ALLEGATI 3/4?

    Qualora l’intermediario dovesse procedere alla consegna sia dell’Allegato 3 (offerta fuori sede/intermediazione a distanza) e dell’Allegato 4, è possibile unificare le informazioni contenute nei due modelli 3 e 4 in un solo documento. Il modello unico deve però contenere tutte le informazioni previste dalla normativa.

    L’INTERMEDIARIO PUO’ CONSEGNARE AL CLIENTE L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE (ALLEGATI 3 E 4) IN FORMATO ELETTRONICO E TRAMITE POSTA ELETTRONICA?

    SI. L’intermediario può consegnare al cliente l’informativa precontrattuale (Allegati 3 e 4) in formato elettronico e tramite posta elettronica; in tal caso l’intermediario deve aver ricevuto preventivamente dal cliente il consenso.

    CONTO CORRENTE SEPARATO

    COS’E’ IL CONTO CORRENTE SEPARATO? A COSA SERVE?

    Il conto corrente separato è il conto sul quale il cliente deve versare (se regolati per il tramite dell’intermediario): 1) I premi dovuti; 2) Le somme dovute dalle compagnie ai clienti a titolo di risarcimento o a titolo di pagamento (ovvero risarcimento per sinistri, regolazione e/o rimborso dei premi).

    A CHI DEVE ESSERE INTESTATO IL CONTO CORRENTE SEPARATO?

    Il conto corrente separato deve essere intestato all’intermediario stesso, quale distributore autorizzato dall’IVASS e iscritto alla Sezione B del RUI.

    L’INTERMEDIARIO E’ OBBLIGATO AD AVERE IL CONTO CORRENTE SEPARATO?

    Il Codice delle Assicurazioni e il Regolamento IVASS n.40/2018 prevedono la possibilità per l’intermediario di scegliere, in alternativa, tra l’apertura del conto corrente separato e la stipula della fideiussione bancaria, purché rispetti le specifiche dell’art.64 del suddetto Regolamento, cioè:

    • 1) Avere una capacità finanziaria pari al quattro per cento dei premi incassati al 31 dicembre dell’anno precedente a quello della stipulazione, con un minimo di euro diciottomilasettecentocinquanta (18.750).
      L’ IVASS ha precisato che con riferimento alla capacità finanziaria il quattro per cento dei premi deve essere riferito ai premi complessivamente incassati dall’intermediario per conto di tutte le imprese di assicurazione con le quali ha operato. I premi sono considerati al netto degli oneri fiscali.
    • 2) Prevedere l’operatività della garanzia a prima richiesta.
    • 3) Assicurare il mantenimento costante delle garanzie finanziarie di cui sopra
    In ogni caso l’intermediario è obbligato ad adottare una delle due misure di separazione patrimoniale indicate.

    QUALI SONO LE OPERAZIONI AMMESSE SUL CONTO CORRENTE SEPARATO?

    Il conto corrente separato costituisce patrimonio autonomo rispetto a quello dell’intermediario. Per tale motivo sono ammessi solo i versamenti (se regolati per il tramite dell’intermediario) che riguardano:

    • 1) i premi pagati dal cliente;
    • 2) le somme dovute dalle compagnie assicurative ai clienti a titolo di risarcimento o a titolo di pagamento.
    Al contrario non sono ammesse:
    • 1) operazioni di natura personale;
    • 2) azioni, sequestri o pignoramenti da parte di creditori diversi dagli assicurati e dalle imprese di assicurazione.

    IL CONTO CORRENTE SEPARATO DEVE ESSERE BANCARIO O PUO’ ESSERE POSTALE?

    L’intermediario può scegliere se aprire un conto corrente bancario o postale.

    L’INTERMEDIARIO CHE DECIDE DI AVERE IL CONTO CORRENTE SEPARATO, PUO’ VERSARE I PREMI SU UN CONTO DIVERSO?

    No. Non è consentito agli intermediari versare i premi in conti correnti diversi dal conto corrente separato.

    L’INTERMEDIARIO CHE DECIDE DI AVERE IL CONTO SEPARATO PUO’ VERSARE LE SOMME DESTINATE AI RISARCIMENTI O ALTRE PRESTAZIONI ASSICURATIVE, DOVUTE DALLE COMPAGNIE, SU UN CONTO DIVERSO?

    No. Non è consentito agli intermediari versare le somme destinate ai risarcimenti o ad altre prestazioni assicurative, dovute dalle compagnie, in conti correnti diversi dal conto corrente separato.

    IL CONTO SEPARATO PUO’ UTILIZZARE UNO SCOPERTO BANCARIO?

    Il conto separato non tollera la presenza di un fido. Infatti, il fido comporterebbe un potenziale credito della banca esercitabile su tale conto; tale fatto non è tollerabile in considerazione della precisa destinazione delle somme depositate (premi assicurativi; somme destinate ai risarcimenti o altre somme di spettanza del cliente).

    I COLLABORATORI ISCRITTI NELLA SEZIONE E DEL RUI DEVONO AVERE IL CONTO SEPARATO?

    I collaboratori iscritti nella Sezione E del RUI devono avere il conto corrente separato se incassano i premi dal cliente, così come previsto dall’art. 65 del Regolamento IVASS n. 40/2018. Occorre precisare che in tal caso il collaboratore deve:

    • 1) essere stato autorizzato ad incassare dal broker per il quale opera;
    • 2) rispettare gli obblighi di versamento dei premi e i relativi termini previsti dall’art. 63 Reg. IVASS n. 40/2018.

    I COLLABORATORI ISCRITTI NELLA SEZIONE E DEL RUI POSSONO OPTARE PER LA FIDEIUSSIONE BANCARIA SOSTITUTIVA DEL CONTO CORRENTE SEPARATO?

    Gli iscritti nella Sezione E del RUI non possono avvalersi della fideiussione bancaria. La riscossione dei premi può avvenire solo attraverso apposito conto separato, dal quale effettuare, alla periodicità stabilita nell’accordo contrattuale tra il soggetto iscritto nella Sezione E del Rui ed il broker, la rimessa dei premi.

    ENTRO QUANTO TEMPO L’INTERMEDIARIO DEVE VERSARE I PREMI RISCOSSI SUL CONTO CORRENTE SEPARATO?

    Il versamento deve avvenire con immediatezza e comunque non oltre i dieci giorni successivi a quello in cui i premi sono stati ricevuti:

    • 1. nel caso in cui il cliente abbia versato i premi su un conto corrente diverso dal conto separato;
    • 2. nel caso in cui il cliente abbia corrisposto il premio in contanti (entro i limiti previsti) o con assegno.

    FIDEIUSSIONE BANCARIA

    L’INTERMEDIARIO E’ OBBLIGATO AD AVERE LA FIDEIUSSIONE BANCARIA?

    Il Codice delle Assicurazioni e il Regolamento IVASS n.40/2018 prevedono la possibilità per l’intermediario di scegliere, in alternativa, tra la stipula della fideiussione bancaria e l’apertura del conto corrente separato (art. 63 e 64 del Reg. IVASS n.40/2018). In ogni caso l’intermediario è obbligato ad adottare una delle due misure di separazione patrimoniale indicate.

    LA FIDEIUSSIONE SOSTITUTIVA DEL CONTO SEPARATO DEVE ESSERE SOLO BANCARIA?

    Sì. La fideiussione sostitutiva del conto separato può essere solo bancaria.

    QUALI SONO LE CARATTERISTICHE CHE LA FIDEIUSSIONE BANCARIA DEVE AVERE PER ESSERE CONFORME ALLA NORMATIVA E, QUINDI, SOSTITUIRE IL CONTO SEPARATO?

    Ai sensi dell’art. 64 del Reg. IVASS n.40/2018 la fideiussione bancaria deve:

    • 1) Avere una capacità finanziaria pari al quattro per cento dei premi incassati al 31 dicembre dell’anno precedente a quello della stipulazione, con un minimo di euro diciottomilasettecentocinquanta (18.750).
      L’ IVASS ha precisato che con riferimento alla capacità finanziaria il quattro per cento dei premi deve essere riferito ai premi complessivamente incassati dall’intermediario per conto di tutte le imprese di assicurazione con le quali ha operato.
    • I premi sono considerati al netto degli oneri fiscali.
    • 2) Prevedere l’operatività della garanzia a prima richiesta.
    • 3) Assicurare il mantenimento costante delle garanzie finanziarie di cui sopra.

    I COLLABORATORI ISCRITTI NELLA SEZIONE E DEL RUI ED AUTORIZZATI ALL’INCASSO POSSONO OPTARE PER LA FIDEIUSSIONE BANCARIA IN SOSTITUZIONE DEL CONTO SEPARATO?

    No. Gli iscritti nella Sezione E del RUI non possono avvalersi della fideiussione bancaria. La riscossione dei premi può avvenire solo attraverso apposito conto corrente separato.

    VALUTAZIONE DELLE RICHIESTE ED ESIGENZE DEL CONTRAENTE

    IL BROKER E’ TENUTO A PROPORRE CONTRATTI ASSICURATIVI COERENTI CON LE RICHIESTE ED ESIGENZE DEL CONTRAENTE?

    Il broker, prima di far sottoscrivere una proposta o, qualora non prevista, un contratto di assicurazione, acquisisce dal contraente le informazioni utili a valutare le sue richieste ed esigenze (“Demand and Needs”). Il broker valuterà caso per caso quali informazioni richiedere, in quanto pertinenti rispetto al tipo di rischio assicurato e alle caratteristiche del contraente.

    CHI DEVE RACCOGLIERE TALI INFORMAZIONI DAL CONTRAENTE? E QUANDO?

    Le informazioni devono essere raccolte:

    • Personalmente dal broker;
    • oppure dall’addetto all’attività di distribuzione che opera all’interno dei locali del broker e che intrattiene i rapporti con il contraente;
    • oppure dal collaboratore iscritto nella Sezione E del RUI che opera al di fuori dei locali del broker e che intrattiene i rapporti con il contraente.
    Le informazioni utili devono essere raccolte prima di far sottoscrivere una proposta o qualora non prevista un contratto di assicurazione

    IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA IL BROKER E ALTRI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE A, B e D CHI DEVE RACCOGLIERE TALI INFORMAZIONI DAL CONTRAENTE?

    In caso di collaborazione tra intermediari tali informazioni devono essere raccolte dall’intermediario proponente, ossia da colui che ha i rapporti con il contraente.

    IN CASO DI RINNOVO DI POLIZZE GIA’ SOTTOSCRITTE, IL BROKER DEVE PROCEDERE A VERIFICARE NUOVAMENTE LA COERENZA DEL CONTRATTO STIPULATO?

    NO. In caso di rinnovo di polizze già sottoscritte il broker non deve procedere nuovamente a verificare la coerenza del contratto stipulato; salvo che il rinnovo non comporti delle modifiche di rilievo del contratto.

    IN CASO DI MODIFICHE CHE RIGUARDANO IL CONTENUTO DI UNA POLIZZA GIA’ SOTTOSCRITTA, IL BROKER DEVE PROCEDERE A VERIFICARNE NUOVAMENTE LA COERENZA?

    Sì. Il broker deve procedere a verificare nuovamente la coerenza del contratto stipulato, qualora vi siano modifiche di rilievo del contenuto della polizza già sottoscritta.

    IN CASO DI EMISSIONE DI PIU’ POLIZZE PER LO STESSO CONTRAENTE, LA VALUTAZIONE SULLA COERENZA DEVE ESSERE EFFETTUATA PER OGNI SINGOLA POLIZZA PROPOSTA?

    SI. In caso di emissione di più polizze per lo stesso contraente il broker deve valutare la coerenza per ogni singola polizza proposta.

    IL BROKER COSA DEVE FARE SE IL CONTRAENTE SI RIFIUTA DI FORNIRE LE INFORMAZIONI RICHIESTE AI FINI DELLA COERENZA?

    In caso di rifiuto da parte del contraente di fornire, in tutto in parte, le informazioni richieste il broker deve:

    • 1) farsi rilasciare dal contraente una specifica dichiarazione dalla quale risulta il rifiuto di fornire, in tutto o in parte, le informazioni richieste;
    • 2) inserire in tale dichiarazione la specifica avvertenza riguardo alla circostanza che tale rifiuto pregiudica la capacità di individuare il contratto coerente con le richieste ed esigenze del contraente;
    • 3) allegare tale dichiarazione e tale avvertenza alla proposta o alla polizza sottoscritta dal contraente;
    • 4) effettuare, in ogni caso, la valutazione della coerenza sulla base delle risposte fornite dal contraente, sebbene incomplete.

    IL BROKER COSA DEVE FARE SE LA PROPOSTA ASSICURATIVA RISULTA NON COERENTE ALLE RICHIESTE ED ESIGENZE DEL CONTRAENTE?

    In caso di polizze non coerenti il broker deve:

    • 1) informare il contraente, illustrando i principali motivi per cui la polizza non è coerente alle sue esigenze;
    • 2) predisporre una apposita dichiarazione nella quale risulti che l’informativa è stata fornita, inclusi i motivi della non coerenza; tale dichiarazione deve essere sottoscritta sia dal contraente che dall’intermediario.

    IL BROKER PER ADEMPIERE AGLI OBBLIGHI RELATIVI ALLA VALUTAZIONE DELLE RICHIESTE ED ESIGENZE DEL CONTRAENTE PUO’ AVVALERSI DI STRUMENTI INFORMATICI?

    SI. Il broker può avvalersi di strumenti informatici per adempiere agli obblighi di valutazione della coerenza. In tal caso il broker deve aver ricevuto dal cliente il consenso alla trasmissione della documentazione relativa alla valutazione della coerenza in formato elettronico.

    DISTRIBUZIONE CON O SENZA CONSULENZA

    COSA SI INTENDE PER DISTRIBUZIONE DI UN CONTRATTO ASSICURATIVO CON CONSULENZA O SENZA CONSULENZA?

    L’art. 119 ter del CAP ha precisato che la distribuzione di un contratto assicurativo può essere effettuata con consulenza o senza consulenza.
    La distribuzione con consulenza
    presuppone che il broker, prima della conclusione di un contratto di assicurazione:

    • 1. svolga un’analisi dei fabbisogni assicurativi del cliente
    • 2. verifichi la coerenza della polizza assicurativa alle reali esigenze dello stesso
    • 3. consegni al cliente un documento definito “raccomandazione personalizzata”, in cui sono illustrati i motivi secondo i quali la polizza assicurativa consigliata/raccomandata sia la più idonea a soddisfare le richieste ed esigenze del cliente.
    La distribuzione con consulenza è svolta in modo imparziale, cioè fondata sull’analisi di un numero sufficiente di contratti di assicurazione In caso di vendita senza consulenza il broker si limita a raccogliere le informazioni utili ad individuare le richieste ed esigenze del contraente al fine di proporre una copertura assicurativa coerente con le stesse e fornire informazioni oggettive, riguardanti il contratto assicurativo proposto, affinché il cliente possa consapevolmente sottoscriverlo.

    COSA SI INTENDE PER CONSULENZA IMPARZIALE?

    La consulenza imparziale, definita dall’art. 119 ter del CAP, si riferisce ad una consulenza fondata sull’analisi di un numero sufficientemente ampio di contratti di assicurazione, disponibili sul mercato, per cui il broker può formulare al cliente una raccomandazione personalizzata. La normativa non quantifica un numero minimo di contratti da analizzare, ma lascia all’intermediario la discrezionalità di individuare un congruo numero, anche in relazione alla tipologia delle coperture offerte e alla diffusione sul mercato.

    A CONSULENZA CON RACCOMANDAZIONE DEVE ESSERE FORMALIZZATA IN UN DOCUMENTO?

    Si. Il broker deve formalizzare la “raccomandazione personalizzata” in un documento, in cui deve indicare - in modo chiaro ed esaustivo - le motivazioni per cui intende suggerire e raccomandare al cliente un determinato prodotto assicurativo.

    LA RACCOMANDAZIONE PERSONALIZZATA DEVE ESSERE SOTTOSCRITTA DAL CLIENTE?

    Si. La raccomandazione personalizzata deve essere sottoscritta per accettazione dal cliente e conservata secondo le modalità previste dall’art. 67 Regolamento IVASS n.40/2018.

    IL BROKER DEVE TENERE TRACCIA DOCUMENTALE DELLA RACCOMANDAZIONE PERSONALIZZATA?

    Si. Il broker deve conservare la documentazione relativa alla raccomandazione personalizzata e la documentazione relativa a tutta l’attività svolta, quindi occorre conservare: la raccomandazione personalizzata sottoscritta dal cliente, il questionario di demand and needs per verificare e valutare le esigenze del cliente, le diverse polizze assicurative oggetto di analisi.

    IL BROKER PUO’ CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALLA RACCOMANDAZIONE PERSONALIZZATA IN FORMATO ELETTRONICO-DIGITALE?

    Sì. La documentazione relativa alla raccomandazione personalizzata può essere archiviata e conservata anche mediante supporti magnetici, microfilmature, supporti ottici o digitali, o in altra forma tecnica equivalente, nel rispetto delle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni e integrazioni. Le procedure e le modalità di archiviazione e conservazione adottate devono essere idonee a garantire l’ordinata tenuta e gestione della documentazione.

    DOCUMENTAZIONE INFORMATIVA PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE – SET INFORMATIVO

    QUALI DOCUMENTI CONTIENE IL SET INFORMATIVO PRECONTRATTUALE?

    A seguito della introduzione del Regolamento IVASS n.41/2018 è stato predisposto un sistema informativo precontrattuale omogeneo per i rami vita e danni imperniato sulla relazione di 3 documenti precontrattuali standard di base:

    • 1. IPID o DIP per i prodotti danni;
    • 2. DIP Vita per i prodotti vita di puro rischio;
    • 3. KID per i prodotti di investimento assicurativi;
    Ciascun documento base viene affiancato da uno specifico “DIP Aggiuntivo” destinato a raccogliere le informazioni integrative e complementari rispetto a quelle contenute nei documenti di base, per una conoscenza più approfondita del prodotto e per guidare il cliente verso una decisione informata sui diritti e obblighi contrattuali (DIP aggiuntivo Danni, DIP aggiuntivo Vita, DIP aggiuntivo multirischi, DIP aggiuntivo IBIP).

    CHE COS’E’ IL DIP?

    IL DIP (acronimo di Documento Informativo Precontrattuale) Danni o IPID (Insurance Product Information Document) è il documento informativo di base per i prodotti del ramo danni. Contiene le informazioni significative per la comprensione del contratto quali ad esempio: i limiti e la durata della copertura assicurativa; gli obblighi contrattuali del cliente e quelli in capo all’impresa; la durata della copertura; la procedura e i tempi per recedere o risolvere il contratto. Il DIP Danni segue uno schema standard dettato da un Regolamento europeo e quindi consente un confronto tra prodotti similari in tutta Europa.

    CHE COS’E’ IL DIP VITA?

    Il DIP VITA è il documento informativo precontrattuale dei prodotti vita di “puro rischio” per i quali il pagamento del capitale avviene esclusivamente se si verifica l’evento assicurato. I prodotti vita definiti di “puro rischio” non hanno natura finanziaria e per questi prodotti non è, quindi, previsto il KID, un esempio è l’assicurazione temporanea caso morte. Il DIP Vita contiene informazioni essenziali sul prodotto, quali, ad esempio: la tipologia di rischio assicurato, le principali esclusioni, i limiti della copertura assicurativa, le modalità di pagamento del premio. Il DIP Vita è previsto e disciplinato dal Codice delle Assicurazioni Private e dal Regolamento IVASS n. 41/2018, secondo lo stesso schema standardizzato utilizzato a livello europeo per i prodotti danni.

    CHE COS’E’ IL KID?

    Il KID è l’acronimo di Key Information Document, ovvero il documento di base che contiene le informazioni chiave sui prodotti vita di investimento assicurativo, cioè i cosiddetti IBIP (Insurance-Based Investment Product), prodotti che hanno anche un contenuto finanziario. Si tratta delle polizze vita rivalutabili collegate a gestioni separate (ramo I), delle polizze unit e index linked (ramo III), di quelle di capitalizzazione (ramo V) e dei prodotti multiramo; in sostanza tutti i prodotti assicurativi che hanno una scadenza o un valore di riscatto per le quali il capitale a scadenza o il valore di riscatto sono esposti – in tutto o in parte, in modo diretto o indiretto – all’andamento del mercato finanziario. Il KID è redatto secondo uno schema standardizzato, facilmente confrontabile anche tra prodotti di imprese europee, e deve riportare in modo chiaro e sintetico le principali caratteristiche di un prodotto di investimento, quali la descrizione del prodotto stesso, il rapporto rischio/rendimento, i costi, l’orizzonte di investimento e le modalità di presentazione di un reclamo.

    COSA SONO I DOCUMENTI INFORMATIVI AGGIUNTIVI?

    I Documenti Informativi Aggiuntivi, disciplinati dal CAP e dal Regolamento IVASS n. 41/2018, contengono informazioni di maggior dettaglio al fine di consentire al cliente una conoscenza più approfondita del prodotto assicurativo e quindi consentirgli una maggiore consapevolezza nella scelta. In tali documenti sono indicate, ad esempio: le garanzie aggiuntive o opzionali, le esclusioni, i limiti contrattuali, le modalità di presentazione dei reclami, la legge applicabile al contratto, le procedure di risoluzione delle controversie, i costi a carico del contraente. Si distinguono, a secondo del prodotto che devono accompagnare, in:

    • DIP Aggiuntivo Danni per i prodotti danni
    • DIP Aggiuntivo R.C. Auto specifico per la r.c. auto
    • DIP Aggiuntivo IBIP per i prodotti vita d’investimento assicurativi, cioè i prodotti vita “finanziari”
    • DIP Aggiuntivo Vita per i prodotti di puro rischio, cioè “non finanziari"
    • DIP Aggiuntivo Multirischi per contratti in cui ai prodotti assicurativi vita sono abbinate garanzie relative ai rami danni, in sostituzione del DIP aggiuntivo Danni e del DIP aggiuntivo Vita.

    L’INTERMEDIARIO PUO’ TRASMETTERE AL CLIENTE LA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE IN FORMATO ELETTRONICO?

    SI. L’intermediario può trasmettere al cliente la documentazione precontrattuale e contrattuale in formato elettronico; in tal caso l’intermediario deve aver ricevuto dal cliente il relativo consenso.

    INFORMATIVA PRECONTRATTUALE E GRANDI RISCHI

    L’ INTERMEDIARIO CHE OPERA NEI GRANDI RISCHI DEVE CONSEGNARE L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE DEGLI ALLEGATI 3 E 4?

    No. L’intermediario assicurativo che opera nei grandi rischi è esonerato dagli obblighi informativi di cui agli Allegati 3 e 4.

    L’ INTERMEDIARIO CHE OPERA NEI GRANDI RISCHI DEVE RISPETTARE LE REGOLE IN MATERIA DI ADEGUATEZZA E COERENZA DEI CONTRATTI?

    No. L’intermediario assicurativo che opera nei grandi rischi è esonerato dagli adempimenti previsti in materia di adeguatezza e coerenza dei contratti, di cui all’art.58 del Regolamento IVASS n.40/2018.

    CHE COSA SI INTENDE PER GRANDI RISCHI?

    Per grandi rischi si intendono quelli rientranti nei rami di cui all’art. 1, comma 1, lettera r) del Codice delle Assicurazioni.

    INFORMATIVA PRECONTRATTUALE E POLIZZE COLLETTIVE

    IN CASO DI POLIZZE COLLETTIVE L’INTERMEDIARIO A CHI DEVE CONSEGNARE L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE?

    Nei contratti in forma collettiva in cui gli aderenti sostengono in tutto o in parte, direttamente o indirettamente, l’onere del pagamento dei premi, l’intermediario deve consegnare l’informativa precontrattuale e contrattuale agli aderenti oltre che al contraente. Tale obbligo può essere adempiuto dall’intermediario anche attraverso la collaborazione del contraente, fermo il dovere di vigilanza sull'operato di quest'ultimo di cui è responsabile.
    La consegna agli aderenti della documentazione precontrattuale e contrattuale è effettuata con le modalità scelte dal contraente (in formato cartaceo o in formato elettronico, tramite posta elettronica o sito internet).
    Con riferimento ai contratti in forma collettiva che prevedono un’assicurazione accessoria ad un prodotto o servizio e l’importo dei premi complessivamente dovuti per la copertura, indipendentemente dalle modalità di rateazione, non sia superiore a 100 euro, il distributore consegna sia al contraente che all’aderente il set informativo (art. 185 del CAP).
    Nei contratti in forma collettiva, dove gli assicurati che non sostengono, neppure in parte, l’onere del pagamento del premio, l’intermediario deve consegnare l’informativa contrattuale relativa al diritto di richiedere all’impresa le condizioni contrattuali e le credenziali per l’accesso all’area riservata del sito internet della compagnia.

    UN INTERMEDIARIO ASSICURATIVO PUO’ ESSERE IL CONTRAENTE DI UNA POLIZZA COLLETTIVA?

    . Un intermediario assicurativo può essere il contraente di una polizza collettiva, ma non può assumere la contemporanea qualifica di beneficiario e di vincolatario delle prestazioni assicurative (art.55, comma 2 del Regolamento n. 40/2018).

    DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE

    L’INTERMEDIARIO PUO’ TRASMETTERE AL CLIENTE LA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE IN FORMATO ELETTRONICO?

    SI. L’intermediario può trasmettere al cliente la documentazione precontrattuale e contrattuale in formato elettronico; in tal caso l’intermediario deve aver ricevuto dal cliente il relativo consenso.

    L’INTERMEDIARIO DEVE ACQUISIRE IL CONSENSO DAL CLIENTE PER L’INVIO DELLA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE IN FORMATO ELETTRONICO?

    SI. L’intermediario deve acquisire il consenso dal cliente per l’invio della documentazione precontrattuale e contrattuale in formato elettronico, in tal caso l’intermediario deve aver ricevuto dal cliente il relativo consenso.

    IL CLIENTE PUO’ OPTARE, ANCHE SUCCESSIVAMENTE ED IN CORSO DEL RAPPORTO, PER LA TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO ELETTRONICO?

    SI. Il cliente può optare, anche successivamente ed in corso del rapporto, per la trasmissione della documentazione in formato elettronico; in tal caso l’intermediario deve aver ricevuto dal cliente il relativo consenso.

    IL CLIENTE PUO’ OPTARE E DARE IL CONSENSO ALLA TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO ELETTRONICO CON RIFERIMENTO ANCHE AD UN SINGOLO CONTRATTO?

    SI. Il cliente può optare e dare il consenso alla trasmissione della documentazione in formato elettronico anche in riferimento ad un singolo contratto; in tal caso l’intermediario deve aver ricevuto dal cliente il relativo consenso.

    IL CLIENTE PUO’ REVOCARE IL CONSENSO ESPRESSO ALLA TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO ELETTRONICO?

    SI. Il cliente può revocare il consenso espresso alla trasmissione della documentazione in formato elettronico, anche in riferimento ad un singolo contratto; in tal caso l’intermediario deve aver ricevuto dal cliente specifica revoca.

    L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE IL CONSENSO ESPRESSO DAL CLIENTE A RICEVERE LA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE IN FORMATO ELETTRONICO?

    SI. L’intermediario deve tenere traccia del consenso reso dal cliente alla trasmissione della documentazione precontrattuale e contrattuale in formato elettronico, nonché dell’indirizzo di posta elettronica del cliente e delle relative variazioni.

    GLI INTERMEDIARI POSSONO RICORRERE ALLA CONSERVAZIONE DIGITALE PER LA CONSERVAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALLA SCELTA DEL CLIENTE CIRCA LE MODALITA’ DI TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE?

    . La documentazione può essere archiviata e conservata anche mediante supporti magnetici, microfilmature, supporti ottici o digitali, o in altra forma tecnica equivalente, nel rispetto delle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni e integrazioni. Le procedure e le modalità di archiviazione e conservazione adottate devono essere idonee a garantire l’ordinata tenuta e gestione della documentazione.

    GLI INTERMEDIARI POSSONO RICORRERE ALLA CONSERVAZIONE DIGITALE PER LA CONSERVAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE CONSEGNATA AL CLIENTE?

    . La documentazione può essere archiviata e conservata anche mediante supporti magnetici, microfilmature, supporti ottici o digitali, o in altra forma tecnica equivalente, nel rispetto delle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni e integrazioni. Le procedure e le modalità di archiviazione e conservazione adottate devono essere idonee a garantire l’ordinata tenuta e gestione della documentazione.

    DOCUMENTAZIONE DA CONSERVARE

    L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE RELATIVA AGLI INCARICHI RICEVUTI, AGLI ACCORDI AVENTI AD OGGETTO LO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITA’ DI DISTRIBUZIONE?

    Sì. L’intermediario deve conservare per almeno 5 anni la documentazione relativa agli incarichi ricevuti ed agli accordi aventi ad oggetto lo svolgimento dell’attività di distribuzione.

    L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE COPIA DELL’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE ALLEGATI 3 E 4 CONSEGNATA AL CLIENTE? DEVE CONSERVARE LA DICHIARAZIONE SOTTOSCRITTA DAL CLIENTE DA CUI RISULTI LA CONSEGNA DELL’INFORMATIVA?

    Sì. L’intermediario deve conservare per almeno 5 anni gli Allegati 3 e 4 e la documentazione atta a comprovare l’adempimento degli obblighi di consegna.

    L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE CHE ATTESTI DI AVER ADEMPIUTO ALLE REGOLE IN MATERIA DI ADEGUATEZZA E COERENZA DEI CONTRATTI?

    Sì. L’intermediario deve conservare per un periodo di almeno 5 anni la documentazione che attesti di aver adempiuto alle regole in materia di adeguatezza e coerenza dei contratti, in riferimento all’art. 58 del Regolamento IVASS n. 40/2018.

    L’INTERMEDIARIO DEVE TENERE TRACCIA DOCUMENTALE DELLA RACCOMANDAZIONE PERSONALIZZATA?

    Si. L’intermediario deve conservare la documentazione relativa alla raccomandazione personalizzata e la documentazione relativa a tutta l’attività svolta, quindi occorre conservare: ; la raccomandazione personalizzata sottoscritta dal cliente, il questionario di demand and needs per verificare e valutare le esigenze del cliente, le diverse polizze assicurative oggetto di analisi.

    L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE?

    Sì. L’intermediario deve conservare per almeno 5 anni le proposte di assicurazione e gli altri documenti sottoscritti dal contraente, i contratti conclusi (per il loro tramite) e la documentazione ad essi relativa.

    L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE IL CONSENSO ESPRESSO DAL CLIENTE A RICEVERE LA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE E CONTRATTUALE IN FORMATO ELETTRONICO?

    SI. L’intermediario deve tenere traccia del consenso reso dal cliente alla trasmissione della documentazione precontrattuale e contrattuale in formato elettronico, nonché dell’indirizzo di posta elettronica del cliente e delle relative variazioni.

    L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALLA FORMAZIONE E ALL’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

    Sì. L’intermediario deve conservare la documentazione relativa alla formazione e all’aggiornamento professionale propria e dei soggetti dei quali ne è responsabile (collaboratori e addetti).

    L’INTERMEDIARIO PUO’ CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO ELETTRONICO-DIGITALE?

    Sì. La documentazione può essere archiviata e conservata anche mediante supporti magnetici, microfilmature, supporti ottici o digitali, o in altra forma tecnica equivalente, nel rispetto delle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni e integrazioni. Le procedure e le modalità di archiviazione e conservazione adottate devono essere idonee a garantire l’ordinata tenuta e gestione della documentazione.

    L’INTERMEDIARIO DEVE SEMPRE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO CARTACEO?

    Si. L’intermediario deve conservare la documentazione in formato cartaceo e può trasformare tale documentazione in formato elettronico-digitale, nel rispetto delle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni e integrazioni.

    ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ PER IL TRAMITE DI COLLABORATORI O ADDETTI

    QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI PER ISCRIVERE UN SOGGETTO NELLA SEZIONE E DEL RUI?

    Qualora il soggetto venga iscritto per la prima volta nella Sezione E del RUI, l’intermediario deve:

    • 1)verificare che abbia i requisiti previsti dalla normativa ed aver adempiuto agli obblighi di formazione professionale.
    • 2) compilare il modello elettronico disponibile sul sito dell’IVASS; il modello deve essere sottoscritto dall’intermediario con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale.
      La domanda deve essere inviata, sotto pena di irricevibilità, a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it. (NOTA occorre apporre sull’allegato marca da € 16,00).
    • 3) versare la Tassa di Concessione Governativa; l’importo della Tassa è pari ad € 168,00 e deve essere versato mediante bollettino postale sul c/c 8003 intestato a “Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara – Tasse Concessioni Governative” con causale “Tassa Iscrizione nel RUI – Registro Intermediari Assicurativi e Riassicurativi” Codice Tariffa da utilizzare n. 8617.
    • 4) verificare che non abbia stretti legami con persone fisiche o giuridiche che impediscano l’esercizio dei poteri di vigilanza da parte dell’IVASS secondo quanto previsto dall’articolo 109, comma 4-sexies del CAP.
    Qualora il soggetto risulti già iscritto nella Sezione E del RUI, l’intermediario deve:
    • 1) verificare che abbia i requisiti previsti dalla normativa ed aver adempiuto agli obblighi di formazione e aggiornamento professionale.
    • 2) compilare il modello elettronico disponibile sul sito dell’IVASS; il modello deve essere sottoscritto dai richiedenti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale.
      La domanda deve essere inviata, sotto pena di irricevibilità, a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it. (NOTA occorre apporre sull’allegato marca da € 16,00).
    • 3) non deve essere versata la Tassa di Concessione Governativa, essendo il soggetto già iscritto.
    • 4) verificare che non abbia stretti legami con persone fisiche o giuridiche che impediscano l’esercizio dei poteri di vigilanza da parte dell’IVASS secondo quanto previsto dall’articolo 109, comma 4-sexies del CAP.

    A QUANTO AMMONTA LA TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA PER ISCRIVERSI ALLA SEZIONE E DEL RUI? COME SI PAGA?

    La Tassa di Concessione Governativa ammonta a € 168,00 si versa mediante bollettino di c/c postale n. 8003 intestato a “Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara – Tasse Concessioni Governative “causale “Tassa iscrizione nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi e Riassicurativi”; il Codice Tariffa da utilizzare per l’iscrizione in Sezione E del RUI è 8617.

    LA TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA SI VERSA UNA SOLA VOLTA?

    La Tassa di Concessione Governativa si versa una sola volta in fase di iscrizione e in fase di reiscrizione al RUI.

    L’INTERMEDIARIO ISCRITTO IN SEZIONE B DEL RUI PUO’ ISCRIVERE UNA PERSONA FISICA NELLA SEZIONE E DEL RUI SIA NELLA VESTE DI COLLABORATORE DI PRIMO LIVELLO E CONTEMPORANEAMENTE DI SECONDO LIVELLO?

    SI. Con riferimento al quesito relativo alla possibilità per un intermediario iscritto nella sezione B del RUI di iscrivere nella sezione E una persona fisica sia in qualità di collaboratore di primo livello che di collaboratore secondo livello, si fa presente che la normativa di riferimento non prevede limitazioni al riguardo. In particolare, dovrà essere presentata domanda di iscrizione nella sezione E del RUI secondo le modalità previste dal Regolamento n.40/2018, art.25, indicando il nominativo del collaboratore interessato nelle relative tabelle di ogni allegato di riferimento. Resta ferma la preclusione prevista dal comma 5 dell’art. 112 del CAP, che non consente agli intermediari di primo livello di iscrivere nella sezione E del RUI intermediari di secondo livello aventi forma societaria.

    VERIFICA DEI REQUISITI

    COSA BISOGNA VERIFICARE PRIMA DI ISCRIVERE UN SOGGETTO NELLA SEZIONE E DEL RUI?

    L’intermediario che richiede l’iscrizione di un soggetto nella Sezione E del Registro deve verificare che il soggetto abbia i requisiti previsti dalla normativa (art.22 e 23 del Reg. IVASS n.40/2018) ed abbia frequentato i corsi di formazione/aggiornamento professionale.

    I REQUISITI RICHIESTI DEVONO ESSERE COMPROVATI DA DOCUMENTAZIONE?

    L’intermediario deve farsi rilasciare dal collaboratore la documentazione attestante i requisiti previsti dalla normativa e la frequentazione dei corsi di formazione o aggiornamento professionale.

    LA DOCUMENTAZIONE COMPROVANTE I REQUISITI PUO’ ESSERE COSTITUITA DA AUTOCERTIFICAZIONE?

    La documentazione può essere costituita da un’autocertificazione, che dovrà essere redatta secondo le disposizioni di cui al DPR. 445/2000 (dichiarazione sostitutiva di atti notori); sul sito di ACB è possibile scaricare un fac-simile della dichiarazione.

    TEMPISTICA

    QUANTO TEMPO OCCORRE PER OTTENERE L’ISCRIZIONE DI UN SOGGETTO NELLA SEZIONE E DEL RUI?

    Qualora il soggetto venga iscritto per la prima volta nella Sezione E del RUI, l’IVASS procede all’iscrizione entro novanta giorni dalla ricezione della domanda. Qualora il soggetto risulti già iscritto nella Sezione E del RUI, l’IVASS procede all’iscrizione entro quarantacinque giorni dalla ricezione della domanda.

    CESSAZIONE DEL RAPPORTO

    BISOGNA COMUNICARE ALL’IVASS L’INTERRUZIONE DEL RAPPORTO DI COLLABORAZIONE CON UN SOGGETTO ISCRITTO NELLA SEZIONE E DEL RUI?

    SI. L’intermediario deve comunicare all’IVASS l’interruzione del rapporto di collaborazione.

    QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI?

    In relazione all’ art. 30 del Reg. IVASS n. 40/2018), l’intermediario deve compilare il modello elettronico disponibile sul sito dell’IVASS; il modello deve essere sottoscritto dai richiedenti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale. La domanda deve essere inviata, sotto pena di irricevibilità, a mezzo PEC al seguente indirizzo istanze.rui@pec.ivass.it

    ENTRO QUANTO TEMPO BISOGNA COMUNICARE ALL’IVASS L’INTERRUZIONE DEL RAPPORTO DI COLLABORAZIONE?

    La comunicazione deve essere inviata all’Autorità di Vigilanza entro trenta giorni lavorativi dalla data dell’interruzione del rapporto.

    LA COMUNICAZIONE PUO’ESSERE TRASMESSA DALLO STESSO COLLABORATORE? DA SOSPENDERE

    SI. Ma solo qualora l’intermediario non provveda nei termini.
    In mancanza di tale comunicazione, i soggetti iscritti nella sezione E possono trasmettere all’IVASS, in forma cartacea ovvero mediante l’utilizzo del modello elettronico PDF, una dichiarazione di cessazione del rapporto di collaborazione. In tal caso l’invio della comunicazione corrisponde ad una segnalazione all’IVASS che l’intermediario non ha adempiuto ai propri obblighi di comunicazione secondo l’art. 43, comma 7, del Regolamento IVASS n.40/2018.

    FORMAZIONE PROFESSIONALE

    IN COSA CONSISTE LA FORMAZIONE PROFESSIONALE?

    La formazione professionale consiste nella partecipazione, nei 12 mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda di iscrizione alla sezione E del RUI o dell’inizio dell’attività per i semplici addetti, a corsi di durata non inferiore a 60 ore, svolti in aula fisica o con le modalità equivalenti (vale a dire in modalità e-learning, videoconferenza, webinar).
    Il Regolamento IVASS n.40/2018 art. 91 prevede la piena equiparazione e l’integrale interscambiabilità dei corsi a distanza (e-learning, videoconferenza, webinar) rispetto ai corsi in aula fisica.
    I corsi di formazione professionale devono avere carattere didattico e vertere sulla materia assicurativa; nella specie la formazione professionale deve essere

    • 1) pertinente ed adeguata rispetto all’attività da svolgere e in particolare ai contratti oggetto di distribuzione;
    • 2) mirata al conseguimento di idonei livelli di conoscenze tecniche aggiornate, di capacità e competenze tecnico-operative e di efficacia e corretta comunicazione con la clientela.

    CHI SONO I SOGGETTI OBBLIGATI A SEGUIRE I CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE?

    I soggetti obbligati a seguire i corsi di formazione professionale sono:

    • 1) i collaboratori che andranno a svolgere l’attività di distribuzione al di fuori dei locali del broker e che devono essere iscritti per la prima volta nella Sezione E del RUI;
    • 2) gli intermediari assicurativi a titolo accessorio ai fini dell’iscrizione nella sezione E;
    • 3) gli addetti (dipendenti) che andranno a svolgere l’attività di distribuzione assicurativa all’interno dei locali del broker e che non hanno mai svolto tale attività;
    • 4) gli addetti dei call center dell’intermediario prima di intraprendere l’attività.

    LA FORMAZIONE PROFESSIONALE ACQUISITA PER QUANTO TEMPO RIMANE VALIDA?

    La formazione professionale rimane valida

    • -1 anno in caso di prima iscrizione alla Sezione E del RUI o di inizio dell’attività quale addetto Entro 1 anno dal completamento della formazione professionale di 60 ore è necessario iscriversi alla sezione E del RUI o iniziare l’attività in qualità di addetto; decorso tale termine la formazione professionale acquisita perde di validità.
    • -5 anni in caso di reiscrizione o di ripresa dell’attività in qualità di addetto
      In caso di cancellazione dalla Sezione E del RUI o di inattività per gli addetti la formazione professionale di 60 ore acquisita rimane valida 5 anni ai fini della reiscrizione alla Sezione E del RUI o della ripresa dell’attività come addetto.

    LA FORMAZIONE PROFESSIONALE ACQUISITA PRIMA DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL REGOLAMENTO N. 40/2018 PER QUANTO TEMPO RIMANE VALIDA?

    La formazione professionale conseguita alla data del 23 febbraio 2019 è valida: 1) ai fini della prima iscrizione e dell’inizio dell’attività da parte degli addetti operanti all’interno dei locali dell’intermediario, se la domanda di iscrizione è presentata ovvero l’attività è iniziata entro e non oltre dodici mesi dalla data del conseguimento; 2) ai fini della reiscrizione e della ripresa dell’attività degli addetti operanti all’interno dei locali dell’intermediario, se la domanda di reiscrizione è presentata ovvero l’attività è ripresa entro e non oltre cinque anni dalla data in cui è intervenuta l’inattività.

    I DIPENDENTI DEGLI INTERMEDIARI ASSICURATIVI, CHE SVOLGONO ATTIVITA’ ESCLUSIVAMENTE AMMINISTRATIVE (es. tenuta della contabilità), DEVONO SEGUIRE I CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE IVASS?

    NO. I soggetti che svolgono per l’intermediario attività esclusivamente amministrative, quali ad esempio la tenuta della contabilità, non svolgono attività di distribuzione assicurativa e pertanto non necessitano della formazione professionale ai sensi dell’art.86 del Regolamento IVASS n.40/2018.

    CHI DEVE CURARE LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEGLI ADDETTI (DIPENDENTI) ALL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE?

    L’intermediario, iscritto nella Sezione B del RUI deve curare la formazione professionale degli addetti (dipendenti), che andranno a svolgere l’attività di distribuzione assicurativa all’interno dei locali dell’intermediario medesimo.

    CHI DEVE CURARE LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEI COLLABORATORI, ISCRITTI ALLA SEZIONE E DEL RUI (ANCHE A TITOLO ACCESSORIO), CHE SVOLGONO ATTIVITA’ DI DISTRIBUZIONE?

    L’intermediario, iscritto nella Sezione B del RUI, deve curare la formazione professionale dei collaboratori iscritti in sezione E (anche a titolo accessorio), che andranno a svolgere l’attività di distribuzione assicurativa al di fuori dei locali dell’intermediario medesimo.

    CHI DEVE CURARE LA FORMAZIONE DI UN COLLABORATORE QUANDO E’ ISCRITTO NELLA SEZIONE E DEL RUI PER PIU’ INTERMEDIARI?

    Tutti gli intermediari, con i quali il soggetto collabora, devono curare la formazione dello stesso; in ogni caso gli intermediari possono coordinarsi e ripartire tra loro le attività di formazione professionale del collaboratore; purché sia garantito il rispetto degli standard minimi previsti nel Regolamento IVASS 40/2018.
    Nel caso di collaborazione orizzontale ciascun intermediario cura esclusivamente gli obblighi di formazione e aggiornamento professionale della propria rete di collaboratori. È preclusa la possibilità di organizzare la formazione e l’aggiornamento professionale per i dipendenti e/o collaboratori dell’intermediario con il quale è stato intrapreso il rapporto di collaborazione orizzontale. Ciascun intermediario può affidare la docenza per i corsi della propria rete all'intermediario con cui ha instaurato il rapporto di collaborazione, purché in possesso dei requisiti di professionalità previsti dall’articolo 96, comma 3, oppure alle relative imprese preponenti.

    IL BROKER (ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI) PUO’ IMPARTIRE DIRETTAMENTE I CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE AI PROPRI ADDETTI ALL’ATTIVITA’ DI DISTRIBUZIONE E COLLABORATORI ISCRITTI IN SEZIONE E DEL RUI?

    SI. Il broker (iscritto nella Sezione B del RUI) può impartire direttamente la formazione professionale ai propri addetti interni all’intermediazione ed ai propri collaboratori iscritti in Sezione E del RUI. In tal caso il broker deve disporre di una comprovata esperienza professionale almeno quinquennale. Tale esperienza deve essere maturata attraverso l’esercizio della docenza formativa e/o dell’attività professionale e deve riguardare le materie giuridiche, economico-finanziarie, tecniche, attuariali e fiscali, attinenti alle aree tematiche indicate dall’art.96 del Regolamento IVASS n.40/2018.

    IL BROKER (ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI) PUO’ AFFIDARE IN OUTSOURCING LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEI PROPRI ADDETTI ALL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE E COLLABORATORI ISCRITTI IN SEZIONE E DEL RUI?

    SI. Il broker (iscritto nella Sezione B del RUI) può affidare in outsourcing la formazione professionale dei propri addetti e collaboratori all’attività di intermediazione. Più precisamente il broker può avvalersi (art.96 Regolamento IVASS n.40/2018):

    • a) delle associazioni di categoria degli intermediari assicurativi, creditizi e finanziari, con un numero di iscritti significativo e costituite da almeno 2 anni;
    • b) di enti appartenenti ad una Università riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca)
    • c) degli enti in possesso della certificazione di qualità Uni EN ISO 9001:2008 settore EA37; UNI ISO 29990:11 o di altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo e a livello internazionale.

    LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEVE ESSERE EFFETTUATA IN AULA OPPURE PUO’ ESSERE EFFETTUATA CON MODALITA’ EQUIVALENTE (ES.: E-LEARNING, VIDEOCONFERENZE, WEBINAR)?

    SI. E’ possibile effettuare la formazione con modalità equivalenti all’aula. Il Regolamento IVASS n.40/2018 prevede, a differenza di quanto stabilito in passato, la piena equiparazione e l’integrale interscambiabilità dei corsi a distanza (e-learning, videoconferenza, webinar) rispetto ai corsi in aula fisica.

    GLI ATTESTATI CONSEGUITI E RELATIVI ALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEVONO ESSERE INVIATI ALL’IVASS?

    NO. Non occorre trasmettere all’IVASS la documentazione comprovante la frequentazione di corsi di formazione professionale. La documentazione deve però essere conservata per un periodo di almeno cinque anni ed esibita all’Autorità di Vigilanza, qualora quest’ultima eseguisse ispezioni e/o controlli.

    AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

    IN COSA CONSISTE L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

    L’aggiornamento professionale consiste nella partecipazione a corsi con durata non inferiore a 30 ore annuali, svolti in aula fisica o con modalità equivalenti (e-learning, videoconferenza, webinar), finalizzati all’approfondimento e all’accrescimento delle conoscenze, competenze e capacità professionali, avuto riguardo anche alla tipologia di prodotti intermediati, all’evoluzione della normativa di riferimento ed alle prospettive di sviluppo futuro dell’attività.
    L’aggiornamento è svolto annualmente, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di iscrizione al RUI (o da quello di inizio dell’attività per gli addetti operanti all’interno dei locali dell’intermediario nonché per gli operatori di call center). In ogni caso, l’aggiornamento professionale è effettuato in occasione dell’evoluzione della normativa di riferimento e in occasione dell’immissione in commercio di nuovi prodotti da distribuire.
    Per gli intermediari assicurativi a titolo accessorio iscritti nella sezione E del Registro e per i relativi addetti all’attività di distribuzione operanti all’interno dei locali, l’aggiornamento professionale consiste nella partecipazione a corsi di durata non inferiore a 15 ore annuali.
    Nel caso di variazione dell’attività svolta, da accessoria a principale o viceversa, i contenuti dell’aggiornamento e la durata dei corsi sono determinati in base all’attività svolta in misura prevalente nel corso dell’anno.

    CHI SONO I SOGGETTI OBBLIGATI A SEGUIRE I CORSI DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

    I soggetti obbligati a seguire i corsi di aggiornamento professionale sono:

    • 1) le persone fisiche iscritte nella sezione B del Registro;
    • 2) gli addetti all’attività di distribuzione al di fuori dei locali dell’intermediario per il quale operano, iscritti nella sezione E (anche a titolo accessorio) del Registro;
    • 3) gli addetti all’attività di distribuzione all’interno dei locali in cui l’intermediario opera, nonché gli addetti dei call center dell’intermediario, prima di intraprendere l’attività.

    CHI È ESONERATO/SOSPESO DALL’OBBLIGO ANNUALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

    Sono esonerati dall’obbligo di aggiornamento professionale coloro che si trovano in una delle seguenti condizioni:

    • 1) INOPERATIVITA’
      Gli intermediari persone fisiche iscritte nella sezione B del RUI temporaneamente non operanti
      a titolo individuale, ovvero tramite società iscritte nella medesima sezione, che abbiano provveduto a dare comunicazione all’IVASS dell’inizio dell’inoperatività nelle forme stabilite dall’art.43 del Reg. IVASS n.40/2018;
    • 2) CAUSE DI IMPEDIMENTO
      Gli intermediari persone fisiche iscritte nella sezione B ed e del RUI, gli addetti interni all’intermediazione e gli addetti di call center qualora ricorra una delle seguenti cause di impedimento:
      • a) gravidanza dall’inizio del terzo mese precedente la data prevista per il parto;
      • b) parto sino ad un anno successivo alla data del parto stesso, salvi esoneri ulteriori per comprovate ragioni di salute;
      • c) adempimenti di doveri collegati alla paternità/maternità in presenza di figli minori;
      • d) grave malattia o infortunio limitatamente alla durata dell’impedimento.
    • 3) ASSENZA Gli addetti all’attività di intermediazione all’interno dei locali del broker (o gli operatori di call center) che non svolgono temporaneamente attività di distribuzione assicurativa in quanto assenti continuativamente per oltre 6 mesi (e per cause diverse da quelle di cui sopra) o destinati ad altro incarico.

    IL SOGGETTO, CHE SI E’ AVVALSO DELL’ESONERO/SOSPENSIONE RELATIVO ALL’OBBLIGO ANNUALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE, COSA DEVE FARE PRIMA DI RIPRENDERE L’ATTIVITA’?

    Prima della ripresa dell’attività, ai fini dell’assolvimento degli obblighi di aggiornamento professionale, i soggetti di cui al comma 6 effettuano un aggiornamento professionale non inferiore a 30 ore, ovvero a 15 ore per gli intermediari a titolo accessorio iscritti nella sezione E e per i relativi addetti all’attività di distribuzione operanti all’interno dei locali.
    Se l’attività riprende nello stesso anno, ovvero nell’anno successivo alla sospensione, restano valide le ore eventualmente effettuate prima della sospensione.
    I nuovi obblighi di aggiornamento professionale decorrono a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di ripresa dell’attività.

    I DIPENDENTI DEGLI INTERMEDIARI ASSICURATIVI, CHE SVOLGONO ATTIVITA’ ESCLUSIVAMENTE AMMINISTRATIVE (es. tenuta della contabilità), DEVONO SEGUIRE I CORSI DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE IVASS?

    NO. I soggetti che svolgono per l’intermediario attività esclusivamente amministrative, quali ad esempio la tenuta della contabilità, non svolgono attività di distribuzione assicurativa e pertanto non necessitano dell’aggiornamento professionale ai sensi del Codice delle Assicurazioni e dell’art. 86 del Regolamento IVASS n.40/2018.

    CHI DEVE CURARE L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEGLI ADDETTI (DIPENDENTI) ALL’ATTIVITA’ DI DISTRIBUZIONE?

    L’intermediario, iscritto nella sezione B, deve curare l’aggiornamento professionale degli addetti (dipendenti), che svolgono l’attività di distribuzione assicurativa all’interno dei locali dell’intermediario medesimo.

    CHI DEVE CURARE L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEI COLLABORATORI, ISCRITTI ALLA SEZIONE E DEL RUI, CHE SVOLGONO ATTIVITA’ DI DISTRIBUZIONE?

    L’intermediario, iscritto nella Sezione B del RUI, deve curare l’aggiornamento professionale dei collaboratori iscritti nella Sezione E (anche a titolo accessorio) del RUI, che svolgono l’attività di distribuzione assicurativa al di fuori dei locali dell’intermediario medesimo.

    CHI DEVE CURARE L’AGGIORNAMENTO DI UN COLLABORATORE QUANDO E’ ISCRITTO NELLA SEZIONE E DEL RUI PER PIU’ INTERMEDIARI?

    Tutti gli intermediari, con i quali il soggetto collabora, devono curare l’aggiornamento professionale dello stesso; in ogni caso gli intermediari possono coordinarsi e ripartire tra loro le attività di aggiornamento professionale del collaboratore; purché sia garantito il rispetto degli standard minimi previsti nel Regolamento IVASS 40/2018.
    Nel caso di collaborazione orizzontale ciascun intermediario cura esclusivamente gli obblighi di formazione e aggiornamento professionale della propria rete di collaboratori. È preclusa la possibilità di organizzare la formazione e l’aggiornamento professionale per i dipendenti e/o collaboratori dell’intermediario con il quale è stato intrapreso il rapporto di collaborazione orizzontale. Ciascun intermediario può affidare la docenza per i corsi della propria rete all'intermediario con cui ha instaurato il rapporto di collaborazione, purché in possesso dei requisiti di professionalità previsti dall’articolo 96, comma 3, oppure alle relative imprese preponenti.

    IL BROKER (ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI PUO’ IMPARTIRE DIRETTAMENTE I CORSI DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE AI PROPRI ADDETTI ALL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE E COLLABORATORI ISCRITTI IN SEZIONE E DEL RUI?

    SI. Il broker (iscritto nella Sezione B del RUI) può impartire direttamente l’aggiornamento professionale ai propri addetti interni all’intermediazione ed ai propri collaboratori iscritti in Sezione E del RUI, inclusi anche gli intermediari a titolo accessorio. In tal caso il broker deve disporre di una comprovata esperienza professionale maturata da almeno un quinquennio di svolgimento dell’attività e deve riguardare le materie giuridiche, economico-finanziarie, tecniche, attuariali e fiscali.

    IL BROKER (ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI PUO’ AFFIDARE IN OUTSOURCING L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEI PROPRI ADDETTI ALL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE E COLLABORATORI ISCRITTI IN SEZIONE E DEL RUI?

    SI. Il broker (iscritto nella Sezione B del RUI) può affidare in outsourcing l’aggiornamento professionale dei propri addetti e collaboratori all’attività di intermediazione. Più precisamente il broker può avvalersi (art.96 Regolamento IVASS n.40/2018) di:

    • a) associazioni di categoria degli intermediari assicurativi, creditizi e finanziari, con un numero di iscritti significativo e costituite da almeno 2 anni;
    • b) enti appartenenti ad una Università riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca)
    • c) enti in possesso della certificazione di qualità Uni EN ISO 9001:2008 settore EA37; UNI ISO 29990:11 o di altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo e a livello internazionale;
    • d) enti che, pur se non muniti della certificazione di cui sopra, svolgono l’attività formativa quale attività prevalente e dispongano di adeguata organizzazione e procedure operative.

    IL BROKER PUO’ IMPARTIRE DIRETTAMENTE L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE AD ALTRI SOGGETTI ISCRITTI NELLA SEZIONE B CON I QUALI INTRATTIENE RAPPORTI PROFESSIONALI?

    NO. Gli iscritti in Sezione B del RUI devono rivolgersi, per il proprio aggiornamento professionale, esclusivamente a soggetti formatori con precisi requisiti; vale dire:

    • a) associazioni di categoria degli intermediari assicurativi, creditizi e finanziari, con un numero di iscritti significativo e costituite da almeno 2 anni;
    • b) enti appartenenti ad una Università riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca)
    • c) enti in possesso della certificazione di qualità Uni EN ISO 9001:2008 settore EA37; UNI ISO 29990:11 o di altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo e a livello internazionale;
    • d) enti che, pur se non muniti della certificazione di cui sopra, svolgono l’attività formativa quale attività prevalente e dispongano di adeguata organizzazione e procedure operative.

    LE SOCIETA’ DI BROKERAGGIO POSSONO ORGANIZZARE AL PROPRIO INTERNO DEI CORSI DI AGGIORNAMENTO PER GLI ISCRITTI IN SEZIONE B CON I QUALI INTRATTIENE RAPPORTI PROFESSIONALI?

    NO. Per quanto riguarda l’aggiornamento degli iscritti in sezione B del Rui, questo non può essere tenuto all’interno delle società di brokeraggio, ma deve essere invece tenuto esclusivamente da soggetti formatori con precisi requisiti; vale a dire:

    • a) associazioni di categoria degli intermediari assicurativi, creditizi e finanziari, con un numero di iscritti significativo e costituite da almeno 2 anni;
    • b) enti appartenenti ad una Università riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca)
    • c) enti in possesso della certificazione di qualità Uni EN ISO 9001:2008 settore EA37; UNI ISO 29990:11 o di altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo e a livello internazionale;
    • d) enti che, pur se non muniti della certificazione di cui sopra, svolgono l’attività formativa quale attività prevalente e dispongano di adeguata organizzazione e procedure operative.

    IL BROKER (ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI) DEVE SEMPRE RICORRERE ALL’OUTSORCING PER IL PROPRIO AGGIORNAMENTO?

    SI. Gli iscritti in Sezione B del RUI devono rivolgersi, per il proprio aggiornamento professionale, esclusivamente a soggetti formatori con precisi requisiti; vale a dire:

    • a) associazioni di categoria degli intermediari assicurativi, creditizi e finanziari, con un numero di iscritti significativo e costituite da almeno 2 anni;
    • b) enti appartenenti ad una Università riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca);
    • c) enti in possesso della certificazione di qualità Uni EN ISO 9001:2008 settore EA37; UNI ISO 29990:11 o di altri sistemi di accreditamento riconosciuti a livello europeo e a livello internazionale;
    • d) enti che, pur se non muniti della certificazione di cui sopra, svolgono l’attività formativa quale attività prevalente e dispongano di adeguata organizzazione e procedure operative.

    L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEVE ESSERE EFFETTUATO IN AULA OPPURE PUO’ ESSERE EFFETTUATO CON MODALITA’ EQUIVALENTE (ES.: E-LEARNING, VIDEOCONFERENZE, WEBINAR)?

    SI. E’ possibile effettuare l’aggiornamento con modalità equivalenti all’aula.
    Il Regolamento IVASS n.40/2018 prevede, a differenza di quanto stabilito in passato, la piena equiparazione e l’integrale interscambiabilità dei corsi a distanza (e-learning, videoconferenza, webinar) rispetto ai corsi in aula fisica.

    UN SOGGETTO, CHE SI ISCRIVE AL RUI NEL CORSO DI QUEST’ANNO, ENTRO QUALE DATA DEVE EFFETTUARE IL PRIMO AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

    L’aggiornamento è svolto con cadenza annuale, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di iscrizione al RUI.

    UN ADDETTO (DIPENDENTE) ALL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE ALL’INTERNO DEI LOCALI, CHE EFFETTUA LA FORMAZIONE QUEST’ANNO, ENTRO QUALE DATA DEVE EFFETTUARE IL PRIMO AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

    L’aggiornamento è svolto con cadenza annuale, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo da quello di inizio dell’attività per gli addetti operanti all’interno dei locali dell’intermediario nonché per gli operatori di call center.

    NELL’IPOTESI DI NOVITA’ NORMATIVE RILEVANTI IN CAMPO ASSICURATIVO IL BROKER E’ TENUTO AD EFFETTUARE L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

    SI. L’aggiornamento professionale è finalizzato all’approfondimento e all’accrescimento delle conoscenze, competenze e capacità professionali avuto riguardo anche all’evoluzione della normativa.

    NELL’IPOTESI DI IMMISSIONE IN COMMERCIO DI NUOVI PRODOTTI IL BROKER DEVE SEMPRE EFFETTUARE L’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

    NO. L’Autorità di Vigilanza (IVASS) ha precisato che l’aggiornamento previsto “in ogni caso” nell’ipotesi in commercio di nuovi prodotti riguarda solo la “rete distributiva diretta” (ossia gli intermediari iscritti nella sezione A o D del RUI, inclusi i relativi addetti all’attività di intermediazione iscritti nella sezione E del RUI o operanti all’interno dei locali e i relativi addetti al call center, nonché gli intermediari iscritti nella Sezione C del RUI).
    TUTTAVIA, si fa presente al riguardo che in relazione agli obiettivi generali e all’oggetto dell’aggiornamento, gli iscritti in Sezione B del RUI sono comunque tenuti a curare l’aggiornamento, anche sotto il profilo della conoscenza delle nuove tipologie contrattuali, al fine di svolgere adeguatamente il proprio ruolo.
    L’IVASS ha precisato che per “nuovo prodotto” non si deve intendere il mero restyling di garanzie già esistenti.

    GLI ATTESTATI CONSEGUITI E RELATIVI ALL’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEVONO ESSERE INVIATI ALL’IVASS?

    NO. Non occorre trasmettere all’IVASS la documentazione comprovante la frequentazione di corsi di aggiornamento professionale. La documentazione deve però essere conservata per un periodo di almeno cinque anni ed esibita all’Autorità di Vigilanza, qualora quest’ultima eseguisse ispezioni e/o controlli.

    IL BROKER DEVE DEDICARE OGNI ANNO PARTE DELLE ORE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ALLA MATERIA DELL’ANTIRICICLAGGIO?

    Sì. Il broker che opera nel ramo vita è tenuto a dedicare parte dell’aggiornamento professionale ad attività formative in materia di prevenzione del riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

    I DIPENDENTI E I COLLABORATORI CHE SVOLGONO ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE ASSICURATIVA DEVONO DEDICARE OGNI ANNO PARTE DELLE ORE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ALLA MATERIA DELL’ANTIRICICLAGGIO?

    I dipendenti ed i collaboratori, che operano nel ramo vita, devono essere adeguatamente formati e aggiornati in materia di antiriciclaggio. Le ore di formazione/aggiornamento dedicate alla materia dell’antiriciclaggio sono considerate valide ai fini del conseguimento del numero minimo di ore di formazione/aggiornamento professionale di cui alle norme in materia di requisiti professionali, formazione e aggiornamento previste dagli articoli 110 e 111 del CAP e dalle relative disposizioni attuative (Regolamento IVASS n. 44/2019).

    DOCUMENTAZIONE

    LA DOCUMENTAZIONE COMPROVANTE LA FREQUENTAZIONE DEI CORSI DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEVE ESSERE TRASMESSA ALL’IVASS?

    NO. La documentazione comprovante la frequentazione di corsi di formazione o di aggiornamento professionale non deve essere trasmessa all’IVASS.

    L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE COMPROVANTE LA FREQUENTAZIONE DEI CORSI DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEVE CONSERVATA?

    SI. L’intermediario deve conservare la documentazione comprovante la frequentazione dei corsi di formazione e aggiornamento professionale per almeno 5 anni e deve esibirla all’Autorità di Vigilanza, qualora quest’ultima effettuasse ispezioni e/o controlli.

    PER QUANTO TEMPO L’INTERMEDIARIO DEVE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE COMPROVANTE LA FREQUENTAZIONE DEI CORSI DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE?

    L’intermediario deve conservare la documentazione per un periodo di almeno 5 anni.

    L’INTERMEDIARIO PUO’ CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO ELETTRONICO-DIGITALE?

    Si. L’intermediario può conservare la documentazione mediante supporti elettronici (magnetici, microfilmature, ottici, digitali e alte forme tecniche equivalenti). Tali supporti e tecniche devono consentire di conservare l’autenticità del documento rispetto a quello originario (si veda quanto riporta sopra).

    L’INTERMEDIARIO DEVE SEMPRE CONSERVARE LA DOCUMENTAZIONE IN FORMATO CARTACEO?

    No. L’intermediario può conservare la documentazione anche in formato elettronico-digitale. Tali supporti e tecniche devono consentire di conservare l’autenticità del documento rispetto a quello originario (si veda quanto riporta sopra).

    COLLABORAZIONE TRA INTERMEDIARI

    GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE B POSSONO COLLABORARE CON INTERMEDIARI ISCRITTI NELLE SEZIONI A/B/D?

    . I broker possono instaurare rapporti di collaborazione orizzontale con intermediari iscritti nelle sezioni A/B/D del Registro e gli intermediari iscritti nell’elenco annesso (art. 22 L. 221/2012 e art. 42 Reg. 40/2018). La collaborazione orizzontale deve essere formalizzata in un accordo scritto tra gli intermediari. Al cliente deve essere fornita una corretta e completa informativa in relazione al fatto che l'attività è svolta in collaborazione tra più intermediari (indicandone l'identità, la sezione di appartenenza e il ruolo svolto dai medesimi nell'ambito della forma di collaborazione adottata). In caso di collaborazione orizzontale, gli intermediari rispondono in solido per gli eventuali danni sofferti dal cliente in relazione all’attività svolta, salve le reciproche rivalse nei loro rapporti interni. Non configurano rapporti di collaborazione orizzontale quelli instaurati tra iscritti nelle sezioni A e B del Registro, quando gli stessi siano stati ratificati dall’impresa con autorizzazione all’incasso dei premi ai sensi dell’articolo 118 del CAP.

    IL BROKER ISCRITTO NELLA SEZIONE B DEL RUI PUO’ COLLABORARE CON GLI INTERMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE F DEL RUI?

    No. Il broker non può instaurare rapporti di collaborazione con intermediari iscritti nella sezione F del Registro.

    IL BROKER CHE COLLABORA CON INTEMEDIARI ISCRITTI NELLA SEZIONE A / B / D DEL RUI DEVE COMUNICARLO ALL’IVASS?

    NO. La normativa non prevede alcun obbligo o forma di comunicazione all’IVASS.

    IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA INTERMEDIARI IL CLIENTE DEVE ESSERE INFORMATO?

    SI. Gli intermediari devono fornire al cliente una corretta e completa informativa in merito alla circostanza che l’attività di intermediazione viene svolta in collaborazione. Tale informativa deve essere contenuta nell’Allegato 4 e deve indicare l’identità, la sezione di appartenenza, il ruolo svolto dagli intermediari della collaborazione.

    IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA INTERMEDIARI CHI DEVE CONSEGNARE AL CLIENTE L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE (ALLEGATI 3 E 4)?

    Gli Allegati 3 e 4 devono essere consegnati dall’intermediario proponente cioè dall’intermediario che entra in contatto con il cliente; nello specifico l’Allegato 4 deve riportare l’identità, la sezione di appartenenza, il ruolo svolto dall’ intermediario emittente.

    IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA INTERMEDIARI NELL’ALLEGATO 4 L’INFORMATIVA SULLE MODALITA’ DI ADEMPIMENTO AGLI OBBLIGHI DI SEPARAZIONE PATRIMONIALE/FIDEIUSSIONE DEVE RIGUARDARE IL PROPONENTE? L’EMITTENTE? ENTRAMBI? O CHI INCASSA IL PREMIO?

    Premesso che l’Allegato 4 da consegnare al contraente è quello che riguarda l’intermediario proponente che entra in contatto con il cliente; ne consegue che l’informativa in oggetto riguarda tale soggetto. Qualora il cliente effettuasse il pagamento direttamente all’intermediario emittente, l’Allegato 4 consegnato dovrà contenere anche le informazioni riguardanti gli obblighi di separazione patrimoniale dello stesso.

    IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA INTERMEDIARI CHI RISPONDE NEI CONFRONTI DEL CLIENTE PER EVENTUALI DANNI?

    Gli intermediari che collaboreranno tra loro risponderanno in solido per gli eventuali danni sofferti dal cliente e derivanti dall’attività di intermediazione, salve le reciproche rivalse nei rapporti interni.

    IN CASO DI COLLABORAZIONE TRA INTERMEDIARI CHI CONSERVA LA DOCUMENTAZIONE PRECONTRATTUALE? E CONTRATTUALE?

    In caso di collaborazione orizzontale la documentazione precontrattuale deve essere conservata dall’intermediario proponente (colui che ha il rapporto con il cliente) e per quanto di sua competenza dall’intermediario emittente/collocatore. Gli originali delladocumentazione contrattuale sono conservati dall’intermediario emittente/collocatore; tuttavia anche l’intermediario proponente deve conservarne una copia sottoscritta.

    GESTIONE DEI RECLAMI

    IL BROKER È TENUTO ALLA GESTIONE DEI RECLAMI?

    Sì. Gli intermediari iscritti nella sezione B del registro devono gestire i reclami di loro pertinenza, inclusi i reclami relativi ai comportamenti dei dipendenti e dei collaboratori. I broker trasmettono senza ritardo all’impresa interessata i reclami eventualmente ricevuti relativi al comportamento dell’impresa, dandone contestuale notizia al reclamante.

    GLI INTERMEDIARI ASSICURATIVI ENTRO QUANTO TEMPO DEVONO RISPONDERE AL RECLAMANTE?

    I broker devono fornire al reclamante una risposta entro 45 giorni dal ricevimento del reclamo, adottando un linguaggio semplice e facilmente comprensibile. Nel caso di mancato o parziale accoglimento del reclamo, gli intermediari forniscono al reclamante una chiara spiegazione della propria posizione e lo informano in merito alla possibilità, prima di interessare l’Autorità giudiziaria, di rivolgersi, all’IVASS o ai sistemi alternativi per la risoluzione delle controversie previsti a livello normativo o convenzionale, specificandone le modalità

    GLI INTERMEDIARI ASSICURATIVI POSSONO ESTERNALIZZARE LA GESTIONE DEI RECLAMI?

    Sì. Gli intermediari iscritti nelle sezioni B del registro possono avvalersi per la gestione dei reclami, o di singole fasi della stessa, di soggetti terzi imparziali, incluse le associazioni di categoria di appartenenza.
    In caso di esternalizzazione, gli intermediari devono in ogni caso:

    • 1. Ricevere direttamente i reclami presentati;
    • 2. Curare le successive comunicazioni e fornire in ogni caso risposta conclusiva al reclamante entro i termini previsti dal regolamento;
    • 3. Fornire al reclamante i riferimenti del fornitore che gestisce il reclamo;
    • 4. Accertare che l’esternalizzazione non comporti la violazione di alcuna legge, in particolare delle norme sulla protezione dei dati personali;
    • 5. Formalizzare l’esternalizzazione in un accordo scritto che definisca con chiarezza gli obblighi e i relativi adempimenti in capo all’intermediario e al fornitore
    • 6. Individuare un referente interno alla propria struttura organizzativa che verifichi il rispetto delle condizioni di cui al presente comma;
    • 7. Comunicare, a richiesta dell’IVASS, il nominativo e i recapiti del fornitore, assicurando che l’Autorità abbia accesso ai dati relativi all’attività esternalizzata e ai locali commerciali del fornitore.

    IL BROKER È TENUTO AD ADOTTARE UNA POLITICA DI GESTIONE DEI RECLAMI?

    A livello operativo il Broker deve adottare una “Policy per la Gestione dei Reclami”, che deve essere formalizzata in un documento e resa disponibile ai dipendenti ed ai collaboratori. Tale documento deve essere soggetto a revisione almeno annuale.

    CHI DEVE GESTIRE IL RECLAMO IN CASO DI COLLABORAZIONE ORIZZONTALE TRA INTERMEDIARI?

    Ai sensi del Regolamento n.24/2008, in caso di collaborazione orizzontale con altri intermediari il reclamo deve essere gestito dall’intermediario collocatore, cioè colui che ha il rapporto diretto con l’impresa di assicurazione.

    POLICY DISTRIBUTIVA GENERALE DISTRIBUTORE

    POLICY DISTRIBUTIVA GENERALE DISTRIBUTORE

    Al fine di incrementare il livello della qualità della distribuzione e del controllo che il distributore esercita sulla propria struttura e sulla sua rete esterna di collaboratori la nuova normativa prevede che, dal 1° Ottobre 2018, il distributore possa dotarsi di una propria policy distributiva generale nella quale descrivere e regolamentare alcune delle funzioni core dell’attività distributiva.
    Le attività preparatorie quanto gli obiettivi finali devono essere attuati e osservati dai distributori sulla base del principio di proporzionalità, tenendo conto della rischiosità e complessità dei prodotti ideati e distribuiti nonché della propria struttura organizzativa e dimensione.
    L’Associazione mette a disposizione dei propri associati un apposito fac-simile Policy Distributiva Generale del distributore, che si compone da 4 sezioni principali:

    • Sezione 1 - Adozione, Revisione e Diffusione della Politica
    • Sezione 2 - Assetto organizzativo
    • Sezione 3 - Principi e regole comportamentali
    • Sezione 4 – POG
    • Sezione 5 – Procedure e Protocolli Gestionali
    Il fac-simile disponibile nella sezione Modulistica all’interno dell’Area Riservata.

    POG

    POG

    Il POG (Product Oversight and Governance), introdotto con la Direttiva Europea 2016/97, è il documento finalizzato ad elevare il livello di protezione del cliente mediante il rafforzamento degli obblighi informativi, l’individuazione delle procedure sulla distribuzione, la gestione dei conflitti di interesse e l’esame delle esigenze del cliente.
    In capo ai distributori è richiesta la creazione e la revisione periodica di presidi (denominati “Meccanismi di distribuzione”) volti ad ottenere dalle imprese le informazioni relative al prodotto e a comprenderne le caratteristiche ed il mercato di riferimento per poi curare che il prodotto venga collocato al corretto target di clientela e nel rispetto delle indicazioni fornite dalle imprese fornitrici.
    Il distributore deve declinare la propria strategia distributiva in modo da allinearla a quella indicata dalle imprese nel processo di governo e controllo (POG), in relazione alla distribuzione di ogni singolo prodotto.
    L’Associazione mette a disposizione dei propri associati un apposito fac-simile disponibile nella sezione Modulistica all’interno dell’Area Riservata.

    NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO

    IL BROKER È SOGGETTO AGLI OBBLIGHI DETTATI IN MATERIA DI ANTIRICLAGGIO?

    Sì. Gli intermediari assicurativi operanti nel ramo vita, di cui all’art. 2 comma 1 del CAP, sono sottoposti agli obblighi in materia di antiriciclaggio previsti dal nuovo D. lgs. 231/2007, come modificato dalla quarta direttiva antiriciclaggio, e dal Regolamento IVASS n. 44/2019.

    QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI IN MATERIA DI ANTIRICICLAGGIO PER IL BROKER?

    In riferimento agli obblighi previsti in materia di antiriciclaggio gli intermediari assicurativi devono:

    • 1. Effettuare l’adeguata verifica della clientela:
      • a. identificare e verificare l’identità del cliente, del beneficiario, e dei rispettivi titolari effettivi e l’esecutore;
      • b. acquisire tutte le informazioni e la documentazione richieste dall’impresa ai fini della valutazione del rischio associato al cliente;
      • c. mettere immediatamente a disposizione delle imprese documenti, dati e informazioni acquisiti per l’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela;
      • d. svolgere un controllo costante sul comportamento tenuto da ciascun soggetto di cui al punto a);
      • e. dare notizia alla rispettiva impresa del comportamento tenuto dal cliente in conformità a quanto previsto nei relativi accordi e/o istruzioni;
      • f. valutare se inviare una segnalazione direttamente alla UIF, qualora non sia individuabile un’impresa di riferimento;
    • 2. Adottare strumenti operativi e procedure per l’adempimento degli obblighi antiriciclaggio fornendoli altresì ai propri dipendenti e collaboratori;
    • 3. Richiamare negli accordi stipulati con il proprio personale le regole di comportamento ai fini di prevenzione del rischio di riciclaggio cui gli stessi devono attenersi nell’esercizio dell’attività di distribuzione assicurativa;
    • 4. Assicurare che il personale di cui si avvalgono per l’esercizio dell’attività di distribuzione nei rami di cui all'art. 2, comma 1 del CAP sia adeguatamente formato in materia di antiriciclaggio. Le ore di formazione dedicate alla materia antiriciclaggio sono considerate utili ai fini del conseguimento degli obblighi di formazione e di aggiornamento professionale di cui agli articoli 110 e 111 del CAP e alle relative disposizioni attuative emanate dall'IVASS;
    • 5. Conservare in formato cartaceo o elettronico la documentazione acquisita per l’adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela.

    GLI INTERMEDIARI ASSICURATIVI POSSONO ESTERNALIZZARE LE ATTIVITA’ RELATIVE ALL’ANTIRICICLAGGIO?

    Sì. Il D. lgs. 231/2007 e così il Regolamento IVASS n. 44/2019 consentono agli intermediari assicurativi di esternalizzare la funzione dell’antiriciclaggio avvalendosi di soggetti terzi (fornitori).
    In caso di esternalizzazione l’intermediario deve sottoscrivere uno specifico accordo che preveda:

    • 1. La chiara definizione dell’attività oggetto dell'esternalizzazione, delle modalità di esecuzione e del relativo corrispettivo, nonché degli obblighi di riservatezza in merito alle informazioni acquisite nell’esercizio della funzione;
    • 2. Le modalità e la frequenza della reportistica che gli dovrà essere fornita dal fornitore a cui è stato esternalizzata la funzione;
    • 3. Il diritto di recesso senza oneri sproporzionati o tali da pregiudicare, in concreto, l’esercizio del diritto;
    • 4. La possibilità di recedere o modificare il contratto in caso di richiesta dell’IVASS;
    • 5. Il divieto di sub-esternalizzare il contratto senza il consenso dell’intermediario;
    • 6. L’adozione da parte del fornitore dei presidi in tema di conflitti di interesse.
    L’accordo di esternalizzazione può anche essere limitato alle attività di acquisizione e conservazione dei dati, delle informazioni e dei documenti prescritti dal decreto antiriciclaggio.

    IL BROKER DEVE DEDICARE OGNI ANNO PARTE DELLE ORE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ALLA MATERIA DELL’ANTIRICICLAGGIO?

    Sì. Il broker che opera nel ramo vita è tenuto a dedicare parte dell’aggiornamento professionale ad attività formative in materia di prevenzione del riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

    I DIPENDENTI E I COLLABORATORI CHE SVOLGONO ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE ASSICURATIVA DEVONO DEDICARE OGNI ANNO PARTE DELLE ORE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ALLA MATERIA DELL’ANTIRICICLAGGIO?

    I dipendenti ed i collaboratori, che operano nel ramo vita, devono essere adeguatamente formati e aggiornati in materia di antiriciclaggio. Le ore di formazione/aggiornamento dedicate alla materia dell’antiriciclaggio sono considerate valide ai fini del conseguimento del numero minimo di ore di formazione/aggiornamento professionale di cui alle norme in materia di requisiti professionali, formazione e aggiornamento previste dagli articoli 110 e 111 del CAP e dalle relative disposizioni attuative (Regolamento IVASS n. 44/2019).

    COWORKING

    GLI INTERMEDIARI ASSICURATIVI ISCRITTI NELLE SEZIONI A E B DEL RUI POSSONO CONDIVIDERE ALCUNI SPAZI DEI PROPRI UFFICI ATTRAVERSO LA PRATICA DEL COWORKING AZIENDALE? A LIVELLO NORMATIVO CI SONO DELLE ESCLUSIONI E/O IMPEDIMENTI?

    Nel settore della distribuzione assicurativa, si sta diffondendo il fenomeno del c.d. coworking aziendale, cioè di uno spazio di lavoro condiviso che offre la possibilità di avere a disposizione un ufficio e i suoi servizi, pur mantenendo un’attività indipendente.
    Al riguardo, appare opportuno premettere che il coworking, dal punto di vista giuridico, è un contratto atipico che si caratterizza per la messa a disposizione di una postazione lavorativa e per l’erogazione di vari servizi quali ad esempio la linea telefonica, la connessione internet, la possibilità di fruire di sale di attesa o sale riunioni, la pulizia dei locali, il servizio di segreteria etc.
    Trattandosi di un contratto atipico, i cui contenuti sono definiti di volta in volta nell’accordo intervenuto tra le parti, non è possibile valutarne a priori la conformità alla disciplina in materia di intermediazione assicurativa e riassicurativa.
    D’altro canto, si richiama l’attenzione su alcune criticità che si collegano a questa e simili forme di organizzazione del lavoro:

    • 1) la condivisione degli ambienti, soprattutto se non supportata da un’efficiente organizzazione, può esporre l’intermediario e l’impresa a significativi rischi operativi, si pensi ad esempio ai rischi connessi:
      • alla sicurezza e affidabilità delle tecnologie informatiche utilizzate
      • alla corretta archiviazione della documentazione contrattuale
      • al rispetto della disciplina in materia di trattamento dei dati personali.
    • 2) la creazione di una comunità di coworking intesa come gruppo collaborativo e informale può generare confusione tra i consumatori, circa il ruolo e l’attività di ciascun intermediario rispetto agli altri coworkers.
    Pertanto, pur nella consapevolezza del ruolo sociale ed economico di questa forma di organizzazione del lavoro, si ritiene che eventuali situazioni di coworking debbano essere valutate in concreto, ai fini della conformità alla disciplina legislativa e regolamentare in materia di intermediazione assicurativa e debbano comunque garantire la piena e chiara identificabilità da parte della clientela del ruolo e dell’attività svolta da ciascun coworker, la sicurezza e la riservatezza dei dati gestiti, la univoca riconducibilità a ciascun coworker dei flussi generati dalla relativa attività.